Poggio Renatico

Logo CC

Poggio Renatico è situato nella pianura ferrarese nelle vicinanze del fiume Reno.


Perché visitarla

Il territorio di Poggio Renatico rappresenta il tradizionale confine fra Bologna - a cui il paese appartenne fino al XIX secolo - e Ferrara, ed è ancora disseminato di antiche torri di guardia.

Il nome sembra abbia origini altomedievali, quando il Podium, da cui Poggio, indicava un cumulo artificiale di terra emergente dalle valli; il nome Renatico sembra invece provenire dal qualificativo reunatico, che attribuito a Poggio, fa pensare ad un equivalente di "motta".


Da non perdere

Castello Lambertini

L'edificio subì diverse trasformazioni tra il 1400 e il 1600, volte a ingentilire l'austera struttura di carattere difensivo trasformandola da rocca in palazzo. Ulteriori rimaneggiamenti ottocenteschi in stile neogotico definirono completamente lo stile architettonico del castello. Anticamente contemplava un complesso di edifici circondati da un fossato e accorpati ad una torre centrale, oggi dell'Orologio, con un ponte lavatoio d'accesso: Al piano nobile del Castello si conservano le decorazioni murali settecentesche.

Le sue torri

Sin dall’alto Medioevo il territorio di Poggio Renatico, ancora invaso da specchi palustri e boscaglie, venne fortificato dai bolognesi attraverso una discontinua linea di torri e castelli che consentiva il controllo esclusivo della pesca e del commercio fluviale, nonché la protezione dalle mire espansionistiche dei confinanti ferraresi.

TORRE DELL'UCCELLINO Detta anche dell’Usolino, era situata in origine lungo un’importante via di collegamento fra i territori di Bologna e di Ferrara. Eretta nel XIII secolo, faceva parte di un castello circondato dalle acque, e la sua struttura ricorda le più famose torri bolognesi. La sua mole massiccia testimonia le ragioni difensive della sua edificazione. Il presidio perse la sua importanza quando Alfonso d’Este, incurante delle proteste dei bolognesi, ne asportò la campana per ricavarne bronzo per i suoi cannoni. 
 

TORRE DEL COCENNO (Chiesa Nuova) Sembra esistesse già prima del 1250. Sorta con funzioni di sorveglianza, fu ristrutturata nel XIV secolo, mentre l’abitazione rurale che vi è addossata risale al ‘700. Le finestre a mezza luna sotto la cornice dovevano servire per l’avvistamento e l’uso delle armi da fuoco, mentre la porta e le finestre ad arco sono state aperte più tardi. 
 

TORRE DEL POGGIO Detta anche dell’Ortolano o Fornasini. Austera, semplice, ma affascinante, risale al XIII secolo, quando aveva per la famiglia Lambertini funzione di avvistamento dei nemici. Nel 1963 durante alcuni lavori di restauro furono rinvenuti sei affreschi entro le nicchie esterne della struttura, ora custoditi alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Si tratta di un ciclo, del quale spiccano la musa Urania e la Speranza attribuito ad Amico Aspertini, uno fra gli interpreti più alti e originali del Rinascimento maturo, personalità importante della scuola bolognese.
 

TORRE DELL'OROLOGIO Divide il corpo orizzontale della facciata di Castello Lambertini, di cui rappresenta l’elemento più antico. La costruzione, alta 25 metri, si sviluppa su quattro piani e un tempo era sede delle prigioni del castello, di cui si conservano le robuste porte di legno munite di numerosi chiavistelli in ferro. La torre ospita l’antico meccanismo a ingranaggi dell’orologio e il congegno più sofisticato che lo ha sostituito, nonché le campane.

Ultimo aggiornamento 04/01/2021

Potrebbe interessarti...

SITO UFFICIALE DI INFORMAZIONE TURISTICA © 2020 - 2021 Regione Emilia-Romagna Assessorato Turismo e Commercio