I musei sono contenitori di opere d’arte che ci permettono di immergerci nel passato. Spesso però non ci rendiamo conto che questi antichi depositi culturali sono giunti fino a noi per volontà di collezionisti e studiosi che hanno speso la loro vita per creare, attraverso le opere raccolte, dei veri e propri percorsi della memoria.
È il caso delle collezioni conservate nel Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo o del corpus di ceramiche devozionali del Museo di San Rocco a Fusignano.
Oltre a questo tipo di “raccolte” esiste anche un’altra forma di salvaguardia del passato, che non si limita agli oggetti e alle testimonianze materiali, ma preserva anche valori immateriali, legati a persone o eventi.
Ne sono esempi emblematici il Museo Baracca di Lugo che restituisce al visitatore la quotidianità dell’eroe dei cieli, Casa Varoli a Cotignola che fa rivivere uno spazio pregno di spirito creativo e la Casa Museo di Vincenzo Monti ad Alfonsine, casa natale del poeta dove vide la luce anche parte della sua opera letteraria.
Un itinerario di due giorni alla scoperta di 5 tra musei e case-museo del territorio della Bassa Romagna, un angolo di Romagna compreso nell’entroterra di Ravenna che offre tanto da scoprire.
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L’Ordine delle Suore Cappuccine di clausura, presenti a Bagnacavallo fin dal Settecento, ancora nei primi anni Settanta del secolo scorso trovava posto in questo ampio convento. Con il venir meno dell’istituzione religiosa, il Comune acquistò l’intero complesso per destinarlo a polo culturale cittadino. Grazie a importanti restauri l’antico convento poté così ospitare la Biblioteca Taroni e il primo nucleo di opere d’arte di quello che sarebbe diventato, nel 2008, il Museo Civico delle Cappuccine.
Il percorso espositivo è organizzato in diverse sezioni:
Nella casa del Maestro Luigi Varoli a Cotignola si è ritrovata e formata un’intera generazione di artisti locali. Ancora oggi le stanze delle due sedi museali trascinano il visitatore nell’atmosfera di una casa d’artista, animata da crani di animali, burattini, gessi, strumenti musicali, maschere, fotografie del primo Novecento, ex-voto, crocifissi lignei e mobili antichi. Il misterioso fascino di questo luogo si estende al grazioso giardino.
Insomma, qui si respira il particolare clima culturale che circondava questo artista, una figura per certi versi isolata e profondamente radicata ai suoi luoghi d’origine, attraverso un percorso che mette in luce le differenti tensioni della sua poetica.
In queste stanze anche i dibattiti politici trovavano un palcoscenico favorevole: le idee nuove e l’aspirazione alla libertà erano i temi preferiti. Non è un caso che negli anni bui delle leggi razziali emanate dal governo fascista, proprio tra queste mura molti ebrei poterono trovare la salvezza: un grande gesto eroico, pregno d’impegno civile e umanitario, che ha valso al maestro Varoli il titolo di Giusto fra le Nazioni.
Artista dotato di grande carica umana, ha svolto l’importante ruolo di “conservatore” delle memorie della sua comunità: nella sua casa e nel suo cortile ha raccolto e protetto opere d’arte, arredi, oggetti di uso comune e anche reperti archeologici, parte dei quali custoditi oggi nella nuova sala archeologica comunale.
Il Museo Baracca di Lugo ha sede nell’antica dimora signorile della famiglia d’origine di Francesco Baracca: un edificio ristrutturato nel 1916, nel segno di quello stile eclettico e contaminato da richiami Liberty tanto di moda in quegli anni. La collezione raccoglie documenti, cimeli, arredi e reperti che narrano la vicenda umana dell’eroe dei cieli.
Da vedere
A Francesco Baracca la città riserva poi un intero itinerario che tocca:
Istituito come Museo dall'Amministrazione Comunale di Fusignano nel 2001, il Complesso di San Rocco risale al Cinquecento, costruito come Hospitale dè Pellegrini e divenuto poi Ospedale dei Poveri Infermi, dopo un lungo e laborioso restauro, ospita oggi la collezione permanente di oltre 200 esemplari di targhe devozionali in ceramica da tutt'Italia donate al Comune da Sergio Baroni. Un corpus di immagini e manufatti ceramici prodotti dal XVI al XX secolo che rappresentano una ricca fonte di informazioni per ricostruire la storia della devozione popolare.
Caratterizzate da svariate forme e dimensioni, le targhe sono infatti espressione figurativa della cultura popolare religiosa, tradizionalmente murate sopra le porte d'ingresso, soprattutto in campagna, per propiziare il soccorso della Vergine e dei Santi.
Da sapere
Al primo piano del Museo, l'esposizione è un vero e proprio viaggio attraverso la storia di Fusignano, dalle origini e lo sviluppo del paese attraverso immagini e oggetti significativi.
Immerso nella campagna di Alfonsine, vi è il palazzo dove il poeta Vincenzo Monti nacque e la cui famiglia ne conservò la proprietà fino al 1914.
Vincenzo Monti (1754-1828), massimo esponente del neoclassicismo italiano, traduttore di Omero e di Voltaire, studioso e riformatore della lingua italiana, uomo di cultura a tutto tondo visse in un periodo storico scosso da avvenimenti politici eccezionali e che rifletté, con la parola e il pensiero, il succedersi di tali trasformazioni.
Il percorso museale è ospitato al piano nobile della casa ove è possibile visitare: