La valle del Ceno

In collaborazione con Touring Club

Itinerario da Fornovo a Bardi, che si mantiene costantemente lungo una spaziosa strada provinciale, prevalentemente di fondovalle.

Risale il torrente Ceno, corso d’acqua che nasce alle falde del Monte Penna e confluisce nel Taro presso Fornovo, dopo 50 km di corso.

Tema dominante del percorso è l’incastellamento di età medievale (di cui la Rocca di Bardi è l’esempio maggiore e meglio conservato), conseguente sia al carattere di zona intermedia tra le giurisdizioni comunali di Parma e di Piacenza, e ancor prima a quello di area percorsa dalle direttrici altomedievali transappenniniche tra il Piacentino da una parte, e i territori liguri e toscani dall’altra.


  • Lunghezza
    41,5 km
  • Battistero di Serravalle Varano de' Melegari (PR)

    A fianco della Parrocchiale, ricostruita sul luogo di una delle più antiche pievi del Parmense, è l’interessante battistero ottagonale in pietra, con lesene angolari e tetto a lastre, che viene fatto risalire al secolo VII-VIII.

  • Castello Pallavicino Varano de' Melegari (PR)

    Vasto e imponente, si erge sopra uno scoglio di arenaria; nel 1208 era possesso del Comune di Parma, passando successivamente ai Pallavicino che lo tennero fino al 1782.

    Il castello ha pianta quadrangolare con mastio che s’innalza a fianco della strada, e tre torri, singolarmente allineate lungo lo stesso lato, a guardia dell’ingresso e del minuscolo borgo antico.

    Il castello di Varano era in rapporto visivo con il soprastante castello di Rocca Lanzona (497 mt), i cui ruderi si osservano sulla sommità dell’omonimo rilievo ofiolitico, a nord-est dell’abitato.

  • Castello di Bardi Bardi (PR)

    Attraversato l’abitato di Bardi, un’erta salita apprestata a difesa conduce alla sommità della Rocca, eretta sopra un raro affioramento di diaspri rossi del Giurassico.

    Benché numerosi interventi edilizi si siano sovrapposti nel corso dei secoli, è tuttora riconoscibile l’originario impianto fortificato, attribuibile al XIII-XIV secolo.

    Di fronte alla biglietteria è collocato il corpo di Guardia, da dove, visitata la ghiacciaia, si sale alla piazza d’Arme, ampia spianata che dà accesso agli ambienti adibiti a residenza. A sinistra, negli ex quartieri dei soldati, è allestito il Museo di civiltà valligiana, in cui sono esposti oggetti della cultura materiale, dal Settecento ai primi decenni del Novecento.

    Si sale ai camminamenti di ronda che, con le torri di guardia, costituiscono uno degli aspetti più rilevanti degli apprestamenti difensivi della rocca. In alcune sale poste a ridosso dei camminamenti di ronda è allestito il Museo Arti e Mestieri dell’Est Europeo, una collezione di opere aventi come tema il lavoro stilisticamente riferibili al Realismo socialista di metà Novecento.

    Attraverso i camminamenti settentrionali si scende nuovamente alla piazza d’Arme, a da qui, attraverso la seicentesca scalinata a due rampe, si entra nel cortile d’Onore. Gli ambienti seguenti furono ricostruiti durante il XV-XVI secolo, quando la funzione militare vera e propria si esaurì e parte della rocca venne adibita a residenza signorile.

    A partire dalla Sala grande, tutte le stanze intercomunicanti, allineate lungo i lati nord e ovest e dette sale dei Principi, furono dimora dei Landi fino al XVII secolo; in alcune di esse sono conservati i soffitti lignei a cassettoni (secoli XIV-XV) e i fregi monocromi di un artista parmense operante verso la metà del XVI secolo, vicino a Girolamo Mazzola-Bedoli. Dalla stanza che conserva un cinquecentesco camino in arenaria è possibile accedere al giardino delle Donne.

    Si esce nel cortile del pozzo, dal quale si può accedere al granaio e alla base del mastio. Nell’antico granaio è allestito il Museo della Fauna e del Bracconaggio, che espone reperti provenienti dai sequestri del Corpo Forestale dello Stato.

    Si prosegue uscendo nel cinquecentesco porticato, nel quale sono i resti della cappelletta dei Principi con tracce di mosaico raffigurante le insegne di Federico Landi.

  • Museo Arti e Mestieri dell’Est europeo Bardi (PR)

    Il museo ha sede nella Rocca ed espone una collezione di opere aventi come tema il lavoro stilisticamente riferibili al Realismo socialista di metà Novecento: dal lavoro nei campi, al rapporto con le macchine, dalle attività estrattive all’impatto dell’industrializzazione.

  • Museo della Fauna e del Bracconaggio Bardi (PR)

    Il museo ha sede all'interno della rocca ed espone reperti come avori, zanne di elefante, carapaci di tartarughe, conchiglie e pellami provenienti dai sequestri del Corpo Forestale dello Stato.

  • Museo della Civiltà valligiana Bardi (PR)

    Il museo ha sede nella rocca ed espone oggetti della cultura materiale, dal Settecento ai primi decenni del Novecento.

  • Chiesa di Santa Maria Addolorata Bardi (PR)

    Moderna parrocchiale in stile ravennate che custodisce un’opera giovanile del Parmigianino, Sposalizio mistico di S. Caterina e i Ss. Giovanni Battista ed Evangelista, la sua prima opera nota, dipinta per la chiesa di Viadana (Mantova).

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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