C'è un modo per comprendere la storia di Reggio: basta passeggiare per le sue piazze e visitare così alcuni fra i suoi monumenti più importanti. Cartina alla mano, lasciatevi condurre per il centro storico, alla scoperta delle storie e delle curiosità che si nascondono tra le mura della città.
Il nostro viaggio comincia nel "salotto buono" della città. Queste due piazze adiacenti formano un unico, immenso spazio dove la cultura è di casa.
Da non perdere
Qui si concentrano i pesi massimi dell'arte reggiana: ammirate l'imponente Teatro Municipale Valli e il vicino Teatro Ariosto. Per un tuffo nella storia e nel collezionismo, non perdetevi il Palazzo dei Musei e la raffinata Galleria Parmeggiani. Se cercate un po' di relax, il Parco del Popolo vi accoglie con i suoi alberi secolari proprio sul lato nord della piazza.
Curiosità
All'interno del Parco del Popolo cercate il Monumento ai Concordi: è un recinto funerario romano incredibilmente conservato, trovato a Boretto quasi un secolo fa. Mentre passeggiate tra le aiuole dell'antica Cittadella, divertitevi a scoprire quali personaggi storici si nascondono tra le statue del parco!
Proseguiamo verso Piazza Cesare Battisti, che tutti i reggiani chiamano affettuosamente Piazza del Monte. È il punto d'incontro storico della città, dominato dal Palazzo del Monte di Pietà.
Da sapere
Il Palazzo del Monte risale al 1188 ed è stato la prima sede comunale. La sua torre ospitava un orologio meccanico prodigioso creato da Giampaolo Raineri, lo stesso genio che realizzò l'orologio dei Mori in Piazza San Marco a Venezia! Oggi l'originale è custodito ai Musei Civici, ma il fascino della piazza resta immutato grazie anche a Palazzo Busetti (che si dice sia stato disegnato dal Bernini) e all'antico Albergo Posta.
Consiglio
Entrate a Palazzo Busetti e chiedete di potervi affacciare da una finestra del primo piano: godrete di uno scorcio insolito e super instagrammabile sui tetti e le vie del centro.
Benvenuti nel cuore politico e religioso: per i locali questa era la Piazza Grande. Qui lo sguardo spazia tra la Cattedrale, il Battistero e il Palazzo Vescovile.
Da non perdere
La Sala del Tricolore e il relativo Museo. È qui che nel 1797 è nata la bandiera italiana! L'ingresso è gratuito ed è un'esperienza emozionante per tutte le età. All'estremità nord della piazza, salutate la statua del torrente Crostolo, che un tempo ornava la sontuosa Reggia di Rivalta.
Curiosità
A pochi passi, in via Farini, la Biblioteca Panizzi (dentro Palazzo San Giorgio) è il rifugio preferito dei reggiani. Entrate per ammirare l'esplosione di colori di Whirls & Twirls, l'affresco contemporaneo di Sol Lewitt che decora i soffitti.
Percorrendo Corso Garibaldi, l'antico alveo del torrente Crostolo, ci immergiamo nel barocco reggiano.
Da non perdere
Fermatevi davanti alla Basilica della Madonna della Ghiara, uno dei santuari mariani più belli d'Italia, nato per celebrare un miracolo. Poco lontano, Palazzo Magnani ospita mostre d'arte di livello internazionale. L'itinerario tocca poi Piazza Gioberti, un tempo punto di partenza della "passeggiata settecentesca" che i Duchi d'Este percorrevano per raggiungere la loro reggia di campagna a Rivalta.
Da gustare
Sapevate che l'Erbazzone, la celebre torta salata con spinaci, bietole e tanto Parmigiano Reggiano, pare sia stata inventata proprio tra i vicoli dell'antico Ghetto Ebraico che si snoda qui vicino? È lo spuntino obbligatorio di ogni turista!
Dopo essere tornati in Piazza Roversi, facciamo una sosta davanti alla Chiesa di Sant’Agostino: ammirate l'interno, perché custodisce uno dei quattro preziosi dipinti del Guercino presenti in città. Imboccando poi la stretta via che costeggia la Chiesa del Cristo, vi ritroverete d'incanto in Piazza Fontanesi, il cuore pulsante della vita reggiana.
Da sapere
Questa piazza, oggi salotto alberato, ha un passato laborioso: qui un tempo scorreva il Canale del Guazzatoio, che alimentava le attività per la lavorazione della seta e la concia delle pelli. Se seguite l'omonima Via del Guazzatoio, arriverete al "bastione", l'unica testimonianza rimasta delle mura duecentesche, oggi inglobata nella storica Casa Lasagni.
Curiosità
Avvicinatevi al forno della piazza e abbassate lo sguardo: noterete degli strani simboli incisi sulla pavimentazione. Sono le antiche unità di misura utilizzate prima del sistema metrico decimale! Servivano ai cittadini per controllare che i mercanti del mercato non li truffassero (potete trovare gli stessi simboli anche sulla colonna sinistra del Battistero).
Da non perdere
Proseguite la passeggiata in Via San Carlo:
Percorrendo la raffinata via Toschi arriviamo al cospetto del Santo Patrono. Piazza San Prospero (per gli amici Piasa Cèca) è dominata dalla Basilica con la sua torre ottagonale incompiuta.
Da non perdere
I sei leoni in marmo rosso di Verona che sorvegliano il sagrato della Basilica. Sono il simbolo della piazza e il punto di ritrovo preferito dei ragazzi reggiani. Per passare da qui a Piazza Grande, attraversate il Broletto, un suggestivo passaggio porticato che un tempo era l'orto dei canonici.
Curiosità
All'uscita del Broletto, cercate il cartello vintage che invita a "Scendere dalla bicicletta": è uno dei segnali più fotografati della città!
Lasciamo Piazza San Prospero imboccando via Guidelli per trovarci nel luogo più antico della città: il Gromae Locus. È il "chilometro zero" di Reggio Emilia, il punto esatto in cui, oltre duemila anni fa, i coloni romani fondarono Regium Lepidi.
Da sapere
Qui i romani piantarono la Groma, uno strumento a forma di croce usato dai periti agrimensori per tracciare linee rette. Da questo punto esatto nacquero i due assi portanti della città:
È proprio lungo questa direttrice che ci incamminiamo per l'ultimo tratto del nostro itinerario.
Consiglio
Percorrete Via Roma con il naso all'insù: è una delle strade più autentiche e multiculturali di Reggio, dove botteghe storiche convivono con palazzi nobiliari. Infine, svoltando in via Secchi, il cerchio si chiude riportandovi in Piazza Martiri del 7 luglio. Il luogo perfetto per sedersi a un tavolino, ordinare un calice di Lambrusco e brindare alla bellezza di Reggio Emilia.
Curiosità
In fondo a via Roma, lo sguardo incontra la Gabella, l'antica porta della città dedicata a Giuseppe Garibaldi. Ma la vera chicca si nasconde in una laterale: al numero 13 di Vicolo Venezia si trova quello che è considerato il primo murale della storia reggiana. Realizzato negli anni '40, riporta una frase enigmatica e poetica: "Il Popolo giusto vuole la neve!". Un grido silenzioso che ancora oggi affascina chiunque passi di lì.