L'eredità artistica del Guercino: un viaggio tra arte e cultura

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Immergersi nel mondo del Guercino significa esplorare un universo affascinante di talento, relazioni e un'eredità artistica che ha attraversato i secoli.

Documenti preziosi come il Libro dei conti, le lettere con i committenti, le ricevute di pagamento e i testamenti congiunti con il fratello Paolo Antonio Barbieri restituiscono un vivido spaccato di un'epoca in cui l'arte non era solo espressione creativa, ma anche una vera e propria impresa.

Altri scritti, come il Ristretto de' successi accaduti circa la Vita e ammirabile virtù del Sig. Caval. Gio. Francesco Barbieri, pubblicato nel 1678 da Carlo Cesare Malvasia, e la Raccolta di memorie di Benedetto Gennari, ci offrono uno spunto prezioso per immergerci nell’ambiente che orbitava attorno al Guercino e al suo studio.

Da queste testimonianze emergono le dinamiche delle cerchie di allievi, collaboratori e discepoli che non solo furono testimoni della sua arte, ma che, a loro volta, portarono avanti il suo inconfondibile stile pittorico, dando vita a quelli che sarebbero poi stati definiti i suoi “epigoni”.

Cento (FE), Civica Pinacoteca Il Guercino - Benedetto Gennari, "Doppio ritratto con il Guercino e Giovanni Battista Manzini" (1660-1664 ca.)
Cento (FE), Civica Pinacoteca Il Guercino - Benedetto Gennari "Doppio ritratto con il Guercino e Giovanni Battista Manzini" (1660-1664 ca.) | Credit: Civica Pinacoteca Il Guercino

La bottega del Guercino: un'accademia ante litteram

Ricostruire l'attività dell'atelier del Guercino è un'impresa complessa, data la ricca e articolata realtà artistica e imprenditoriale sviluppatasi tra Cento e Bologna nell'arco di tre generazioni. Tuttavia, appare evidente l'eredità lasciata dai suoi seguaci, capaci di emulare la straordinaria capacità del maestro nel catturare sulla tela la profondità delle espressioni e dei volti.

Interpretando con sensibilità personale i temi religiosi e mitologici tanto cari al Guercino, questi artisti seppero preservare la sua influenza, talvolta raggiungendo una notorietà significativa e contribuendo a diffondere lo stile del loro maestro in Italia e oltre.

Un manipolo di parenti allievi, o di allievi che diventarono di famiglia, ammessi nella cerchia ristretta del maestro tanto da essere parte integrante della sua comunità.

Il successo raggiunto da Guercino già all’inizio della carriera condizionò l’organizzazione della sua bottega: ben presto si rese necessaria la presenza di artisti ben formati, capaci di assorbire una parte consistente del lavoro del proprio maestro. Fu in questo contesto che nel 1616 nacque quella che può essere definita una vera e propria "Accademia del Nudo", un'importante scuola che divenne un punto di riferimento per i giovani artisti di tutta Europa.

Lo studio del Guercino veniva così gestito attraverso la distribuzione dei ruoli, con la creazione di competenze specialistiche nei diversi generi e in relazione al fenomeno della realizzazione e diffusione delle copie da opere del caposcuola. Un esempio esemplare di questa dinamica si trova nella splendida "San Bruno in adorazione della Madonna in gloria" (1647), dove il fratello del Guercino, Paolo Antonio, mostra tutta la sua abilità di naturamortista.

In questo contesto emersero artisti che, successivamente, riuscirono a costruire una carriera autonoma, consolidandosi nel panorama artistico dell'epoca. Tra questi, si ricordano Guido Cagnacci, Bartolomeo ed Ercole Gennari, i fratelli Cesare e Benedetto Gennari (nipoti e allievi di Guercino), Matteo Loves, attivo a Cento dal 1625 al 1662, Benedetto Zalone, noto anche come Zalone da Cento (Pieve di Cento, 1595-1644), e il meno noto Filippo Conventi.

Bologna (Bo), Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili - Cesare Gennari "Ritratto di Dorotea-Fiorenza-Saccenti" (1660 circa)
Bologna (Bo), Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili - Cesare Gennari "Ritratto di Dorotea-Fiorenza-Saccenti" (1660 circa) | Credit: Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili 

Benedetto e Cesare Gennari: gli eredi della bottega del Guercino

Benedetto e Cesare Gennari, figli di Lucia Barbieri, sorella del celebre Guercino, e di Ercole Gennari, pittore e figlio a sua volta di Benedetto, allievo del maestro centese, rappresentano la terza generazione di una dinastia pittorica che affonda le sue radici nella bottega del Guercino stesso.

I due fratelli non si limitarono a custodire il nome del celebre zio, ma intrapresero con determinazione un cammino artistico che rispecchiava i mutamenti di un mercato in rapida evoluzione. Questo contesto, sempre più influenzato dalle richieste delle corti europee, richiedeva una pittura che sapesse rispondere alle nuove sensibilità estetiche e ai gusti di una clientela internazionale.

Benedetto Gennari si distinse come un raffinato ritrattista, un abile pittore di soggetti storici e un fine copista delle opere del Guercino, riuscendo a interpretare con maestria lo stile del suo illustre parente. Cesare, dal canto suo, emerse per la sua straordinaria capacità di rappresentare il sentimento umano, dando alle sue opere una profondità emotiva che le rendeva particolarmente affascinanti e moderne per il suo tempo.

Cento (Fe), Chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco - Matteo Loves "L'angelo custode" (1625-1630)
Cento (Fe), Chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco - Matteo Loves "L'angelo custode" (1625-1630) | Credit: Civica Pinacoteca Il Guercino

Matteo Loves: un talento riscoperto

Matteo Loves, pittore di origini coloniensi, ha rappresentato una figura di spicco nell'ambito artistico del XVII secolo. Diversi documenti testimoniano la sua presenza accanto al Guercino, nonché il suo arrivo a Cento nel 1625, segnando l'inizio di una carriera che lo avrebbe legato indissolubilmente alla scena emiliana.

Formatosi nel Nord Europa, la sua pittura subì una trasformazione radicale grazie all'incontro con il Guercino, che influenzò profondamente il suo stile, arricchendolo di contrastanti giochi di luce e ombra e di una più acuta sensibilità naturalistica.

Nel 1632, accompagnò il Guercino a Modena, alla corte di Francesco I d’Este, dove, nei primi mesi del 1633, gli allievi del maestro si dedicarono alla realizzazione di quattro copie dei ritratti dei duchi, opere molto apprezzate. Durante questo periodo, Loves visse la sua maturità artistica in Emilia, divenendo un collaboratore stretto del Barbieri.

Nel 1640, si trasferì a Bologna, dove risiedette stabilmente. Il 9 ottobre del 1641 firmò il contratto per la realizzazione della pala dell'altare maggiore della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a San Pietro in Casale (Bo), un'opera che ancora oggi viene conservata nella sua sede originaria, raffigurante la "Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo".

Negli anni 1643 e 1644 risulta essere registrato negli stati delle anime della parrocchia di San Martino a Bologna, ma le sue tracce si fanno sempre più rarefatte con il passare del tempo. Un documento datato 23 novembre 1647, relativo alla sua primogenita Francesca, attesta che Matteo Loves era già deceduto prima di quella data, lasciando dietro di sé un'eredità artistica ancora in gran parte da scoprire.

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Un itinerario nell’arte barocca del Guercino, tra città d’arte, chiese e palazzi, musei e collezioni private

Siti di approfondimento

- Civica Pinacoteca il Guercino (Cento, FE): www.civicapinacotecailguercino.it
- Pinacoteca Nazionale di Bologna: www.pinacotecabologna.beniculturali.it

Ultimo aggiornamento 28/02/2025
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