Reggio nell'Emilia: corso Garibaldi

In collaborazione con Touring Club

Nella trama a maglie pressoché regolari del centro storico di Reggio il corso Garibaldi costituisce una sorta di eccezione urbanistica; il suo tracciato sinuoso, diagonale rispetto all’ortogonalità della via Emilia e di altri assi di derivazione romana, si snoda infatti sopra l’antico alveo del torrente Cròstolo, che lambiva il limite sud-occidentale di Regium Lepidi e fino agli inizi del XIII secolo scorreva tra i borghi della città medievale, allorché venne deviato verso ponente. Anticamente chiamato corso della Ghiara, dal toponimo glarea, ghiaia appunto, dal Seicento fu luogo di una grande fiera-mercato, detta di Maggio o della Madonna, soppressa nel 1862 e sostituita da un’altra che ha luogo in settembre. L’itinerario, di non rilevante impegno, ha nella visita alla basilica della Ghiara l’episodio architettonico e storico-artistico di maggior interesse.
  • Lunghezza
    n.d.
  • S. Giovanni Evangelista Reggio nell'Emilia (RE)

    Eretta su una precedente (XII secolo?) a metà del Cinquecento, con facciata incompiuta in cotto e interno a navata unica con pilastrate dai capitelli in ordine dorico. La volta a botte reca un’ardita prospettiva di loggiato, dipinta nel 1614 da Tommaso Sandrini; nei tre medaglioni al centro, soggetti ispirati all’Apocalisse di Lorenzo Franchi. Nell’alta cupola, il Salvatore in gloria, nei pennacchi e sottostanti lunettoni, le virtù teologali, vigorosi affreschi di Sisto Badalocchi. Nel catino absidale, Risurrezione di Paolo Guidotti. Nel presbiterio sono due vasti quadri di Alessandro Tiarini (1624): a sinistra il Mira­colo, a destra la Morte di S. Giovanni evangelista. Nella 2a cappella sinistra, *Deposizione, cinquecentesco gruppo in terracotta colorata, in parte attribuibile a Guido Mazzoni.

  • Museo del Santuario della Beata Vergine della Ghiara Reggio nell'Emilia (RE)

    È allestito negli ambienti adiacenti al chiostro piccolo; istituito nel 1982, in quattro sale espone diverse testimonianze del culto della Madonna e gli oggetti più rappresentativi del ricco patrimonio del santuario. Si segnalano: sinopia dell’affresco esposto nel santuario, raffigurante la Beata Vergine della Ghiara, di Giovanni Bianchi detto il Bertone; gioielli e collana di manifattura italiana del secolo XVI; disegno della Madonna della Ghiara di Lelio Orsi (1569); preziosa corona in argento, perle e pietre dell’orafo Michele Augusta (1674), offerta dalla comunità di Reggio; croce e 6 candelieri in argento, opera di Gianfrancesco Frangi (1634), donati dal duca Francesco I. La sala del Tesoro contiene donarî votivi e arredi liturgici della basilica; notevole il dipinto Salvazione di Laura da Correggio di Luca Ferrari.

  • Santuario della Beata Vergine della Ghiara Reggio nell'Emilia (RE)

    Edificato a partire dal 1597 su disegno di Alessandro Balbi, già compiuto nelle parti essenziali nel 1610 e consacrato nel 1619. Maestosa la facciata in laterizi a due ordini, spartita da lesene, animata da aperture a serliana e conclusa da un frontone triangolare, con tre portali preceduti da un ampio sagrato, il mediano sormontato da un bel bassorilievo eseguito da Salvatore da Verona, che riproduce la tradizionale iconografia della Madonna della Ghiara. L'interno è di effetto grandioso per l’equilibrio degli spazi e la ricchezza della decorazione che palesa l’incipiente barocco. L’impianto è a croce greca con profonda abside, ripartita da grossi pilastri scanalati, coperta da volte a botte con cupola centrale e quattro minori, ribassate, in corrispondenza delle cappelle agli angoli della croce. Sulle volte, gli *affreschi di scuola bolognese, incorniciati da una decorazione seicentesca in stucco dorato, svolgono un unico tema iconografico: l’esaltazione delle virtù di Maria, preannunciate nei soggetti tratti dal Vecchio Testamento. Nelle nicchie dei quattro bracci del Tempio sono collocate otto grandi statue di marmo, opera di noti scultori reggiani (Secchi, Fornaciari, Franzini, Violi, Bertani). 1° braccio: sulle acquasantiere davanti al portale mediano, S. Prospero e l’Immacolata, statuette in bronzo di squisita fattura (la seconda fu disegnata da Paolo Magnavacchi); nella volta: la Mansuetudine e la Fede, Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso, Abramo che serve gli Angeli, Rebecca e Eleazaro, affreschi di Luca Ferrari (1645-46). In alto, alle pareti laterali, le tele: Il miracolo di Domenico Crotti di Pietro Armani (1646) e Il miracolo di Domenico Carattieri di Pietro Desani. 1a cappella d’angolo: nella cupola, otto virtù e otto angeli che adorano Dio; nei pennacchi, Isaia, Daniele, Eze­chiele, Geremia, affreschi di Camillo Gavasseti (1629-30). All’altare, Madonna col Bambino e S. Francesco, tela di Alessandro Tiarini. 2° braccio: nella volta, Abigaille che presenta vettovaglie a Davi­ de, Giuditta e Oloferne, Ester e Assuero e altre figurazioni, di Lionello Spada (1615-16). Alle pareti due Miracoli della Madonna della Ghiara di Michele Mattei. Ricchissimo altare della Madonna di G.B. Magnani (1615), ornato di statue e bassorilievi; 4 colonne in pietra di paragone con basi e capitelli in bronzo dorato sostengono l’ancona contenente l’immagine della Madonna col Bambino di Giovanni Bianchi detto il Bertone (1569), su disegno di Lelio Orsi. Davanti all’altare, 5 grandi lampade d’argento (la maggiore è di Paolo Magnavacchi su disegno di Lodovico Benedetti, 1734-36); ai lati, 2 candelabri di bronzo, di Vincenzo Morenghi. Nella 2a cappella d’angolo, al 1° altare, a destra, la Madonna di Loreto e i Ss. Girolamo e Giovanni Battista, attribuita a Sebastiano Vercellesi; al 2°, Annunciazione, del Tiarini; nella cupola, gli evangelisti e otto ordini religiosi con virtù relative, affresco di Pietro Desani (1642). 3° braccio: nella volta, Debora e Barac, Samuele offerto dalla madre al Sacerdote, Abisag che serve Davide, Davide con l’arpa (1619), S. Michele che fuga il demonio, Salomone in trono (1625-29), affreschi del Tiarini. Presbiterio: alle pareti, in alto, la Risurrezione di Laura da Correggio di Pietro Desani e il Miracolo di Paolo Melli di Sebastiano Vercellesi (1633); nel catino, Incoronazione della Vergine del Tiarini (1625-29). 3a cappella d’angolo: al 1° altare, S. Filippo Benizzi di Orazio Talami (1673); al 2° altare, S. Giorgio condotto al martirio e S. Caterina di Ludovico Carracci; nella cupola, i dottori, le otto Beatitudini, la Potestà spirituale di Carlo Bononi (1622). 4° braccio: nella volta, Rachele al pozzo, Giaele e Sisara, L’esercito del Faraone sommerso, la Purità, la Verginità, affreschi di Luca Ferrari (1647-48); sull’«altare di città», eretto a spese del Comune su disegno di G.B. Magnani, *Cristo in Croce consolato dall’Angelo del Guercino (1624-25). Alle pareti, in alto, il Miracolo di Agramante Milani (1648) di Giulio Cesare Mattei e il Miracolo di Nicolò Lagoner di Francesco Burani (1648). Per una porta a destra si entra nella sagrestia, in cui si custodisce un complicato orologio seicentesco, costruito dal P. Cherubino Ranzani da Reggio: segna i giorni, la luna, le fasi dello zodiaco, l’epatta eccetera. 4a cappella d’angolo: nei pennacchi, le quattro sibille, negli scomparti della cupola, le virtù e otto angeli con i simboli della Passione, mirabili affreschi del Tiarini (1619). Cupola centrale: nei pennacchi, Elemosina, Religione, Carità, Orazione; nel tamburo, i quattro patroni della città e quattro santi serviti; nella calotta, otto perso­naggi del Vecchio Testamento e Apoteosi della Madonna, affreschi a colori e a chiaroscuro di Lionello Spada. Gli ornati e le prospettive sono di Tommaso Sandrini (1614-15 e 1616).

  • Palazzo delle Bonifiche Reggio nell'Emilia (RE)

    Sede del Consorzio di bonifica Parmigiana Moglia Secchia. Costruito nel 1642, ristrutturato nell’Ottocento e sopraelevato nel 1929; lo scalone è settecentesco.

  • Palazzo Ducale Reggio nell'Emilia (RE)

    Formato da tre corpi di fabbrica unificati da una lunga facciata, che occupano il sito del monastero di S. Pietro Martire (secolo XIII); l’edificio attuale, eretto nel 1784 come palazzo del Governatore sotto la direzione di Pietro Antonio Armani, fu adattato nel 1814 a residenza ducale, e ristrutturato nel 1839 da Pietro Marchelli. Oggi, intitolato a Salvador Allende, è sede dell’amministrazione provinciale e della prefettura.

  • Casa Fiordibelli Menozzi Reggio nell'Emilia (RE)

    Fu costruita come propria abitazione dall’architetto reggiano Antonio Casotti, il cui monogramma è visibile nel cantone; elemento di riconoscibilità dell’origine quattrocentesca è il cornicione, mentre il cortile con loggia, un tempo decorato da affreschi di un maestro modenese in collaborazione con Niccolò dell’Abate, data al secolo successivo.

  • Palazzo Becchi-Magnani Reggio nell'Emilia (RE)

    Cinquecentesco palazzo con facciata neoclassica, rifatta nel 1841, ora acquisito dall’amministrazione provinciale quale sede di mostre e istituzioni culturali, contraddistinto sull’angolo da un’erma marmorea raffigurante Giano bifronte; è fra le opere di incerta attribuzione di Prospero Sogari.

  • S. Zenone Reggio nell'Emilia (RE)

    Chiesa di origine duecentesca, completamente riformata nel Novecento da Prospero Sorgato; all’interno, una S. Orsola di Lorenzo Franchi e un S. Genesio di Alessandro Tiarini.

  • Palazzo Panciroli-Trivelli Reggio nell'Emilia (RE)

    Ricostruito e ampliato nel 1431, e restaurato nel 1544, presenta un interessante porticato interno tripartito, con fondale prospettico settecentesco in un secondo cortile.

  • Biblioteca municipale «A. Panizzi» Reggio nell'Emilia (RE)

    Ha sede nel palazzo S. Giorgio, edificato tra il 1701 e il 1720 dai Gesuiti su disegno dell’architetto bolognese Giuseppe Torri. La Biblioteca, fondata nel 1796, conta tra gli oltre 900.000 volumi e opuscoli del suo patrimonio cospicui fondi antichi, tra cui 454 incunaboli, oltre 6.000 edizioni del Cinquecento e le raccolte ariostesca e boiardesca. Tra gli oltre 7.000 manoscritti e 12.000 fascicoli di corrispondenza, suddivisi nei tre fondi Turri, Vari e Reggiani, sono conservati antichi codici miniati, tra cui 19 antifo­nari dei secoli XV e XVI, cimeli preziosi come il codice trecentesco del poema sulla vita di Matilde di Canossa del monaco Donizone, il De prospectiva pingendi di Piero della Francesca con i disegni autografi e l’Antiquarium del carmelitano Michele Ferrarini (secolo XV), i manoscritti dei celebri scienziati Lazzaro Spallanzani e Giovanni Battista Venturi, raccolte di autografi di personaggi illustri del Risorgimento. La Raccolta Curti e la Raccolta Rossi documentano la vita teatrale e la storia dello spettacolo a Reggio Emilia dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento; si segnalano il fondo musicale, suddiviso in Musica sacra e Musica profana, e altri archivi di personalità della vita culturale e intellettuale del Novecento, tra cui quello di Cesare Zavattini. Nella Fototeca è custodito l’archivio di Luigi Ghirri, mentre il Gabinetto delle Stampe «A. Davoli», conserva circa 50.000 documenti grafici, tra cui disegni, incisioni antiche e moderne, carte geografiche, fondi di arte popolare, di art brut e arte naïf, oltre a un fondo di libri d’artista e di libri figurati d’autore.

  • S. Giorgio Reggio nell'Emilia (RE)

    Originaria del XII secolo, rifatta nel 1638 dai Gesuiti e completata tra il 1737 e il ’47 da Alfonso Torreggiani che realizzò il transetto, il coro e la cupola. La fastosa facciata barocca, a due ordini, ha un ricco portale; il campanile, attribuito dalla tradizione ad Andrea Pozzo, fu alzato nel 1675-78. L'interno è a una navata coperta da volta a botte, fiancheggiata da cappelle intercomunicanti, esuberanti di decorazioni a stucco (su disegno di Pietro Armani) e di apparati d’altare barocchi. Sopra il portale, cantoria disegnata da Alfonso Torreggiani. Nella 2a cappella destra, Madonna della Ghiara coi Ss. Ignazio e Francesco Saverio di Alessandro Tiarini; nella 3a, Transito di S. Giuseppe di Orazio Talami; nel presbiterio, a destra Cattura di S. Giorgio di Giambettino Cignaroli, nel mezzo S. Giorgio tentato a sacrificare agli idoli di Pietro Rotari, a sinistra Martirio di S. Giorgio di Francesco Vellani.

  • Palazzo Rangone Reggio nell'Emilia (RE)

    Pa­lazzo Canossa, ora Rangone, costruito nel secolo XV dalla importante famiglia degli Scaioli su edifici precedenti di cui si vedono le tracce e rimaneggiato nel ’500 (restaurato da Pietro Marchelli). La severa facciata ha due sobri portali a tutto sesto.

  • S. Agostino Reggio nell'Emilia (RE)

    Fondata nell’VIII secolo e dedicata a S. Apollinare, poi affidata (1268) agli Agostiniani, che la fecero riedificare in stile gotico-lombardo e successivamente restaurare con l’aggiunta dell’attuale abside ottagonale e della torre, opere di Antonio Casotti (1452). Le successive ingenti trasformazioni hanno lasciato lungo il fianco sinistro tracce di diverse sovrapposizioni. La grandiosa facciata di un movimentato barocco, serrata tra fasci di colonne corinzie, si deve ad Alfonso Torreggiani (1746). L’interno, condotto all’aspetto attuale da Gaspare Vigarani (1651-66), consta di una sola amplissima navata con volta a botte scandita da una duplice fila di colonne binate dai capitelli compositi. Nella 2a cappella sinistra, Madonna della Ghiara di Palma il Giovane; all’altare del transetto sinistro, S. Apollinare del Guercino.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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