L’entroterra di Modena tra storia e antichi sapori

Un itinerario nell’entroterra modenese ricco di tappe interessanti e golose

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Terra di grande interesse storico culturale e patria di eccellenze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo, Modena è la destinazione perfetta per organizzare una visita che tocchi svariati interessi.

  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Food Valley
  • Target
    Tutti
  • Prima tappa: Carpi Carpi

    L’itinerario inizia di buon’ora per andare in visita ad uno dei caseifici in cui si produce il Parmigiano Reggiano DOP

    Disseminati in tutta la provincia, i caseifici accompagnano in visitatori in un percorso che permette di vedere all'opera i maestri casari impegnati negli antichi gesti della trasformazione del latte. Un modo speciale per immergersi, non solo nei profumi e sapori unici ed inimitabili di quest’eccellenza, ma anche nella sua cultura produttiva, toccando con mano come nasce uno dei più importanti prodotti italiani. 

    La mattinata prosegue poi alla volta di Carpi, perla del Rinascimento e antica signoria dei Pio, dove si trova una delle più grandi e belle piazze italiane: Piazza dei Martiri. Su di essa si affacciano: a nord la Cattedrale di Santa Maria Assunta, su di un lato il Portico Lungo con le sue scenografiche 52 arcate e, dall’altra parte il complesso di Palazzo dei Pio con al centro la seicentesca Torre dell’Orologio, al cui fianco sorge il Teatro Comunale.

    Sorto come castello fortificato e ampliato nei secoli con la costruzione di torri e torrioni unificati, Palazzo dei Pio è stato dal XIV al XVI secolo la dimora principesca dei Pio. 

    Dal suo cortile salite al piano nobile dove si accede al Museo della città e al Museo del Palazzo che ospitano importanti collezioni riguardanti la storia e l'arte del territorio. 

    Al piano terra, invece, è situato il Museo Monumento al Deportato politico e razziale, un luogo molto toccante che riporta ai tragici eventi di epoca recente che hanno coinvolto in modo diretto questa provincia. Nel 1944, infatti, i nazisti, trasformano il campo di Fossoli, una frazione di Carpi, in un "campo poliziesco e di transito per deportati politici e razziali": da quel momento da qui sono partiti convogli destinati ai più noti Lager del nord Europa.

    Dopo una mattinata trascorsa tra i profumi del latte e del formaggio e lo spettacolo dei fasti di una signoria è giunto il momento di concedersi una pausa golosa: un buon pranzo all’insegna delle specialità locali. Oltre a quelle già citate in precedenza, in questa zona, potete trovare altri prodotti tipici come ad esempio le pere IGT dell'Emilia-Romagna, il riso, la zucca o la mostarda "fina" di Carpi. Individuare un locale accogliente dove gustare un pranzo tipico non sarà certo difficile.

  • Seconda tappa: Sorbara Bomporto

    Dalle terre carpigiane ci spostiamo ora verso quelle comunemente definite della "bassa modenese" per scoprire come si produce il Lambrusco, il vino frizzante di colore rosso rubino tipico del territorio. In realtà, più che di Lambrusco sarebbe meglio parlare di Lambruschi, al plurale; quattro sono infatti le sue tipologie: Sorbara, Salamino di Santa Croce, Modena, Grasparossa di Castelvetro.

    In questa zona, una striscia di terra fertile situata tra i fiumi Secchia e Panaro, si trova il cuore della produzione del Lambrusco di Sorbara, prodotto da vigneti che si alimentano nei terreni alluvionati dei due fiumi. Pensate che una leggenda narra che, in queste terre, le truppe di Enrico IV affrontarono quelle di Matilde di Canossa uscendone sconfitte non in battaglia, bensì a causa del Lambrusco, talmente gradito alle soldatesche dell'imperatore da rimanerne letteralmente “stese”. Solitamente le visite in cantina sono a pagamento e comprendono anche una degustazione: un’esperienza vivamente consigliata!

  • Terza tappa: Nonantola Nonantola

    Riprendete ora il tour alla volta dell'ultima destinazione del vostro viaggio: Nonantola, dove si trova un secondo complesso romanico di enorme importanza: l'Abbazia di Nonantola.

    L’abbazia fu fondata nel 742 dall'Abate Anselmo, cognato di Astolfo Re dei Longobardi, che qui si trasferì coi suoi monaci costituendo un monastero, che nel 756 venne dedicata a San Silvestro I papa

    Distrutta nei secoli da incendi e saccheggi, danneggiata non da ultimo dal terremoto nel 2012, l’Abbazia subì diverse ristrutturazioni che sono state in grado di riportarla oggi al suo splendore d’origine. 

    Al lato della Basilica si trova il Palazzo abbaziale, che ospita l'Archivio e la Biblioteca dell'Abbazia ed il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra, che offre un percorso espositivo, suddiviso in sale, dove è possibile ammirare opere d’arte di chiese dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, pergamene di famosi imperatori, papi o personaggi storici (quali Carlo Magno, Federico Barbarossa, Ottone I, Matilde di Canossa, papa Giulio II), preziosi manufatti d’inestimabile valore religioso ed artistico, stauroteche e reliquiari, codici miniati, opere pittoriche della chiesa abbaziale.

    Concludete la vostra giornata, fermandovi in una delle tante trattorie e ristoranti del territorio, per degustare alcuni piatti della tradizione modenese.

Ultimo aggiornamento 12/01/2021

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Redazione Modena e pianura

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