Palazzo Magnani ospita un viaggio immersivo alle origini di una rivoluzione dello sguardo, capace di ridefinire radicalmente i concetti di spazio e tempo nella cultura visiva del primo Novecento.
Al centro si colloca il pensiero visionario di Pavel Florenskij, figura chiave e ancora oggi sorprendentemente attuale, assunto come lente interpretativa attraverso cui rileggere alcune tra le più audaci sperimentazioni artistiche del secolo.
Il percorso espositivo costruisce un dialogo inedito tra la profondità spirituale della tradizione delle icone russe e le ricerche delle avanguardie storiche, mettendo in relazione opere di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Kazimir Malevič e degli artisti della scuola suprematista. Ne emerge una narrazione “a tre voci” - astratta, lirica e mentale - capace di superare i confini del visibile, dove l’arte diventa strumento di accesso a dimensioni altre, come la quarta dimensione: invisibili, ma profondamente percepibili.