Alto Reno: terme, tradizioni e castagne

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Alto Reno Terme, ovvero Porretta Terme, la “perla” dell’Appenino, e Granaglione, terra di tradizioni e rinomate castagne. Questo itinerario invita alla scoperta dell’ultima porzione di territorio bolognese ai confini con la Toscana da alcuni anni riunito in unico Comune.

Terra di grande fascino, con Porretta Terme, storico luogo di villeggiatura rinomato per le sue acque termali e per il più importante festival europeo dedicato alla musica Soul. 
Terra anche di preziose emergenze storiche e monumentali, come il Castello Manservisi, e solide tradizioni legate a frutti del bosco.

  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Famiglia,Amici/Solo
  • Prima tappa - Porretta Terme Alto Reno Terme

    Sono lontani i tempi in cui da Bologna si raggiungeva Porretta in carrozza o con il treno a vapore che percorreva la storica ferrovia Porrettana; oggi Porretta Terme dista poco più di un’ora d’auto dal capoluogo. 

    Le sue Terme hanno un’origine antichissima - erano ben conosciute e frequentate già in epoca romana per le proprietà curative delle acque - e oggi sono un centro attrezzato e innovativo, dove è possibile trascorrere una mezza giornata all’insegna del benessere e della cura del corpo.

    Di interesse anche la possibilità di ammirare le sorgenti sotterranee che sono periodicamente visitabili attraverso visite guidate.

    Altrettanto nota “eccellenza” del centro appenninico è il Porretta Soul Festival, che negli anni ne ha connotato sempre di più l’identità.

    Passeggiando lungo le vie e nei vicoli del paese si possono ammirare i numerosi e affascinanti murales realizzati da diversi artisti che ritraggono i grandi musicisti che si sono esibiti nel Parco dedicato a Rufus Thomas. 

    Per gli appassionati del soul c’è anche la possibilità di visitare il Museo del Soul dove sono esposti i manifesti delle prime edizioni, fotografie e gli abiti di scena donati da diversi musicisti. 

    Prima di lasciare Porretta, merita una visita anche il Museo DEMM che ospita diversi esemplari di moto della storica azienda motoristica.

  • Seconda tappa - Castelluccio Alto Reno Terme

    A pochi chilometri da Porretta si trova il borgo di Castelluccio, collocato su un crinale da cui si dominano le valli circostanti.

    Il contesto naturale è particolarmente apprezzabile così come le linee architettoniche del Castello Manservisi, realizzato a fine Ottocento, con torri, portici, e archi a sesto acuto. Le sale interne sono arredate con mobili d'epoca e alcune ospitano mostre d’arte. 

    Adiacente al Castello, si trova Museo Laborantes che, con le sue oltre venti sale, è il più grande della montagna bolognese. Il percorso espositivo illustra la vita quotidiana delle genti del primo Novecento: dagli aspetti religiosi (con un’importante collezione di ex-voto), a quelli dedicati alla cucina, ai diversi tipi di lavoro in casa e nei campi. 

    Si consiglia anche una visita alla vicina Chiesa di Santa Maria Assunta, di origini trecentesche e al Santuario della Madonna del Faggio 

  • Terza tappa - Granaglione Alto Reno Terme

    A meno di dieci chilometri da Porretta Terme la visita a Granaglione è dedicata alla castagna, per secoli elemento nutritivo e fonte di sostentamento degli abitanti delle montagna. 

    In un castagneto di circa 9 ettari (di cui una parte è destinata a coltivazione dell’essenza da legno e da frutto) si trova il Parco didattico sperimentale del Castagno, con percorsi didattici che illustrano la storia della castanicoltura, i modi colturali tradizionali e innovativi, la cura del sottobosco. 

    All’interno del suggestivo Parco è presente anche un caniccio, tradizionale costruzione in muratura di pietra locale, con solaio e tetto in legno, dove si essiccano e affumicano le castagne raccolte. Il Caniccio è tutt’ora funzionante e permette ai visitatori di osservare da vicino un “ciclo di vita” completo della castagna.

    Nell’abitato di Granaglione è anche possibile degustare un particolare tipo di birra alla castagna.

Ultimo aggiornamento 01/06/2022

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Redazione Appennino Bolognese

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