In moto nelle terre di Matilde di Canossa

Tra castelli, borghi e panorami nell’Appennino reggiano

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L’Appennino reggiano è un territorio da esplorare con lentezza, tra panorami aperti, borghi e testimonianze storiche.

Questo itinerario in moto segue le tracce di Matilde di Canossa, figura centrale del Medioevo europeo, attraversando colline e vallate ricche di castelli e borghi storici.

Tra curve panoramiche, salite e tratti scorrevoli, il percorso unisce il piacere della guida alla scoperta del territorio, lontano da luoghi affollati.

Note tecniche

Adatto a motociclisti con esperienza: percorso su strade asfaltate con tratti tortuosi e panoramici.

Consigli

  • Primavera e autunno sono i periodi migliori per godere di colori e temperature ideali.
  • Possibilità di abbinare l’itinerario a esperienze gastronomiche locali, come degustazioni di prodotti tipici.
  • Il soggiorno può prolungarsi per continuare a scoprire il territorio. 
  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Motor Valley
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa - Dalla pianura Padana a Canossa Canossa

    Provenendo dalla Pianura Padana, dalle città di Reggio Emilia o Parma, si procede verso le colline dove si possono ammirare i quattro castelli matildici, sui rispettivi colli tra cui il più famoso è quello di Bianello. 

    Si arriva poi a Ciano d’Enza, nella valle del fiume omonimo, e si sale con una strada a tornanti ammirando la vista, con la pianura di fronte (alla sera si aggiunge l'effetto delle luci, d'inverno, se si è fortunati con la giornata, si vedono le Alpi).

    La salita verso Canossa, il castello che dà il nome al Comune, è uno dei tratti più scenografici, tra tornanti e viste aperte sulla pianura. Si possono vedere i castelli di Rossena, con la torre di guardia di Rossenella, e di Canossa sulla cima della bianca rupe di arenaria dove sorgono i resti del castello, preceduta, nel percorso di avvicinamento, dai calanchi sopra i quali corre la strada, sullo sfondo della vallata dell'Enza.

    Consigli di visita

    • Del Castello di Canossa, che ha subito l'oltraggio dei secoli, resta un sito archeologico con le antiche alte mura. Nel piccolo ma completo museo al suo interno un grande plastico ricostruisce ottimamente l'aspetto della fortificazione all'epoca di Matilde. 
    • L'Acetaia comunale "Rupe di Canossa", che produce aceto balsamico tradizionale alla base della salita al castello.

    Deviazioni

    • Verso Rossena: il castello è costruito su un massiccio di pietra più dura, il rosso serpentino che dà il nome al luogo. La visita è possibile e anche il pernottamento, ospitando il castello un ostello.
    • Pochi chilometri per il piccolo borgo di Votigno, ricostruito con torrette e porticati sfiziosi, pinnacoli, merlature e decori in arenaria. Il posto è suggestivo, raccolto intorno a una piazzetta che sembra uscita da un libro di favole. 

  • Seconda tappa - Di castello in castello, da Canossa a Sarzano Sarzano

    Si prosegue tra paesaggi dell’entroterra e borghi storici ben conservati come Cerredolo dei Coppi, con una casa signorile cinquecentesca all'ingresso del paese vecchio e Cortogno, con le case in pietra e la piccola chiesa, un contesto davvero ben conservato, dove si trova anche un locale con ristorazione e spaccio km 0. 

    Siamo in val Tassobbio, una zona punteggiata di mulini e antiche borgate. 

    Si arriva poi a Sarzano, dove si trova il castello matildico, con la chiesetta barocca, ora sede di mostre e spettacoli. 

    Il borgo, anch'esso rimesso a nuovo per l'intervento del Comune di Casina, è attrezzato per ospitalità e per ristorazione. Sosta obbligatoria perché dalla torre del castello si gode una vista a 360° dall’Appennino emiliano, alla Pianura Padana, fino alle Alpi nelle giornate serene.

    Deviazioni

    A Faieto varrà la pena fare una deviazione, non brevissima, per la chiesa di Pianzo, tra i più significativi di una zona di per sé ricca di edifici sacri risalenti, nella loro prima edificazione, all'epoca dei Canossa. La chiesetta conserva frammenti architettonici dal duecento fino alla ricostruzione settecentesca. 
     

    Questa tappa è ideale per la guida, tra curve e scorci autentici e panoramici sull’Appennino.

  • Terza tappa - Casina e i suoi antichi borghi Casina

    Da Sarzano si scende in pochi minuti a Casina, centro strategico per chi vuole esplorare il territorio. 

    L’itinerario prosegue attraverso i rilievi dolci per Migliara, proseguendo verso Leguigno, dove si trova il castello che fu dei nobili Fogliani. 

    Da qui una breve deviazione permette di vedere l'oratorio romanico di Beleo, piccolo ma delizioso. 

    Possibilità di rientro verso Reggio Emilia lungo la SS63 oppure seguendo percorsi storici più panoramici, come quello ducale che passava per Monchio dei Ferri, Costaferrata, Sordiglio, paesi antichi che conservano tracce della loro storia.

    Per un finale più rilassato, tra strade secondarie e borghi autentici.

    Deviazione

    Il centro più interessante, Bergogno, è un poco discosto da Costaferrata, ma caratterizzato da suggestive testimonianze architettoniche.

Ultimo aggiornamento 04/05/2026

Per maggiori informazioni

Redazione Appennino Reggiano

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