Le grandi chiese di Ravenna

Itinerario insolito tra arte sacra, devozione e capolavori nascosti

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A Ravenna si respira bellezza e spiritualità. 

Conosciuta nel mondo per i suoi otto Monumenti Unesco, capolavori tardoantichi e bizantini custodi di cicli musivi unici al mondo che raccontano l'incontro tra Oriente e Occidente, il suo patrimonio religioso non si esaurisce in queste otto meraviglie.

Nel tessuto urbano si trovano altre grandi chiese, anch'esse maestose, meno note al grande pubblico ma profondamente radicate nella storia e nella devozione cittadina. Luoghi che custodiscono immagini sacre, episodi miracolosi e opere d'arte di grande valore in cui riecheggia l'eco della grande storia e dei grandi personaggi che vissero a Ravenna.

Questo itinerario, da percorrere a piedi e pianeggiante, parte dalla stazione ferroviaria e attraversa il centro storico, permettendo di scoprire una Ravenna più intima, autentica e ricca di fascino.

Consiglio

Verificare sempre gli orari di apertura delle chiese, che possono variare in base alle celebrazioni liturgiche.

  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Amici/Solo
  • Prima tappa - Basilica di San Giovanni Evangelista Ravenna

    A pochi passi dalla stazione di Ravenna, su viale Farini, si affaccia la Basilica di San Giovanni Evangelista. Fondata nel V secolo per volontà di Galla Placidia, è una delle chiese più antiche della città. 

    Cosa vedere

    • Gli splendidi e insoliti mosaici pavimentali del XIII secolo
    • La Cappella della Madonna del Latte

    Curiosità

    • La Basilica è legata alla figura di Galla Placidia, il cui Mausoleo è patrimonio Unesco.
    • La Madonna del Latte, icona di scuola dalmata del XV secolo, proviene dalla Basilica dello Spirito Santo.

  • Seconda tappa - Basilica di Santa Maria in Porto Ravenna

    Proseguendo per via di Roma, superata la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo e il Palazzo di Teodorico, si trova la candida facciata della Basilica di Santa Maria in Porto

    La facciata settecentesca è opera di Camillo Morigia, architetto della Tomba di Dante

    All'interno si trova la Madonna Greca, che ha un ruolo centrale nel culto locale ed è celebrata la prima domenica dopo Pasqua. È un bassorilievo dell'XI secolo che rappresenta la Vergine orante, vestita con un lungo mantello e dal capo coperto con il Maphorion. Miracolosamente comparsa dal mare l'8 aprile del 1100, sorretta da due angeli, si lasciò avvicinare solo da Pietro degli Onesti.

    Curiosità

    Pietro degli Onesti, legato al ritrovamento dell'immagine, è citato da Dante come Pietro Peccatore nel XXI Canto del Paradiso.

  • Terza tappa - Basilica di San Francesco Ravenna

    Passeggiando verso il centro, nel cuore della Zona del Silenzio si trova la Basilica di San Francesco

    Qui nel 1321 si celebrarono i funerali di Dante Alighieri

    Da non perdere

    La cripta sommersa dall'acqua, dove tra i mosaici pavimentali nuotano piccoli pesci rossi. Uno spettacolo unico, suggestivo e surreale.

  • Quarta tappa - Duomo di Ravenna Ravenna

    Accanto al Battistero Neoniano si trova il Duomo della città. 

    L'edificio originario fu costruito attorno al 402, quando Ravenna divenne capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Trasformato nel XVIII secolo su progetto del Buonamici, è uno scrigno di opere d'arte. 

    La Cappella della Madonna del Sudore, tripudio barocco, protegge il piccolo dipinto miracoloso, di scuola riminese del XIV secolo, che rappresenta la Vergine incoronata con in braccio un tenero e giocoso Gesù bambino.

    Curiosità

    L'appellativo "del Sudore" le fu assegnato nel 1512, quando durante la Battaglia di Ravenna la Madonna sudò sangue. La meravigliosa cappella è stata costruita dai ravennati come ringraziamento alla Vergine per avere salvato la città della peste nel 1630.

  • Quinta tappa - Basilica di Santa Maria Maggiore Ravenna

    Nel cuore del centro storico sorge la Basilica di Santa Maria Maggiore. Condivide con la Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia una piccola piazza e l'ombra di uno splendido platano secolare.

    Edificata nel VI secolo, arricchita da un campanile del IX-X secolo, ha interni barocchi realizzati da Pietro Grossi. 

    La basilica è molto cara ai ravennati, grazie a un piccolo altare dedicato a "Sancta Maria a tumoribus". Tra sculture e puttini svolazzanti, si svela un affresco dedicato alla Madonna con bambino (del XVI secolo), ritenuta miracolosa, a cui i ravennati si rivolgono invocando aiuto e protezione, specie per le malattie oncologiche, in una consuetudine radicata da secoli.

Ultimo aggiornamento 08/04/2026

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Redazione Ravenna

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