Alta Via dei Parchi

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Detox: una parola che sempre più spesso viene associata al benessere fisico, soprattutto per lasciarsi alle spalle lo stress della città e dimenticare, almeno per un attimo, la confusione che regna sovrana in città.

Camminare in mezzo alla natura è uno dei modi migliori per sperimentare in prima persona l’effetto detox di una vacanza, quindi perché non prendere in considerazione tre giornate sul cammino dell’Alta Via dei Parchi in Romagna?
Leggendo questo itinerario è impossibile non aver voglia di fare lo zaino e mettersi in cammino!

Innanzitutto: che cos'è l'Alta Via dei Parchi?
Si tratta di un itinerario da percorrere a piedi lungo l’Appennino emiliano romagnolo, con occasionali “sconfinamenti” in Toscana e Marche, adatto sia per escursionisti esperti che curiosi, ma soprattutto è rivolto a chiunque desideri provare un'emozione insolita.
Salite e discese, infatti, si alternano, intrecciandosi con la natura selvaggia e le tracce storiche di antichi confini.
Un percorso che riassume il meglio che le montagne appenniniche sanno offrire, tra laghi immersi nello splendore delle praterie d’alta quota, sterminate foreste e limpidi torrenti, rupi vulcaniche e falesie di gesso.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Natura & Outdoor
  • Target
    Famiglia,Amici/Solo
  • Prima tappa Balze-Monte Fumaiolo

    La prima tappa dell’Alta Via dei Parchi in Romagna si snoda nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, parte da La Verna e arriva al Rifugio Biancaneve Al Fumaiolo.

    Questo primo tratto di itinerario vede come punto di partenza, appunto, La Verna, ovvero il più famoso dei conventi del Casentino, e conduce nel Montefeltro.
    Dal Santuario della Verna, si imbocca la vecchia mulattiera e si sale verso i pratoni del Monte Calvano per poi proseguire fino al Passo delle Pratelle. Da qui, si prosegue costeggiando il Monte Castelsavino fino al Passo delle Gualanciole.

    Una volta raggiunto il Poggio Tre Vescovi si comincia a scendere, seguendo la strada fino al Valico di Montecoronaro e poi fino all’omonimo paese, dove si trova la mulattiera che raggiunge il lato ovest del Fumaiolo. Un ultimo tratto sale tra conifere sul versante nord e poi al Valico.
    Ed ecco che gli sforzi di questa prima giornata sono ripagati: al di là della strada, al termine di una breve deviazione a sinistra, c’è il Rifugio Biancaneve.

  • Seconda tappa Balze-Monte Fumaiolo

    Nella seconda tappa dell’Alta via dei Parchi in Romagna si riparte dal Rifugio Biancaneve Al Fumaiolo e si arriva a Bascio, attraversando il Parco interregionale Sasso Simone e Simoncello. Si tratta di un percorso piuttosto lungo ed è per questo che vale la pena affrontarlo fermandosi per ricaricare le forze nell’incantevole borgo di Gattara.

    Il percorso è vario, scende dalla dorsale del Monte Fumaiolo, con la suggestiva deviazione all’antico eremo di Sant’Alberico. Poi, dopo due brevi tratti di asfalto, si riprende il crinale con una pista terrosa.
    Avvicinandosi al Monte Loggio, il percorso diventa meno definito a causa della concatenazione di sentieri diversi che attraversano vaste radure bordate di querce e aceri.
    Il luogo è solitario e meditativo, per quanto paesaggisticamente molto movimentato, ma richiede attenzione per non perdere i segnavia. Attenzione che deve essere massima in prossimità la cima del Monte Faggiola dove la rotta piega bruscamente verso nord.

    Aiutandosi con la carta e con i segnavia si trova il vecchio sentiero per Casteldelci che va lasciato poco dopo per scendere tortuosamente al pittoresco borgo montano di Gattara.
    Se si è stanchi ci si può fermare qui, altrimenti si scende al fondovalle Marecchia per risalire l’opposto versante fino al pittoresco colle di Bascio, già da tempo ben visibile per via della torre medievale che lo sovrasta.

  • Terza tappa Pennabilli

    La terza e ultima tappa prevede come traguardo l’Eremo Madonna Del Faggio, immergendosi in un ambiente di potente suggestione.
    La partenza è tranquilla lungo la sterrata che conduce a Miratoio e il fulcro dell’ambiente e del paesaggio è costituito dai due Sassi di Simone e Simoncello, preceduti da una vasta distesa di terreni argillosi, punteggiati da pascoli.

    Ai piedi degli affioramenti rocciosi inizia l’antica foresta, prima di querce, principalmente cerri, poi con faggi dove l’argilla lascia il posto ai detriti calcarei che circondano le rupi.
    Nel caso si abbia a disposizione tempo (e voglia), vale la pena fare una bellissima deviazione ad anello che gira attorno al Sasso di Simone, raggiungendo anche la sommità che ospitò prima l’abbazia benedettina poi la “città del sole” ipotizzata dalla famiglia Medici, la cui costruzione fu iniziata dopo la metà del XVI secolo ma mai ultimata. Alcuni ruderi tra i prati e i frassini testimoniano ancora questo utopico sogno rinascimentale di Cosimo dei Medici.

    Fatto ritorno alla mulattiera principale, la si segue fino al Passo Cantoniera, dove riposarsi in caso di stanchezza, oppure scendere direttamente al paese di Carpegna, oppure ancora salire direttamente all’omonimo, soprastante monte.

    Il viaggio termina comunque una volta raggiunta la cima del monte Carpegna, dove l’Eremo della Madonna del Faggio costituisce idealmente una meta che racchiude in sé un patrimonio di storia, natura e spiritualità.

Ultimo aggiornamento 05/03/2020

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