La fascia collinare imolese

In collaborazione con Touring Club

Itinerario circolare tracciato, nel tratto ascendente, prevalentemente su statali (la 610, Selice o Montanara Imolese, e la 503, del Passo del Giogo), e in quello discendente su buone strade provinciali. Risale la valle del fiume Santerno (il Vatrenus dei Romani e il Saternus della tavola Peutingeriana), e nel ritorno percorre quella del torrente Sellustra. Il Santerno nasce al passo della Futa, sbocca in pianura a Imola, poi arginato confluisce nel Reno dopo 100 km circa di corso. Lungo la valle del torrente Sellustra, corre una delle più importanti cesure trasversali della catena nord-appenninica, impropriamente detta «linea del Sìllaro», che divide la geologia bolognese da quella romagnola.
  • Lunghezza
    110,6 km
  • Archivio-Museo «Giuseppe Mengoni» Fontanelice (BO)

    Nella leggiadra piazza Roma, oltre un arco di forme eclettiche è l’ingresso all’Archivio Museo Giuseppe Mengoni, contenente ricordi e cimeli dell’architetto che qui ebbe i natali nel 1829.

  • Castello Alidosi Castel del Rio (BO)

    Iniziato nel primo quarto del secolo XVI in sembianze di rocca fortificata, e rimasto incompiuto; sequestrato nel 1638 dalla Camera apostolica e in parte demolito, dal 1841 fu adibito a sede del municipio. Progettato a pianta quadrata (è infondata l’attribuzione ad Antonio da Sangallo), ma realizzato limitatamente a un’ala, consta di un corpo centrale e di due elementi sporgenti a spigolo molto acuto, a mo’ di baluardi. Dal portale principale è l’ingresso al Museo della Guerra.

  • Museo della Guerra-Linea Gotica Castel del Rio (BO)

    Ha sede nel castello Alidosi ed è formato da vario materiale raccolto nei dintorni e riferito alla seconda guerra mondiale.

  • Ponte Alidosi Castel del Rio (BO)

    Sotto l’abitato di Castel del Rio, sul fiume Santerno si inarca il ponte Alidosi, costruito per incarico di Obizzo Alidosi nel 1499; ha un’unica arcata a schiena d’asino molto pronunciata, e presenta ambienti praticabili nelle due spalle. Al di là del ponte, la chiesetta di Osta, pure degli Alidosi.

  • Museo della Pietra Serena Firenzuola (FI)

    Inaugurato nel 2002 negli ambienti rinnovati dei sotterranei del Palazzo pretorio, è un museo a carattere antropologico, che documenta la presenza della locale attività di estrazione e lavorazione della pietra serena. L’esposizione è suddivisa in tre sezioni, dedicate alla tecnica, agli oggetti del quotidiano e ai manufatti di qualità artistica sia antichi sia di design moderno.

  • Museo storico etnografico Firenzuola (FI)

    Composto di tre sezioni che illustrano la storia delle montagne locali, dalla formazione geologica agli attuali assetti ecologici e ambientali. La sezione geo-paleo-archeologica si avvale di ricostruzioni didattiche e plastici per raccontare l’evoluzione dei rilievi e i primi insediamenti umani, di cui espone vari reperti: la fase preistorica è rappresentata da utensili litici in selce, reperti ceramici testimoniano l’epoca protostorica, e una cospicua raccolta di reperti documenta vari periodi fino all’epoca rinascimentale. La seconda sezione è costituita da oggetti della cultura contadina e delle tradizioni popolari, mentre la terza sezione raccoglie documenti e residuati bellici della seconda guerra mondiale, in relazione alla Linea gotica.

  • Sasso di S. Zanobi Firenzuola (FI)

    Spuntone verdastro a ridosso del margine della strada su una dorsale disseminata per vari chilometri da aspri bizzarri scogli ofiolitici e sul percorso di un antichissimo tracciato congiungente il centro romano di Claterna, lungo la Via Aemilia, con l’area etrusca.

  • Rocca sforzesca Dozza (BO)

    All’ingresso occidentale del paese sorge la bella Rocca (di proprietà comunale), ricostruita al tempo di Girolamo Riario da Giorgio Marchesi (1480-84), poi in parte trasformata dai Campeggi tra il 1565 e il 1594. Munita di baluardi e mura merlate, ha poderosi torrioni cilindrici; vi si accede attraverso un ponte levatoio. All’interno, con elegante loggia rinascimentale, ambienti arredati che compongono un Museo con le opere d’arte legate alle famiglie Campeggi e Malvezzi che, dal secolo XVI e fino al 1960, abitarono la Rocca. Nei sotterranei è alloggiata l’Enoteca regionale, struttura pubblica per la valorizzazione dei vini emiliano-romagnoli.

  • Rocca Malvezzi-Campeggi-Museo della Rocca Dozza (BO)

    All’interno della Rocca, con elegante loggia rinascimentale, ambienti arredati che compongono un Museo con le opere d’arte legate alle famiglie Campeggi e Malvezzi che, dal secolo XVI e fino al 1960, abitarono la Rocca. Le sale ospitano raccolte di armi, arazzi, mobili antichi; tra i dipinti, quattro pregevoli Ritratti di personaggi di casa Malvezzi, opera di Felice Torelli (1711-13). È altresì raccolta ed esposta una selezione dei bozzetti degli artisti invitati alla Biennale del muro dipinto. Nei sotterranei è alloggiata l’Enoteca regionale, struttura pubblica per la valorizzazione dei vini emiliano-romagnoli.

  • Parrocchiale Dozza (BO)

    Nella parrocchiale dell’Assunta, rifatta verso la fine del Quattrocento e restaurata nel 1942-45, sono una lunetta con rilievo della Madonna di arte romanico-bizantina, una tavola (Madonna col Bambino, S. Giovanni Battista e S. Caterina) di Marco Palmezzano (1492) e buoni dipinti di scuola bolognese del secolo XVI-XVII.

  • Museo parrocchiale d'Arte sacra Dozza (BO)

    A fianco della parrocchiale, il museo raccoglie anche reperti ceramici e maioliche a partire dal secolo XVI.

  • Bosco della Frattona Imola (BO)

    Nella fascia pedecollinare tra Imola e Dozza si stende il Bosco della Frattona (16 ettari), dal 1984 tutelato come riserva naturale regionale.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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