“Là dove c'era il ghiaccio ora c’è…”: modificando una celebre canzone cantata da Celentano, con questi due itinerari giornalieri vi invitiamo a scoprire a piedi i laghi dell’alta Val Nure, nell’entroterra di Piacenza.
La sparizione dei ghiacciai ha, infatti, lasciato nell'alta Val Nure squarci di verde e piccoli laghi, da scoprire a piedi lungo sentieri adatti a tutti, che si snodano tra i boschi.
Una natura vivace e diversificata anima i sentieri che portano al Lago Moo, ormai privo di acque, al Lago Bino e, sull'altro versante, al Lago Nero.
Peculiari specie di fiori e piante prendono vita in questo ambiente raro, lontano dalle contaminazioni umane, dove gli incontri che si possono fare lungo il cammino sono per lo più con animali.
Come base di partenza consigliamo di tenere la cittadina di Ferriere, che permette di raggiungere a distanza di pochi chilometri in auto l'imbocco dei due sentieri:
Per questo itinerario è consigliato un abbigliamento tecnico adatto alle escursioni su sentieri nel bosco. Si può percorrere tutto l'anno, ma lo consigliamo in particolare in primavera, in estate e in autunno.
Per esplorare più a fondo la Val Nure e scoprire le sue delizie gastronomiche, consigliamo l'itinerario Due giorni in Val Nure tra natura e gusto.
In Val Nure è anche possibile unire l'amore per la natura all'interesse per la storia. Per saperne di più c'è il nostro itinerario Sul crinale della Resistenza, che offre spunti interessanti per conoscere le vicende legate alla seconda guerra mondiale nel territorio piacentino.
Per il primo giorno consigliamo di intraprendere una comoda stradina sterrata, chiusa al traffico dei mezzi motorizzati in ogni stagione, che congiunge Canadello, a 3 km da Ferriere, al Lago Moo.
Volendo si può seguire anche il sentiero 021 del CAI, che coincide per lunghi tratti con la stradina, tagliando alcuni tornanti.
Cosa vedere
Proseguendo oltre l'area del Lago Moo, si rimonta la pendice a oriente del lago e si raggiunge una larga carrabile che porta al Lago Bino, di origine morenica, ovvero costituitosi da depositi dovuti all'antica presenza di un ghiacciaio.
Cosa vedere
A circa 100 metri più in quota rispetto al Moo, il Lago Bino ha una maggior portata d’acqua: una piscina naturale con vista sulla valle, le cui rive in parte accessibili si alternano a frammenti rocciosi che scivolano ripidamente in acqua.
Curiosità
La fioritura, a partire dalla primavera inoltrata, di numerosi ranuncoli, tritoni e ninfee trasforma il paesaggio in un luogo antico, incontaminato, dove la natura porta con sé antiche memorie delle proprie lente e continue trasformazioni.
Lasciato il Lago Bino e superato il punto più alto del percorso, l’itinerario prosegue nel piano sospeso del Prato Grande, anch’esso di origine glaciale.
Si tratta di una vasta superficie erbosa che in epoche remote ospitava bacini lacustri, scomparsi per interramento e torbierizzazione.
Curiosità
Qui si incontrano spesso mandrie al pascolo, uccelli d’alta quota come falchi e poiane.
Durante la stagione, la zona è anche ricca di funghi.
Consiglio
Porta con te il pranzo al sacco e goditi una sosta prima di ridiscendere.
Giunti, quindi, al termine di questo primo percorso, da qui basta ritornare sui propri passi per raggiungere Canadello.
Il secondo giorno, ripartendo da Ferriere si prosegue in auto per Selva e, a 3 km circa dall’abitato, si trova lungo la strada, sulla destra, un'indicazione per Bivacco Sacchi, Monte Bue e Fontana Gelata, da imboccare fino a raggiungere due ampi spiazzi ai fianchi della strada che consentono di parcheggiare.
Lasciata l’auto, si imbocca il sentiero 007 del CAI e, dopo circa una decina di minuti, ci si trova di fronte ad un bivio con indicazioni per Dogana, che si trascura.
Proseguendo nella faggeta in circa ¾ d’ora si arriva in località Fontana Gelata, dove naturalmente c'è una fonte.
Attraversando il ruscello a sinistra si trovano le indicazioni per il sentiero 011 del CAI per il Lago Nero, che offre suggestivi scorci sui monti circostanti.
Seguendo il sentiero nel bosco in circa ¾ d’ora si giunge, infine, all’incantevole Lago Nero.
Cosa vedere
Il Lago Nero, incastonato tra faggi e abeti bianchi, si adagia nella conca delimitata da una collinetta morenica d'origine glaciale.
Al di sotto, sulla destra, due vasti prati sono il risultato dell’interramento di due antichi laghi glaciali.
Consiglio
Porta con te il pranzo al sacco e goditi un momento di pace nella natura.
Per concludere l’anello ritornando verso Selva bisogna, quindi, imboccare il sentiero 001 e poi, da Le Buche, il sentiero 005 (in alternativa si può tornare da Lago Nero sui propri passi).