L’agro faentino. Castel Bolognese

In collaborazione con Touring Club

L’itinerario si svolge nella pianura a nord-ovest utilizzando strade provinciali che insistono sugli assi della centuriazione e, per il rientro a Faenza, un tratto della Via Emilia. Tocca Solarolo e Bagnara di Romagna, di fondazione medievale come Castel Bolognese, dall’interessante impianto urbanistico.
  • Lunghezza
    35,1 km
  • Santuario della Beata Vergine della Salute Solarolo (RA)

    Grandioso santuario (1736), la cui devozione è testimoniata dai numerosi ex voto dipinti a partire dal secolo XVIII, raccolti in un apposito museo.

  • Palazzo comunale Solarolo (RA)

    Custodisce (proveniente dalla Rocca) un pregevole bassorilievo della *Madonna col Bambino, attribuito a Francesco di Simone Ferrucci, e tra le varie opere pittoriche dal XVI al XIX secolo un dipinto di G.B. Bertucci (1599).

  • Museo civico della Confraternita della SS. Annunziata Solarolo (RA)

    Ha sede nell’ex oratorio della SS. Annunziata dove sono custodite una raccolta di materiale archeologico di provenienza locale e una Madonna lignea settecentesca.

  • Parrocchiale Solarolo (RA)

    Ricostruita dopo la guerra sulle fondamenta di una chiesa del ’400; in fondo alla navata sinistra, Assunta di Sigismondo Foschi (circa 1522).

  • Sito archeologico dell’età del Bronzo Solarolo (RA)

    A ovest del centro abitato di Solarolo è stata scavata una vasta area comprendente diversi nuclei residenziali dell’età del Bronzo medio e recente, che ha restituito frammenti di facies appenniniche e terramaricola.

  • Museo parrocchiale d'Arte sacra «Mons. Alberto Mongardi» Bagnara di Romagna (RA)

    Allestito nella canonica della chiesa di S. Andrea e S. Giovanni Apostolo, presenta oggetti appartenenti alle chiese del territorio: tra i pezzi più preziosi, numerosi arredi e apparati liturgici, una Madonna e santi di Innocenzo da Imola (1515), una raccolta di ceramiche devozionali faentine e imolesi (secoli XVII e XVIII), un Crocifisso ligneo quattrocentesco, un Antifonario del 1520 e un Graduale del 1524.

  • Museo «Pietro Mascagni» Bagnara di Romagna (RA)

    Ha sede nella canonica della chiesa di S. Giovanni Battista e S. Andrea apostolo e conserva un carteggio di circa 4.600 lettere tra Pietro Mascagni e la corista bagnarese Anna Lolli (tra il 1910 e il 1944), fotografie con dedica, un suo pianoforte, spartiti musicali e altri cimeli relativi al musicista.

  • Museo del Castello Bagnara di Romagna (RA)

    Ha sede nella Rocca e si snoda attraverso le sale, i camminamenti e i sotterranei (dove nel 2005 è stata scoperta un’area archeologica). Un primo percorso, ospitato nelle sale del primo piano, dedicato alla storia di Bagnara e del suo territorio, propone materiali archeologici provenienti da scavi che illustrano i modi di vita e l’organizzazione residenziale. A partire dai primi stanziamenti umani dell’epoca pre-protostorica, attraverso la dominazione romana, fino all’alto Medioevo con la nascita di Bagnara Vecchia. Un secondo percorso, ospitato nel mastio, documenta le vicende del castello di Bagnara e il fenomeno dell’incastellamento nella bassa Romagna. La Rocca ospita anche una piccola quadreria in cui spicca la Cleopatra tradizionalmente ascritta a Prospero Fontana; tra le altre tele, Estasi di S. Francesco attribuita a Francesco Gessi, e Deposizione con S. Giovanni Evangelista di scuola carraccesca.

  • Mulino Scodellino Castel Bolognese (RA)

    A km 1,3 dalla Stazione ferroviaria (vi si perviene per le vie S. Croce e del Canale, sottopassando la ferrovia e costeggiando poi il canale dei Mulini che scorre tra Castel Bolognese e Solarolo), è l’unico superstite della serie edificata tra i secoli XIV e XV. Recentemente (2016) restaurato, è costituito dal corpo più antico a due piani e da uno più alto del ’700, uniti da un voltone che conserva le antiche macchine.

  • Museo civico Castel Bolognese (RA)

    La sezione archeologica propone manufatti litici appartenenti alla fase più antica del ciclo paleolitico; ceramiche dell’età del Bronzo e materiali fittili, vitrei e metallici provenienti da ville, necropoli e insediamenti sparsi dell’età romana; per la loro rarità, si segnalano alcuni monili in argento e argento dorato, utilizzati presso le popolazioni ostrogote, rinvenuti nell’esplorazione di una necropoli del V-VI secolo; ceramiche e altri oggetti (databili dal XIV al XVI secolo). La sezione artistica accoglie dipinti, disegni, smalti, medaglie e placchette, ceramiche risalenti al periodo fra il XVI ed il XX secolo, specialmente di artisti locali come Giovanni Antolini, Cassiano Balducci, Fausto Ferlini e il ceramista Angelo Biancini. I nuclei principali sono rappresentati dalle opere di Giuseppe Guidi e di Giovanni Piancastelli, noto specialmente come ritrattista (1845-1926); è esposta una cinquantina di lavori tra dipinti e disegni prevalentemente di soggetto francescano. Il patrimonio del museo è completato dalle memorie relative al liutaio Nicola Utili (1888-1978) nativo di Castel Bolognese: gli attrezzi del laboratorio, le sagome degli strumenti, oggetti vari e un violino personale.

  • Convento della SS. Trinità Castel Bolognese (RA)

    In piazza Bernardi, il convento domenicano della SS. Trinità, del 1613, ha in facciata resti medievali recentemente messi in luce, mentre sul retro, lungo il viale Umberto I, sono visibili ruderi delle antiche mura.

  • S. Francesco Castel Bolognese (RA)

    Chiesa ricostruita su pianta ottagonale nel primo ’700, dallo scenografico interno (grande altare ligneo sei-settecentesco) che conserva, al 2° altare destro, una Madonna e santi su tavola di G.B. Bertucci il Giovane, al 2° sinistro Nascita del Battista di Ferraù Fenzoni.

  • Palazzo comunale Castel Bolognese (RA)

    Trasformazione ottocentesca, su disegno di Giuseppe Mengoni, del chiostro di S. Francesco; vi si conservano lapidi antiche (dal 1425).

  • S. Sebastiano Castel Bolognese (RA)

    Entro il parco delle Rimembranze la chiesa di S. Sebastiano, eretta nel 1507; restaurata (1924), conserva un affresco frammentario della Madonna col Bambino e santi di Girolamo da Treviso il Giovane (1532-34).

  • S. Petronio Castel Bolognese (RA)

    Edificata nel XV secolo e ricostruita da Cosimo Morelli nel 1788, ha gruppi statuari di Alfonso Lombardi e una tela (S. Petronio) di Felice Giani; in sagrestia, un affresco della bottega di Giovanni da Riolo e un dipinto della scuola di Innocenzo da Imola.

  • S. Pietro in Laguna Faenza (RA)

    Chiesa nota per la Madonna della Celletta, preziosa tavoletta assegnata a un artista di scuola tosco-romagnola del secolo XIII.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
SITO UFFICIALE DI INFORMAZIONE TURISTICA © 2022 Regione Emilia-Romagna | Assessorato Turismo e Commercio