L'Appennino parmense: da Parma a Monchio delle Corti

In collaborazione con Touring Club

L’itinerario utilizza un tracciato che risale le valli dei torrenti Tèrmina e Cedra, affluenti di sinistra del fiume Enza. Alla contiguità geografica delle due valli si contrappone un diverso carattere dell’assetto insediativo, esito di una vicenda storica differente. Nel tratto iniziale, il predominio dei Canossa si manifestò precocemente con la dislocazione strategica di fortificazioni e pievi. Nel secondo, la profonda cesura orografica della valle del torrente Cedra, fisicamente distinta dalle valli appenniniche contigue, ha concorso alla caratterizzazione e salvaguardia di un patrimonio culturale ed etnico omogeneo e ben connotato, circostanza ulteriormente favorita dalla plurisecolare egemonia che i vescovi di Parma ebbero sul territorio delle «13 corti», risalente secondo alcuni al IX secolo e perdurata sino all’abolizione dei feudi nel 1805. Il percorso, eccettuato il tratto Parma-Traversétolo, si svolge lungo viabilità provinciale, che, a volte, può creare problemi di orientamento e, agli incroci, richiede costante attenzione alla segnaletica.
  • Lunghezza
    81,4 km
  • Rocca Montechiarugolo (PR)

    Originariamente dei Sanvitale, ricostruita nel 1406 da Guido Torelli e passata nel 1612 ai Farnese. È stata trasformata in residenza di campagna e, di proprietà privata, attualmente utilizzata come location per eventi e aperta alle visite turistiche. Varcato il fossato, si accede nel bel cortile, dal quale si entra in un ampio salone, coperto da tre grandi volte a crociera, di cui una sola conserva affreschi, grottesche e stemmi attribuiti a Cesare Baglione. Il salone comunica con la Sala degli Elementi (dai quattro grandi dipinti che ne adornavano le pareti, ora in palazzo Grillo Marchi a Parma), che presenta nella volta putti spargifiori attribuiti a un pittore locale del primo Seicento, e nello strombo di una finestra un’interessante Annunciazione assegnata ad Alessandro Araldi. Nella Camera da letto, una ricca decorazione ad affresco raffigura, nella volta, allegorie delle attività umane e, nelle lunette, i vari momenti della giornata; il ciclo, assegnabile alla fine del secolo XVI, è variamente attribuito a Innocenzo Martini e Giovan Antonio Paganini. Alle pareti, rivestimento ligneo da sagrestia (di reimpiego), del secolo XVII-XVIII, e splendido armadio seicentesco.

  • Fondazione Magnani-Rocca Traversetolo (PR)

    Nella villa Magnani di Mamiano è allestita la collezione di Luigi Magnani, musicologo e scrittore (1906-84) che di questa prestigiosa dimora ottocentesca fece la sede della propria preziosa pinacoteca e della fondazione Magnani-Rocca, da lui stesso istituita. In una rigorosa e affascinante presentazione impostata dallo stesso Magnani sono esposte un centinaio di preziose opere di arte antica e moderna. Tra le maggiori si segnalano: Madonna col Bambino di scuola romana del secolo XI-XII (assegnata a Pietro di Belizio e Belluomo), due polittici, rispettivamente di Mello da Gubbio e di Giovanni del Biondo, Incoronazione della Vergine e S. Francesco che riceve le stimmate di Gentile da Fabriano, Madonna col Bambino di Filippo Lippi, S. Sebastiano di Lorenzo Costa, Madonna col Bambino detta del Patrocinio di Albrecht Dürer (1505-7), Cristo morto sorretto da due angeli di Vittore Carpaccio, Sacra conversazione di Tiziano, Ritratto di Ferdinando Gonzaga di Peter Paul Rubens, Ritratto equestre di Giovanni Paolo Balbi di Antonie Van Dyck, Ritratto della famiglia dell’infante Luìs di Goya; e ancora, opere di Mazzo- lino, Ortolano, Domenico Beccafumi, George Dawe, G.B. Pittoni, G.B. Tiepolo, Heinrich Füssli, Lorenzo Bartolini, Antonio Canova, e incisioni di Martin Schongauer, Dürer, Rembrandt; inoltre, miniature e arredi di diversa epoca e scuola. Di notevole interesse anche la raccolta di arte contemporanea (Monet, Renoir, Cézanne) con un cospicuo nucleo di opere di Giorgio Morandi e di Alberto Burri. Tra le sculture la Tersicore di Canova e due opere di Bartolini.

  • Museo Renato Brozzi Traversetolo (PR)

    Dedicato all’orafo Renato Brozzi (1887-1963), il museo è allestito all’interno del centro civico La Corte ed espone ceselli, statue, opere di fusione di vario genere donate dall’artista locale.

  • Castello di Guardasone Traversetolo (PR)

    Il castello, che fu dei Da Correggio, dei Visconti, poi di Nicolò Guerriero dei Terzi e infine, dal 1466, dei Borromeo, è noto per aver ospitato nel 1341 e nel 1362 Francesco Petrarca.

  • S. Ambrogio Neviano degli Arduini (PR)

    Pieve riedificata alla fine del Seicento, con un interessante fonte battesimale in arenaria scolpita, della prima metà del secolo XII.

  • Pieve di S. Maria Neviano degli Arduini (PR)

    In vetta a una rupe (m 719) di arenaria, la rustica pieve romanica di S. Maria o pieve di Sasso (secolo XI), interamente costruita in pietra con copertura a lastre, è rimasta singolarmente integra e scevra da modificazioni successive. Il profilo della facciata, a salienti, è sottolineato, come quello delle tre absidi semicircolari, da archetti pensili. Nell’interno, all’inizio della navatella sinistra è collocato un fonte battesimale in pietra dei primi decenni del secolo XII, presumibilmente scolpito da maestranze attive nel Duomo di Parma; rimasto a lungo smembrato e ricomposto nel 1960, conserva originali solo quattro degli otto lati, recanti raffigurazioni simboliche.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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