La valle del Conca. Da Cattolica a Saludecio e a Montefiore Conca.

In collaborazione con Touring Club

L'itinerario di visita proposto attraversa la valle del torrente Conca, nella parte più meridionale del territorio riminese, confinante con le Marche, ed è caratterizzato da una considerevole densità di borghi storicamente e architettonicamente rilevanti in mezzo a verdi colline.
  • Lunghezza
    24,1 km
  • Rocca di Gradara Gradara (PU)

    Di forma quadrilatera e con alte torri angolari, mastio quadrangolare e cortine coronate da beccatelli e da merli. Iniziata nella prima metà del secolo XIII sul luogo di una precedente fortificazione, fu ingrandita e compiuta dai Malatesti (si è preteso che qui si svolgesse la tragedia di Francesca da Rimini), che la fecero ornare di dipinti e la usarono frequentemente come residenza. Nel 1463 passò ad Alessandro Sforza e nel 1494 fu restaurata da Giovanni Sforza; alla casata milanese rimase fino al 1512. Caduta in abbandono, ebbe pesanti restauri nel 1923, allorché fu arredata con mobili e oggetti d’epoca e, essendo andati perduti in buona parte gli affreschi quattrocenteschi ispirati all’Eneide, fu parzialmente decorata ’in stile’. Si attraversano gli Spalti, dominati dal poderoso mastio duecentesco, e, varcato il fossato, si accede all’armonioso Cortile interno, cinto in parte da portico e loggia rinascimentali. Al pianterreno è l’ingresso alla Cappella, al cui altare è una *Madonna col Bambino e santi, terracotta invetriata a figure bianche su fondo colorato attribuita ad Andrea della Robbia. Si sale al piano superiore, dove opere originali sono conservate nella Sala della Passione (affreschi di Amico Aspertini con episodi della Passione), nella Sala Malatestiana (Ritratto di Giacomo Malatesta, datato 1572), nel camerino di Lucrezia Borgia (affreschi di ambito dell’Aspertini, 1493), nella Sala dei Putti (affreschi di Francesco Zaganelli), nella Sala del Consiglio (scena di battaglia sempre dell’ambito dell’Aspertini). Nella Sala della Giustizia sono un altorilievo ligneo di scuola tedesca raffigurante i sette Arcangeli (secoli XIV-XV) e una notevole tavola raffigurante Madonna col Bambino e santi di Giovanni Santi, datata 1484.

  • Museo storico Gradara (PU)

    Raccolta di macchine belliche, armi in miniatura, strumenti di tortura, miniature delle stanze della Rocca; dal museo si accede anche alle grotte (IV-V secolo), cavità formanti ipogei e dotate di belle volte in cotto (alcune sono decorate dalla croce di Malta).

  • S. Biagio Saludecio (RN)

    Nota anche come santuario del Beato Amato Ronconi, bella chiesa neoclassica a pianta centrale costruita fra il 1786 e il 1800 su disegno di Giuseppe Achilli, con stucchi di Antonio Trentanove.

  • Museo di Saludecio e del Beato Amato Saludecio (RN)

    Allestito nel torrione collegato alla chiesa di S. Biagio. Entrambi gli edifici conservano pregevoli dipinti: di Guido Cagnacci Processione del SS. Sacramento e S. Sisto in estasi; di Claudio Ridolfi Martirio di S. Giovanni Battista; del Centino Ss. Antonio Abate e Antonio da Padova (1660); di Atanasio Favini da Coriano Martirio di S. Biagio (all’altare maggiore); di Sante Braschi (saludecese) S. Antonio e Madonna col Bambino e santi (1704, sportello dell’organo).

  • Museo della Linea dei Goti 1943-44 Montegridolfo (RN)

    Ai piedi del castello è attivo, in un edificio appositamente costruito e simile a un bunker, il Museo della Linea dei Goti (il nome riprende l’originaria denominazione, Goten Linie, successivamente cambiata). Il museo espone cimeli e testimonianze della guerra, che vide Montegridolfo, insieme alla vicina Gemmano, uno degli ultimi capisaldi orientali della Linea Gotica. Il 31 agosto 1944 con la conquista di Montegridolfo da parte delle truppe inglesi, la fortificatissima Linea Gotica fu spezzata.

  • S. Rocco Montegridolfo (RN)

    All’altare maggiore, Madonna col Bambino e i Ss. Rocco, Sebastiano e Giacinto di Guido Cagnacci, e, alle pareti, due affreschi staccati del XV e XVI secolo raffiguranti entrambi la Madonna col Bambino tra i Ss. Rocco e Sebastiano.

  • Museo paleontologico Mondaino (RN)

    Ospitato nella Rocca e formato dai reperti provenienti dai locali giacimenti fossiliferi risalenti al Miocene (circa 10-12 milioni di anni fa).

  • S. Michele Arcangelo Mondaino (RN)

    Settecentesca parrocchiale. Al 1° altare destro, Deposizione e santi del Pomarancio (1625); all’altare maggiore, Apparizione di S. Michele Arcangelo di Giorgio Picchi (1592).

  • Rocca Malatestiana Mondaino (RN)

    Il Castello Malatestiano, ampiamente rifatto, ospita il Municipio (vi si conserva un affresco quattrocentesco staccato dal monastero delle Clarisse, raffigurante la Madonna col Bambino e angeli e attribuito a Bernardino Dolci), e tre musei: il Museo paleontologico, formato da fossili risalenti al Miocene; la mostra delle maioliche, che documenta la produzione locale del XVI e XVII secolo; la ricostruzione storica di un corpo di guardia con gli arredi, le armi, le suppellettili allestita nella torre Portaia.

  • Chiesa dell’Ospedale Montefiore Conca (RN)

    All’inizio del borgo la chiesa dell’ospedale, costruita tra il 1470 e il 1474 a servizio di un piccolo ospizio per i pellegrini, ha facciata ottocentesca. All’interno è conservato un ciclo di affreschi, recentemente restaurato, attribuito a Bernardino Dolci o alla sua bottega.

  • S. Paolo Montefiore Conca (RN)

    Parrocchiale cui si accede da un portale trecentesco in pietra sul fianco sinistro. Nell’interno, rimaneggiato nel XX secolo, al 1° altare destro, Crocifisso dipinto su tavola da pittore riminese del Trecento; all’altare maggiore, quattrocentesca Madonna della Misericordia e santi attribuita a Bernardino Dolci.

  • Rocca Malatestiana Montefiore Conca (RN)

    Compiuta nel XIV secolo, si presenta poderosa nell’imponente stereometria, nonostante i grossolani restauri subiti tra il dopoguerra e gli anni ’70 del Novecento. L’attuale volto è il frutto dei lavori del 2000-2008, durante i quali sono state riportate in luce parti originali dell’antica struttura malatestiana. All’interno, cui si accede per un ingresso ornato di un grande stemma malatestiano in pietra, il cortile conserva una vera da pozzo trecentesca. Le ricerche archeologiche hanno riportato alla luce una notevole quantità di reperti: alcuni boccali in maiolica smaltata, altre maioliche quattrocentesche, e altre cinquecentesche di produzione pesarese e faentina; inoltre vetri, per lo più bicchieri e bottiglie di produzione veneta, monete, attrezzi da lavoro, armi e un sigillo in bronzo. Nella Sala dell’Imperatore sono conservate pitture di soggetto laico che ritraggono una battaglia con antichi fanti, datate dopo la metà del Trecento, attribuite a Jacopo Avanzi. Si può ammirare il tetto originale da cui si gode una splendida vista sull’Adriatico e sulle colline.

  • San Pietro in Cotto Gemmano (RN)

    A Gemmano m 404, ab. 1.124, sul primo terrazzo fluviale, presso un bivio, è la località San Pietro in Cotto, da cui provengono molti materiali romani pertinenti a un santuario, proseguito poi da un monastero di età altomedievale (anche di questo si sono trovati resti); la tradizione erudita localizzava qui un municipium romano.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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