Parma: la città esterna e gli immediati dintorni. Il settore settentrionale

In collaborazione con Touring Club

Il breve itinerario nel settore settentrionale della fascia suburbana parmense parte dalla via Trento, a breve distanza dalla stazione, si svolge lungo la statale 343, Asolana, e ha come meta la badia di Paradigna.
  • Lunghezza
    7 km
  • Via Trento Parma (PR)

    In asse con la strada Garibaldi, sottopassa la linea ferroviaria a breve distanza dalla stazione. Modesto nucleo insediativo è il borgo forese aggregatosi lungo la via Trento attorno alla chiesa di S. Leonardo, di antica fondazione, ma rifatta da Camillo Uccelli nel 1928-31. Oltre l’incrocio con la tangenziale, si nota il vistoso centro commer­ciale le Torri (Aldo Rossi, Gianni Braghieri; 1988).

  • Certosa di Paradigna o Abbazia di Valserena Parma (PR)

    Vasto complesso dell’ex abbazia di Paradigna, detta anche certosa di Valserena o convento di S. Martino de’ Bocci, fondata nel 1298 e tenuta dai Cistercensi dell’abbazia di Chiaravalle della Colomba (cui è dovuta la bonifica della zona) fino al 1810. Secondo alcuni, avrebbe ispirato Stendhal per La Chartreuse de Parme (1839). Lasciato per decenni all’abbandono, il complesso è stato ristrutturato come Cen­tro studi e Archivio della comunicazione dell’Università (CSAC), con il museo aperto al pubblico. Unico edificio ancora riconoscibile nelle forme originarie, nonostante la fronte settecentesca, è la chiesa gotica (1298-1324), a croce latina, sormontata all’incrocio da un grande tiburio poligonale. Interno a tre navate divise da possenti pilastri in cotto; nel presbiterio e nella cupola, frammenti di affreschi cinquecenteschi, tra i quali una Adorazione del Bambino di A. Araldi; altri dipinti di G. Mazzola-Bedoli sono stati trasferiti nella Galleria Nazionale di Parma.

  • CSAC-Centro Studi e Archivio della Comunicazione-Università degli Studi di Parma Parma (PR)

    Ha sede nel vasto complesso dell’ex abbazia di Paradigna, stato ristrutturato come Cen­tro studi e Archivio della comunicazione dell’Università (CSAC), con il museo aperto al pubblico. La Sezione Arte del CSAC presenta il panorama della cultura artistica italiana del secondo dopoguerra: il realismo con Renato Guttuso, l’astrazione con Carla Accardi, Emilio Scanavino, Mario Radice, Nicola Carrino, l’informale di Giuseppe Santomaso e Arnaldo Pomodoro, l’arte povera con Mario Ceroli, il concettuale di Alighiero Boetti. Possiede oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni e una consistente bibliografia e documentazione legata a molti fondi. La Sezione Fotografia conta oltre 300 fondi, più di 9 milioni di immagini, dal 1840 ad oggi. Nella Sezione Media, tra gli altri, si conservano 7.000 bozzetti di manifesti e 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione di autori come Pericoli e Chiappori, quelli del gruppo de Il Male, quelli del gruppo di La Repubblica.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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