Rimini: escursioni extra-murarie

In collaborazione con Touring Club

L'itinerario tocca alcune tappe, per lo più chiese e musei, fuori dalla cinta muraria, da una parte nella periferia a sud della città, dall’arco di Augusto lungo la via Flaminia, dall'altra verso l'entroterra, lungo la via Covignano fino al santuario francescano di S. Maria delle Grazie.
  • Lunghezza
    n.d.
  • S. Giovanni Battista Rimini (RN)

    Chiesa seicentesca nel borgo extramurario di San Giovanni. Già dei Carmelitani, riedificata su progetto di Gaetano Cupioli (1767-72). L’interno a una navata è ornato di stucchi di Antonio Trentanove (sua anche l’ancona rococò al 2° altare destro, 1770). Notevoli anche i dipinti: all’altare maggiore, Crocifisso proveniente dall’antico santuario di S. Gaudenzo; al 3° altare sinistro, Martirio di S. Gaudenzo di Giuseppe Soleri Brancaleoni (1794); al 2°, Predica di S. Giovanni Battista di Andrea Boscoli (1599); al 1°, *Madonna in gloria e santi, capolavoro giovanile di Guido Cagnacci (1630 circa).

  • Palacongressi Rimini (RN)

    Nell’immediato entroterra, questo edificio a forma di disco volante sorge su un’area di 38.000 metri quadrati, fino al 2001 occupati dal vecchio quartiere fieristico. È firmato dall’architetto Volkwin Marg dello Studio GMP di Amburgo, già autore del nuovo Quartiere fieristico di Rimini. Al primo piano del corpo principale si erge la grande conchiglia-anfiteatro da 1.600 posti suddivisibile in due sale da 800 posti ciascuna. Oltre all’impiego del legno di ciliegio del pavimento (proveniente da foreste statunitensi gestite in modo sostenibile), il complesso vanta altre misure di costruzione mirate al risparmio di energia, fra cui un impianto di recupero delle acque piovane per l’irrigazione delle aree verdi, caldaie a condensazione di ultima generazione, controllo dell’illuminazione e ampio uso di materiali da costruzione ecologici.

  • S. Maria della Colonnella Rimini (RN)

    Edificio di composta eleganza fatto erigere dal Comune nel 1510 a opera di Bernardino Guiritti. Interno a navata unica, scandito da lesene e cornici in cotto con figurazioni plastiche a grottesche; all’altare maggiore, la venerata immagine della Madonna cui la chiesa è dedicata, di artista toscano del secolo XV; nella 3a cappella destra, Deposizione di Jacopo Palma il Giovane (1610 circa).

  • Museo nazionale del Motociclo Rimini (RN)

    Ospita circa 250 motocicli ed è strutturato per epoca, per temi e per immagini, dalle origini ai nostri giorni. Tra le italiane spiccano Moto Guzzi, Bianchi, Benelli e, tra le marche più antiche, Stucchi, Garelli, Fongri e specialmente Frera, rappresentata negli esemplari più rari e significativi. Uno spazio è dedicato ai sidecar. Protagoniste straniere sono le moto inglesi (Norton, Sunbeam, Rudge, Velocette e Scott) e le americane (Harley Davidson, Indian e Henderson 4 cilindri). Unica nel suo genere è la Biblioteca con oltre 10.000 volumi, ricca di riviste e documentazioni d’epoca.

  • Santuario di Santa Maria delle Grazie Rimini (RN)

    La chiesa, trecentesca ma in seguito rimaneggiata, subì dalle operazioni belliche la distruzione della più antica delle due navate, quella destra, risalente alla fabbrica originaria. La navata sinistra, cinquecentesca e con bel soffitto ligneo a carena di nave, conserva alle pareti e sulla volta del presbiterio interessanti affreschi (episodi della vita e miracoli della Vergine), attribuibili ad Antonio Cimatori; all’altare maggiore, Annunciazione, dipinto del primo ’400 riferibile a Ottaviano Nelli; al 3° altare, Crocifisso trecentesco su tavola.

  • Museo degli Sguardi-Raccolte etnografiche di Rimini Rimini (RN)

    Partendo dallo «sguardo con cui gli Occidentali hanno osservato gli altri popoli», l’antropologo Marc Augé, direttore del progetto scientifico del museo, ha fornito nel 2005 una particolare lente di ingrandimento, per interpretare e ordinare uno dei principali musei italiani dedicati alle culture dell’Africa, dell’Oceania e dell’America precolombiana: il Museo degli Sguardi. Le raccolte sono attualmente esposte nella villa Alvarado, nelle immediate adiacenze del santuario sul colle di Covignano, costruita nel 1721 da Giovanni Antonio de Alvarado, segretario per l’Italia dell’Imperatore Carlo VI di Spagna. Ne è in previsione il trasferimento nel complesso del Museo della Città. Il museo espone opere donate o depositate da viaggiatori e collezionisti, a iniziare dal suo fondatore Delfino Dinz Rialto. Inaugurato nel 1972, negli anni si è arricchito di importanti collezioni tra cui quella di Ugo Canepa di Biella, di particolare interesse per la documentazione precolombiana, e quella dei frati francescani del santuario delle Grazie, cui si è aggiunta recentemente la piccola collezione amazzonica del cesenate Bruno Fusconi. Sono visibili 600 opere, parte di un patrimonio ricco di oltre 7.000 oggetti e di un eccezionale nucleo di tessuti dell’antico Perù. Dall’Oceania provengono le tipiche sculture in legno poste nelle case degli uomini. L’Africa ha nelle maschere, simbolo del rapporto fra l’uomo e il soprannaturale, gli oggetti più originali. Alle culture dell’America precolombiana con i suoi grandi imperi Azteco, Inca e Maya, appartengono manufatti, a carattere per lo più rituale, in pietre dure, oro, argento, legno.

  • S. Fortunato Rimini (RN)

    In origine abbazia olivetana col titolo di S. Maria di Scolca, che fu eretta nel XV secolo sotto la protezione dei Malatesti sui ruderi di un loro castello. Presenta una bella facciata lineare in cotto e un luminoso interno a tre navate, con soffitto a cassettoni; nei primi altari destra e sinistra, due tele di Cesare Pronti; all’altare maggiore, *Adorazione dei Magi di Giorgio Vasari (1547); in sagrestia, affreschi quattro e cinquecenteschi. In ambienti pertinenti all’ex abbazia, museo d’arte sacra.

  • Colle di Covignano Rimini (RN)

    Alla sommità del colle di Covignano m 152, detta il Paradiso, sorgevano una chiesa e un convento, oggi scomparsi, fondati nel 1430 dai padri Romiti di S. Girolamo. Vi si trovano ampie grotte, dette appunto dei Romiti, che probabilmente costituirono un sepolcreto romano e preromano; vi si sono inoltre rinvenuti i resti di fondi di capanne rettangolari con frammenti di vasellame della tarda età del Bronzo e prima età del Ferro riferibili alla cultura sub-appenninica; entro un largo fossato, avanzi di strutture murarie in ciottoli a secco della seconda età del Ferro.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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