L’alto Ferrarese

In collaborazione con Touring Club

Itinerario circolare, disegnato nella propaggine occidentale del vecchio ducato estense e ai confini con le odierne province di Modena e Bologna, attraversa le «terre vecchie», racchiuse dall’ansa del Po a settentrione e dal corso del Reno a meridione. Il tracciato si snoda – parte su statali (la 496 Virgiliana, la 255 di San Matteo Decima), parte su buone strade provinciali – sopra vecchie grondaie fluviali e nel cuore di aree bonificate in età rinascimentale; terre oggi inserite nel Consorzio della Bonifica Burana (di 241.521 ettari che si stendono per la maggior parte in Emilia-Romagna, e per la restante parte in Lombardia) e nel Consorzio di Bonifica della Pianura di Ferrara (di 260.000 ettari, di cui due piccole parti in provincia di Bologna e di Modena). Nell’area di quest’ultima sono inclusi manufatti archeo-industriali di notevole interesse, come il cavo Napoleonico (che conduce parte delle acque del Reno fino a Bondeno, dove le scarica nel Panaro) e la botte Napoleonica (che consente alle acque incanalate della palude salmastra di Burana di sottopassare, sempre a Bondeno, il letto del Panaro).
  • Lunghezza
    99,1 km
  • Villa Beltrami Vigarano Mainarda (FE)

    Complesso di edifici rurali di impianto prevalentemente ottocentesco composto da tre corpi: un grande fienile datato 1890, una torre di fattura cinquecentesca, adorna sulla porta di una testa imparruccata in pietra, e l’edificio residenziale.

  • Pieve Vigarano Mainarda (FE)

    Ricostruita, tranne la facciata, su disegno di Antonio Foschini (1760-77); la decorazione e gli arredi dell’interno sono frutto della collaborazione di Luigi Corbi e di Massimino Baseggio; notevole in fondo al coro, entro cornice settecentesca, una pala (Madonna e i Ss. Pietro e Paolo) del Bastianino.

  • Diamantina Vigarano Mainarda (FE)

    Antica e opulenta fattoria estense, la Diamantina m 8, sorse nell’ambito dell’opera di bonifica intrapresa nel Polésine di Casaglia da Borso d’Este. L’imponente complesso di edifici prese corpo in fasi successive e, dopo un periodo di abbandono, accoglie l’Esposizione del progresso agricolo (visitabile saltuariamente), tipico museo degli oggetti della cultura materiale tradizionalmente in uso nella zona.

  • Cavo o Botte Napoleonica Bondeno (FE)

    Imponente distesa d’acqua del cavo cosiddetto Napoleonico (o Attenuatore di Reno; 1807).

  • Museo civico archeologico «G. Ferraresi» Bondeno (FE)

    Il museo raccoglie la documentazione della storia del territorio bondenese: all’età neolitica risalgono i reperti di un villaggio del IV millennio a.C.; l’età del Bronzo (XVI-XIII secolo a.C.) è documentata attraverso testimonianze della civiltà delle terramare; un sepolcreto villanoviano (VIII-VII secolo a.C.) ha restituito importanti resti dell’età del Ferro; altri ritrovamenti (la stele e il corredo di un legionario) testimoniano la presenza romana dal II-I secolo a.C. al IV d.C.; i documenti più recenti riguardano la funzione svolta dal monastero di Nonàntola.

  • Rocca possente Bondeno (FE)

    Fatta costruire nel 1380 da Niccolò II e riedificata nella prima metà del ’600 da Urbano VIII nell’elegante e compatto aspetto attuale, che pure conserva l’impianto stellare originario.

  • Parrocchiale Cento (FE)

    La Parrocchiale, ricordata dal 1479, fu completamente ristrutturata da Alfonso Torreggiani; nuovamente danneggiata dal sisma del 2012, è stata restaurata e riaperta nel 2018. Nell’interno barocco, tre tele del Guercino, eseguite tra il 1613 e il 1616: al 1° altare sinistro, Miracolo di S. Carlo Borromeo, al 3°, Madonna col Bambino in trono e i Ss. Francesco, Antonio abate e Bovo, e al 3° destro, Madonna col Bambino e i Ss. Pancrazio e Chiara.

  • Bosco della Panfilia Terre del Reno (FE)

    A sud dell’abitato di Sant’Agostino, dove il Reno descrive un’ampia ansa, si estende il bosco della Panfilia (circa 81 ettari), superstite esempio di un querceto misto golenale, progressivamente limitato dal Medioevo fino all’ultima devastazione durante la seconda guerra mondiale; tra le specie caratteristiche, la farnia, il frassino ossifillo, il pioppo bianco e il salice bianco.

  • Torre dell’Uccellino Poggio Renatico (FE)

    Torre di sorveglianza (privata), documentata dal secolo XIII ma risalente nella costruzione odierna al XV.

  • MAF-Centro di Documentazione del Mondo agricolo ferrarese-Raccolta «Guido Scaramagli» Ferrara (FE)

    Presso un’azienda che pratica agriturismo, il Centro di Documentazione, attraverso una mostra permanente di oggetti, strumenti e macchine ricostruisce le fasi della meccanizzazione dell’agricoltura e l’evoluzione della società rurale tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX.

  • Gaibanella Ferrara (FE)

    A m 7, la cui Parrocchiale ha un coronamento ad arco che ricorda strutture di epoca rinascimentale. Non lontana, l’ottocentesca villa Modoni.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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