La pianura bolognese nord-orientale

In collaborazione con Touring Club

L’itinerario abbraccia parte della più fertile pianura bolognese, compresa tra l’antico alveo del torrente Sàvena e il corso del torrente Ìdice. Utilizza strade provinciali in buone condizioni e solo un breve tratto della statale 253, S. Vitale. Nell’area visitata l’indagine archeologica ha rivelato un’eccezionale continuità di insediamento, dall’abitato da cui ha preso nome la civiltà villanoviana, all’area centuriata, prossima al capoluogo, dove gli interventi della colonizzazione romana sono perfettamente leggibili. Nel tratto di nord-est l’itinerario assume i caratteri di una ricognizione storico-ambientale in un territorio profondamente segnato dalle variazioni idrauliche e dalle conseguenti bonifiche. Interessante la visita a Budrio, dal nucleo storico ben conservato.
  • Lunghezza
    75,9 Km
  • Villa Gandolfi Pallavicini Bologna (BO)

    Nel 1773 fu acquistata dal maresciallo Gianluca Pallavicini che la ristrutturò accogliendovi politici, letterati e musicisti tra cui il giovane Mozart. Oggi è sede del CIELS-Scuola superiore per mediatori linguistici; conserva uno scalone a duplice rampa di Francesco Maria Angelini e grandi tempere settecentesche con paesaggi e scene agresti.

  • Villa Gozzadini Castenaso (BO)

    Celebre per essere stata centro degli scavi dell’archeologo Giovanni Gozzadini, che tra il 1853 e il 1856 portò alla luce nei terreni della sua proprietà vasti sepolcreti della fase più antica della civiltà etrusca, da lui stesso chiamata «villanoviana» (IX-VI sec. a.C.). La villa, edificata dalla famiglia senatoria nel xvi sec. e successivamente modificata, versa oggi in stato di abbandono.

  • Museo della Civiltà villanoviana-Muv Castenaso (BO)

    È allestito in un complesso rurale già di pertinenza della villa Gozzadini, presso il luogo dei rinvenimenti. Sono esposti corredi funerari di varie tombe di aristocratici e di guerrieri, con manufatti particolarmente pregiati. Tra i materiali più significativi le stele del sepolcreto, ovvero 8 segnacoli funerari in pietra arenaria e calcare, di cui 3 figurati e gli altri conformati. Fra tutti spicca la cosiddetta Stele delle Spade, caratterizzata da una complessa decorazione a bassorilievo.

  • Piazza Filopanti Budrio (BO)

    Al centro della piazza è il monumento a Quirico Filopanti, pseudonimo del poligrafo budriese Giuseppe Barilli (1812-94), di Tullo Golfarelli, inaugurato nel 1913. Chiude la piazza, sul lato fronteggiante la chiesa, il Palazzo comunale, edificato in stile neogotico promosso da Alfonso Rubbiani e opera dell’ing. Luigi Menarini nel 1880-81. Sulla facciata, gli stemmi dei commissari e dei vicari cittadini (XV-XVI sec.) e sei piatti di ceramica che ne adornano la parte superiore. Adiacente al palazzo è la torre dell’Orologio, già robusta torre di guardia del vicino castello, completata nel 1453 e ornata dell’orologio nel 1871.

  • S. Lorenzo Budrio (BO)

    Affacciata sulla piazza Quirico Filopanti, sorge preceduta da portico la chiesa di S. Lorenzo, anteriore al 1185, dal 1406 retta dai Serviti, ristrutturata nel corso del XVIII secolo da Alfonso Torreggiani e Giuseppe Tubertini. L’interno, a una navata, presenta una decorazione a stucchi iniziata dal Torreggiani e completata successivamente. Nella 1a cappella destra, Madonna e Ss. Bartolomeo e Nicolò della scuola di Ludovico Carracci; nella 2a, S. Filippo Benizzi di Marcantonio Franceschini; sull’altare maggiore, Martirio di S. Lorenzo di Gaetano Gandolfi; nel transetto sinistro, Istituzione dell’Eucarestia dello stesso e statua dell’Addolorata di Filippo Scandellari; nella 2a sinistra, Consegna delle chiavi a S. Pietro del Mastelletta. Sopra le arcate delle cappelle, ovali con santi fondatori dell’ordine dei Serviti e S. Filippo Benizzi di Antonio Gionima. La cappella del capitolo conserva un affresco con Madonna e S. Filippo Benizzi (1570) della scuola di Innocenzo da Imola, tra le statue di S. Sebastiano e S. Lorenzo attribuite a Filippo Scandellari (fine del secolo XVIII).

  • S. Maria del Borgo Budrio (BO)

    Fondata da una confraternita nel 1517 e ampliata nel secolo successivo. L’interno, a una navata con volta a botte e tre cappelle per lato, conserva, nella 1a cappella destra, una Fuga in Egitto del Mastelletta; sull’altare maggiore, un Crocifisso cinquecentesco; nella 2a cappella sinistra, un Martirio di S. Stefano di Pietro Faccini; nella 3a, una Natività della Madonna di Bartolomeo Cesi (1617).

  • Pinacoteca civica «Domenico Inzaghi» Budrio (BO)

    Il palazzo che fu sede della Partecipanza oggi ospita la Pinacoteca civica «Domenico Inzaghi» e il Museo civico archeologico e paleoambientale. Il nucleo fondamentale della Pinacoteca è costituito dalla collezione (dipinti, disegni, incisioni) lasciate in eredità da Domenico Inzaghi nel 1821 alla Partecipanza. Dopo lo scioglimento dell’ente, la raccolta divenne proprietà del Comune che nel 1931 istituì la Pinacoteca civica. L’attuale patrimonio comprende anche dipinti provenienti da edifici religiosi, dall’Opera Pia Bianchi e dalla Fondazione Benni di Bologna. I dipinti della Pinacoteca offrono un ampio ventaglio della pittura bolognese ed emiliana dal XIV al XVIII secolo. In attesa del termine dei lavori di ristrutturazione e dell’allestimento che seguirà, è visitabile solo la sala del Consiglio della Partecipanza con una scelta di opere del XVI e XVII secolo. Di seguito una rassegna cronologica dei dipinti più significativi. Storia di Budrio: Ritratto di monsignor Ludovico Golinelli di Giuseppe Antonio Ghedini; *Ritratto virile (identificato come Antonio da Budrio) di scuola bolognese-ferrarese dell’inizio del XVI secolo; Disputa del Bambino prodigio di Budrio, incisione di Francesco Curti; bozzetto di Alessandro Guardassoni per la pala della cappella della Partecipanza nella parrocchiale di S. Lorenzo. Primitivi: *Incoronazione della Vergine di Vitale da Bologna. Opere del secolo XV: Battesimo di Cristo di Tommaso Garelli; Madonna col Bambino e santi, polittico di Cristoforo di Benedetto; due Madonne della scuola di Cima da Conegliano. Opere della prima metà del XVI secolo: *Madonna col Bambino e i Ss. Sebastiano e Rocco di Dosso Dossi; Madonna col Bambino e S. Giovannino, tondo di scuola toscana; Sposalizio mistico di S. Caterina della scuola di Francesco Francia e altro dipinto di analogo soggetto di Innocenzo da Imola; inoltre, Mosè fa scaturire le acque di scuola ferrarese della metà del secolo XVI. Opere del XVI secolo: Madonna in gloria e santi e Maddalena in gloria di Denijs Calvaert; Madonna del Rosario e S. Domenico attribuita a Bartolomeo Passerotti; S. Lucia e S. Caterina (frammenti) del Bagnacavallo il Giovane; *Stimmate di S. Francesco di Lavinia Fontana. Opere Prevalentemente di scuola emiliana dei secoli XVII e XVIII: Annunciazione attribuita a Francesco Brizio; S. Maria Maddalena della scuola di Guido Reni; Cristo nell’orto attribuito al Mastelletta; La Fama attribuita a Francesco Albani; Svenimento di Cornelia attribuito a Lorenzo Pasinelli; Riposo nella fuga in Egitto dell’ambito di Giuseppe Maria Crespi; S. Girolamo di Ubaldo Gandolfi; Ritratto di vecchio, S. Cecilia, S. Agnese di scuola del Guercino; *Ritratto di Laura Garzoni di Cesare Gennari (1676); Ritratto di Cristina di Svezia di Simon Vouet; S. Antonio abate e S. Nicola da Bari di Alessandro Tiarini; Madonna col Bambino di Mauro Gandolfi. Nature morte, scene di genere, paesaggi e ritratti dei secoli XVII e XVIII: Natura morta di Antonio Mezzadri, altra di Felice Rubbiani, e S. Sebastiano (1857-58). Piccola raccolta di disegni fra i quali Testa di vecchio attribuita al Guercino e Crepuscolo mattutino di Vittorio Maria Bigari; incisioni su rame, per lo più francesi (Jacques Callot e altri) e italiane, alcune silografie cinquecentesche, serie di Nove basiliche di Roma (1825) di Antonio Sarti da Budrio.

  • Museo civico archeologico e paleoambientale «Elsa Silvestri» Budrio (BO)

    Il museo è ospitato al secondo piano e raccoglie i materiali, dall’età del Bronzo fino alla tarda età romana, rinvenuti nel territorio del basso corso del torrente Ìdice. Si segnalano i reperti dell’età del Ferro provenienti dallo scavo di una necropoli villanoviana a Castenaso (interessanti corredi funerari). Per l’età romana, le testimonianze messe in luce da esplorazioni e scavi effettuati nel territorio centuriato alla sin. dell’Ìdice nelle ville rustiche: bella ceramica da mensa, più modesta o rozza quella da cucina, vasetti per bere, resti di tante ampolle in vetro per profumi o di lucerne decorate, anfore, macine. Un piccolo plastico propone la ricostruzione di una abitazione del IV secolo d.C., e dell’aia che la circondava.

  • S. Agata Budrio (BO)

    La chiesa di S. Agata, eretta nel 1410 dalla compagnia della Misericordia, dopo decenni di abbandono è stata radicalmente restaurata. L’interno a una navata, ristrutturato da Giuseppe Tubertini nel 1780-92, con ornati di Antonio Lepori e Giuseppe Leonardi, conserva una pala con l’Incoronazione della Vergine e santi di Giacomo Lippi (1629) e un Crocifisso e S. Camillo de Lellis di Gaetano Gandolfi.

  • S. Domenico Budrio (BO)

    Eretta dalla compagnia del Rosario nel 1605, cui nel 1615 venne affiancato un convento domenicano, dal 1840 adibito a ospedale. La facciata è preceduta da un portico della fine del XVII sec. con quattro statue di santi. L’interno, a una navata con quattro cappelle per lato, presenta nella 2a cappella destra Miracolo di S. Domenico di Giuseppe Pedretti; al 3° altare, Assunta e santi di Alessandro Tiarini; sull’altare maggiore, Misteri del Rosario dello stesso; nella 3a cappella sinistra, Ss. Giovanni Battista e Pietro martire di Francesco Albani; nella 2a, S. Vincenzo Ferreri (1765) di Ubaldo Gandolfi; nella 1a, S. Rosa da Lima di G.B. Caccioli.

  • Museo dell'Ocarina e degli Strumenti musicali in Terracotta Budrio (BO)

    Il museo espone una collezione di ocarine, strumento musicale popolare inventato da Giuseppe Donati di Budrio alla metà dell’Ottocento. L’ocarina è un flauto globulare di terracotta a forma ovoidale allungata, a guisa di piccola oca senza testa (da cui il nome), con un’imboccatura a lato. Nella seconda metà del XIX secolo artigiani budriesi impiantarono manifatture di ocarine anche a Parigi e a Londra. L’esposizione comprende inoltre strumenti simili provenienti da tutto il mondo.

  • Teatro Consorziale di Budrio Budrio (BO)

    Eretto nella seconda metà del xvii sec. e ristrutturato nel 1924-28, già proprietà del Consorzio dei partecipanti.

  • Museo dei Burattini-Collezione Zanella Pasqualini Budrio (BO)

    Articolato in due spazi contigui, nella sede di via Garbaldi 29 espone le collezioni Perani e Menarini, composte da oltre cento burattini della prima metà del ’900, una ricca varietà di materiali scenici e un piccolo teatrino. Accanto al Teatro consorziale, nell’antica Casina del Quattrocento, è stata sistemata in mostra permanente la collezione di burattini che i coniugi Zanella Pasqualini hanno raccolto durante vent’anni di vita teatrale. Oltre ad alcuni esemplari provenienti dalle più importanti famiglie di burattinai bolognesi, sono esposti anche pezzi di varie tradizioni, italiane e straniere, come marionette, pupi, teatrini giocattolo, per un totale di 2.800 oggetti datati a partire dal 1580.

  • Via Giuseppe Garibaldi Budrio (BO)

    In via Giuseppe Garibaldi, al N. 39, si leva il palazzo Boriani Dalla Noce, acquisito agli inizi del XIX secolo dai Dalla Noce che lo fecero restaurare e affrescare. È oggi sede della biblioteca comunale, che conserva quasi 40 mila volumi, di cui 12.000 del fondo antico, e dell’Archivio storico comunale che raccoglie i documenti della Partecipanza. Adiacente è il Teatro consorziale eretto nella seconda metà del XVII sec. e ristrutturato nel 1924-28, già proprietà del Consorzio dei partecipanti.

  • Pieve dei Ss. Gervasio e Protasio Budrio (BO)

    Forse risalente al 401, il complesso attuale è frutto di una ricostruzione sei-settecentesca con facciata porticata, sormontata da un timpano curvilineo, e campanile trecentesco. Sotto il portico, epigrafi romane e longobarde recuperate nell’area circostante. All’interno si conservano una croce in marmo bianco con decorazioni longobardo-carolingie e iscrizione dell’828; un’antica vasca battesimale per immersione; un Martirio dei Ss. Gervasio e Protasio sull’altare maggiore e due ovali alle pareti con S. Vitale e S. Valeria, tutti del Sansone.

  • Selva Malvezzi Budrio (BO)

    Borgo a sviluppo lineare, sorse alla metà del XV secolo su un alveo abbandonato del T. Quaderna, divenuto strada. Carlo Malvezzi espropriò il territorio circostante alle comunità di Medicina e di Budrio, ottenendone l’investitura comitale nel 1455 da papa Callisto III; vi intraprese una vasta opera di bonifica e di appoderamento con la costruzione delle prime case. Precede il paese il cosiddetto Palazzaccio, complesso fortificato articolato intorno a una torre, ricostruito da Gregorio Malvezzi nel 1618. Nel borgo sorgono il palazzo del Conte, ultimato nel XVII sec. (all’interno, resti di decorazioni a fresco), e la chiesa di S. Croce, fondata a metà del XV secolo, riedificata nel 1799-1809 su progetto di Angelo Venturoli. Sul lato opposto, il palazzo del Governatore, pure seicentesco, con portico a tre arcate e balcone.

  • S. Vitale Granarolo dell'Emilia (BO)

    Ricostruita nel 1682 su progetto del parroco Torri, conserva nella 1a cappella destra Madonna di S. Luca e santi di Elisabetta Sirani; sulla parete destra dell’arco trionfale, S. Girolamo del Guercino; nel presbiterio, decorazione ad affresco di Tertulliano Tarroni; sull’altare maggiore, Madonna, S. Vitale e S. Andrea del secolo XVIII.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
SITO UFFICIALE DI INFORMAZIONE TURISTICA © 2022 Regione Emilia-Romagna | Assessorato Turismo e Commercio