Il foliage nell’Appennino Bolognese

Tre itinerari tra faggete, borghi di montagna e panorami d’autunno

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Tra ottobre e novembre l’Appennino Bolognese si veste dei colori dell’autunno che raggiungono la massima intensità cromatica in questo periodo. Le chiome degli alberi cambiano lentamente tonalità: il verde estivo lascia spazio a gialli luminosi, arancioni intensi, rossi profondi e sfumature brune. 

Passeggiare nei boschi in questa stagione significa immergersi in paesaggi suggestivi, dove faggete, castagneti e boschi misti diventano veri e propri mosaici naturali. Questo itinerario propone tre luoghi particolarmente adatti per ammirare il foliage nella montagna bolognese: il Parco Regionale del Corno alle Scale, il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone e l’area di Montovolo e Monte Vigese. 

I percorsi suggeriti alternano sentieri escursionistici, borghi storici e panorami aperti sulla dorsale appenninica. Sono ideali per giornate nella natura tra trekking, fotografia e scoperta dei paesaggi montani. Sarà come camminare dentro un quadro espressionista.

Nota tecnica 
I percorsi si svolgono su sentieri CAI e strade forestali. Si consigliano scarpe da trekking e abbigliamento adatto alla montagna.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Natura & Outdoor
  • Target
    Amici/Solo
  • Prima tappa - Monteacuto e la cascata dell’Acqua Caduta Lizzano in Belvedere

    La prima tappa parte da Monteacuto delle Alpi, borgo immerso Parco Regionale del Corno alle Scale, adagiato su un crinale che domina la valle del Silla e il corso del più nascosto rio Baricello. Dal paese medievale si scende lungo la strada lastricata (CAI 109) che conduce al Mulino della Squaglia e si prosegue fino al santuario di Madonna del Faggio

    In autunno il potere suggestivo di questo luogo aumenta, grazie al giallo delle foglie dei castagni e al rossastro delle chiome dei faggi.  Da qui una serie di piccoli saliscendi ci accompagnano lungo il corso del rio Baricello, fino alla Cascata dell’Acqua Caduta, immersa nella faggeta. Superata la cascata si prosegue fino a Pian dello Stellaio, un prato che si apre tra gli alberi, e poi sul sentiero CAI 101 fino ai faggi secolari del “Rombicciaio”. Le chiome di queste maestose piante si mostreranno come delle vere e proprie nuvole al tramonto, tra i toni del rosso e dell’arancione. 

    La prossima tappa è il bivacco della Donna Morta, sempre aperto per i viandanti, da cui basterà seguire il sentiero CAI 111 per tornare a Monteacuto attraverso sentieri che mostrano le tracce di un tempo in cui i boschi erano fondamentali per l’economia della montagna: muretti a secco, casoni, antiche dimore e lastricati. Durante il rientro in paese consigliamo ogni tanto di scrutare tra le fronde colorate, per ammirare i variopinti versanti delle montagne circostanti.

    Al termine del trekking è possibile scegliere di pernottare a Lizzano in Belvedere, per immergersi completamente nell’atmosfera montana o a Camugnano, comodo punto di partenza per la seconda e terza tappa.

  • Seconda tappa - Monte di Stagno e borgo di Chiapporato Camugnano

    Il Monte di Stagno, Monte Calvi, il Poggio delle Vecchiette, il Monte Gatta sono solo alcuni dei rilievi del Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone sede di alcuni dei boschi più suggestivi dell’Appennino Bolognese. 

    Il punto di partenza è il piccolo abitato di Stagno situato nel comune di Camugnano, da cui si apre un bellissimo panorama sul Lago di Suviana. Seguendo il sentiero CAI 155 si sale verso il Monte di Stagno (1213 m), attraversando boschi misti che in autunno offrono spettacolari giochi di colore. L’escursione può proseguire ad anello lungo il sentiero 009.

    Consiglio di visita 

    Includere sulla via del rientro una deviazione verso Chiapporato un suggestivo borgo abbandonato immerso nella natura grazie a una comoda e semplice passeggiata su strada sterrata. Le case in pietra disabitate dal 2013 e il silenzio che avvolge il luogo creano un’atmosfera particolare romantica e decadente, soprattutto durante la stagione autunnale.

  • Terza tappa - Montovolo e Monte Vigese Grizzana Morandi

    Partendo da Camugnano ci spostiamo di pochi km per raggiungere il territorio di Grizzana Morandi

    Qui un tempo erano attive molte cave da cui si estraeva la pietra arenaria, fondamentale per l’attività degli scalpellini e per la costruzione degli edifici della zona. Questi luoghi fuori dal tempo sono resi ancora più suggestivi nel periodo del foliage, che avvolge anche Montovolo, uno dei luoghi più panoramici dell’Appennino Bolognese. Noto per il santuario omonimo e per il piccolo oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, il sito è circondato da boschi di querce e castagni che in autunno regalano panorami spettacolari. 

    Dal santuario parte il sentiero che conduce alla cima del Monte Vigese, raggiungibile attraverso i tracciati VMDBO 008 e 039B. L’ultimo tratto presenta una salita più ripida, ma dalla cima si apre un panorama che ripaga della fatica, soprattutto nelle giornate limpide di autunno.

    Consigli di visita 

    • l’eclettica Rocchetta Mattei
    • i borghi medievali di Scola, Predolo, Sterpi e Campolo (costruiti con la pietra arenaria locale), tutti tra i 10 e i 15 minuti da Montovolo

Ultimo aggiornamento 09/04/2026

Per maggiori informazioni

Redazione Appennino Bolognese

Uffici informazione turistica

Lizzano in Belvedere Vidiciatico (Corno alle Scale) - Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT)
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Lizzano in Belvedere - Welcome Room
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Sasso Marconi e Appennino bolognese - Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R)
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