Poviglio

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Il territorio comunale, collocato nella fascia della bassa pianura reggiana, si estende per 43 kmq.  In località Fodico di Poviglio, si trova il ritrovamento archeologico della più grande Terramara d'Europa.


Perché visitarla

A Poviglio è anche possibile ammirare la Chiesa di Santo Stefano risalente al XII secolo che ospita un quadro del pittore Carlo Zatti. La torre campanaria, realizzata nel XIV secolo e più volte rimaneggiata, presenta una cella superiore in trifore con copertura piana balaustrata.
 


Da non perdere

Terramara di Santa Rosa

In provincia di Reggio Emilia, si trova la più grande "terramara" d'Europa costituita da un villaggio con due abitati, vasto circa sette ettari e databile in un periodo compreso tra il XVI e il XII secolo a.C. La cultura terramaricola, considerata una delle più significative civiltà dell'Europa preistorica, nasce e si sviluppa nella Pianura Padana tra il 1650 e il 1150 circa a.C. Le terramare sono villaggi fortificati di forma quadrangolare, delimitati da terrapieni (o palizzate nelle fasi più antiche) e fossati, posizionati nei pressi di corsi d'acqua. 

Il sito della Terramara di Santa Rosa è visitabile durante le campagne di scavo estive, con visite guidate a ingresso gratuito. Le visite comprendono una breve introduzione di inquadramento alla cultura terramaricola e al sito di Santa Rosa, e l'illustrazione dei settori in corso di scavo, delle procedure di lavoro, delle scoperte più recenti, di stratigrafia ed elementi strutturali visibili al momento. Il Museo della Terramara invece, è visitabile tutto l'anno. Al suo interno sono raccolti i materiali provenienti dagli scavi dell'importante Terramara dell’età del Bronzo e i resti di una villa romana rinvenuti nella località di Fodico. 

 

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Sulla tavola

Altro elemento di interesse è la cucina povigliese, specchio fedele di una terra ricca di tradizione e sapori, e ricette come quella dell’erbazzone, una particolare torta salata a base di spinaci, cipollotti e grana. Eccellente è anche la produzione di salumi e buon lambrusco, un vino fresco e leggero, il vino italiano più esportato. Nelle sagre e nelle fiere i salumi e il lambrusco accompagnano lo gnocco fritto, l'impasto cotto al forno, abituale merenda degli studenti e spuntino mattutino.
Tra i dolci tipici: i tortellini natalizi, fritti o cotti al forno col loro squisito ripieno amalgamato di marmellate, noci o sassolino; gli intrigoni o chiacchiere (nel periodo carnevalesco), la spongata e il nocino, l'infuso per eccellenza di questa terra, di cui ogni anziana signora possiede una esclusiva ricetta.

Ultimo aggiornamento 05/05/2020

Per maggiori informazioni

Redazione Reggio Emilia e pianura

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