Un itinerario in provincia di Forlì per gli amanti del turismo slow e dei luoghi sacri senza tempo. Una giornata a contatto con la natura per ritrovare la semplicità degli spazi rurali, riscoprire il passato e vivere nuove suggestioni.
Info utili
Per chi fosse interessato a un turismo lento e contemplativo consigliamo i seguenti itinerari:
La Pieve di San Martino in Barisano sorge presso l’omonima frazione di Forlì, a 8 km dalla città in direzione Ravenna.
La sua origine, oggetto di diversi studi, risale al VI secolo d.C. e sulla sua facciata una sola finestra centrale a rosone. L'edificio è stato costruito con una tipica tecnica bizantina che utilizzava grossi mattoni uniti a calce e lapillo, con granelli di pietre triturati.
Da vedere
Curiosità
Santa Maria in Acquedotto: antica chiesa che sorge nelle campagne di Forlì sulla via che conduce a Ravenna, sulla direttrice in cui, secondo la tradizione, passava l’acquedotto di Teodorico (da cui il nome).
La pieve attuale è stata edificata nel XIII secolo sui resti di una più antica chiesa bizantina e le sue caratteristiche principali sono la struttura inclinata e l’interno sostanzialmente spoglio, ad eccezione di alcune tracce di affreschi riportati alla luce grazie ai restauri novecenteschi, tra cui:
Curiosità
Le prime attestazioni riguardanti questa pieve risalgono al 963 d.C., ma le sue origini sembrano risalire già al VI secolo. Potrebbe rappresentare una delle prime sette pievi volute dall’imperatrice Galla Placidia.
Chiesa dei SS. Pietro e Paolo: a circa 8 km da Santa Maria in Acquedotto, viene chiamata anche “Pievequinta” in quanto fu la quinta delle pievi volute da Galla Placidia.
Di probabile origine paleocristiana, la sua esistenza è datata al 950 d.C. La chiesa è stata poi abbattuta nel XV secolo e riedificata nel 1793.
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Curiosità
È famosa per essere l’unica chiesa delle campagne forlivesi a possedere un campanile cilindrico, in stile bizantino, tipico delle basiliche ravennati.
Santuario di Santa Maria delle Grazie: nella frazione di Fornò a 8 km da Pievequinta.
Dedicato al culto della Beata Vergine, il santuario venne costruito a partire dal 1454 per volere di Pietro Bianco da Durazzo, personaggio avvolto nella leggenda: ex corsaro ed eremita, poi votato al cristianesimo per un evento miracoloso.
Da vedere
Curiosità
È uno dei rarissimi esempi in Italia di santuario a pianta circolare, di richiamo orientale. Forme cilindriche, cubi e calotte si compenetrano per dare l'idea dell’universo fanno pensare ad una influenza bizantina e armena.
Pieve di San Martino in Strada, a 12 km dal santuario di Fornò, in località San Martino in Strada.
Le prime notizie documentarie della pieve dedicata a San Martino di Tours, vescovo cristiano del IV secolo, risalgono al 962 d.C. e l’antica chiesa, di stile lombardo a pianta basilicale, è stata rimaneggiata più volte nel tempo.
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