La valle del Nure

In collaborazione con Touring Club

Pur essendo una delle principali del Piacentino, quella del torrente Nure, per l’assenza di chiari sbocchi oltreappenninici, è rimasta storicamente una vallata chiusa. Il corso d’acqua nasce sui versanti settentrionali dei monti Bue, Zovallo e Ràgola, e trae alimento anche da alcuni laghetti d’alta quota presso i quali sono visibili tracce di glaciazioni würmiane; dopo 60 km di corso e con un bacino di 370 km2, sbocca nel Po presso Roncaglia. Stretta attorno a un’economia montana, la valle del Nure fece per secoli delle miniere di Ferriere, del conseguente sfruttamento dei boschi per la produzione di carbone di legna e dell’allevamento transumante i cardini per la sussistenza dei propri abitanti. Piuttosto atipico nel Piacentino, il fenomeno delle comunità rurali trovò qui buone radici con la costituzione, tra Quattro e Cinquecento, di una Federazione di Valle che, con capoluogo a Béttola, si sostituì e spesso si contrappose ai Nicelli, potenti feudatari locali. A questi ma soprattutto agli Anguissola, che dalla val Trebbia giunsero pure a controllare lo sbocco in piano della val Nure, si assegna la nutrita serie di architetture castellane – gli Anguissola ne ebbero 11 – disposte secondo lo schema abituale degli sbarramenti incrociati a controllo della strada di fondovalle. L’itinerario, da Piacenza a Ferriere, risale l’intera valle con impostazione lineare, pur non mancando le necessarie diversioni ai suoi margini.
  • Lunghezza
    55,7 km
  • Parco del Castello Vigolzone (PC)

    Parco del castello di Grazzano Visconti, disegnato e realizzato dal proprietario Giuseppe Visconti. Luogo eclettico dove convivono il giardino all’italiana col bosco, i vialetti sinuosi, le fontane e le statue.

  • Castello Vigolzone (PC)

    Castello trecentesco intorno a cui si sviluppa a ferro di cavallo il borgo di Grazzano Visconti. Già feudo degli Anguissola dal 1414 al 1870, fu ampiamente trasformato in stile medievale secondo il gusto del nobile e colto Giuseppe Visconti. Dallo stesso proprietario fu disegnato e realizzato il parco del castello.

  • Riva Ponte dell'Olio (PC)

    A m 232, con il poderoso castello degli Anguissola, del 1277, restaurato nel 1885 e trasformato in villa. Nella chiesetta della Madonna della Neve, che precede di poco l’abitato, due sculture in legno attribuite al fiammingo Jan Hermansz Geernaert.

  • Monte Nero Ferriere (PC)

    A m 1.752, emergenza posta sulla linea spartiacque tra il Monte Maggiorasca e il Monte Ràgola, che costituisce un’interessante oasi naturalistica, soprattutto per gli aspetti geomorfologici e vegetazionali. È formato da peridotiti, quasi tutte trasformate in serpentini; gli ecosistemi più caratteristici sono l’arbusteto a pino mugo (forse la sola stazione spontanea in Emilia-Romagna), il Lago Nero e la torbiera.

  • Passo del Tomarlo Santo Stefano d'Aveto (GE)

    A m 1.482 alle pendici est del Monte Maggiorasca, con ruderi di una delle dogane fatte costruire da Maria Luigia, al confine tra Emilia e Liguria.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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