La Ferrara di Ludovico Ariosto

A me piace abitar la mia contrada…

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A me piace abitar la mia contrada…  Con queste parole del celebre scrittore ferrarese Ludovico Ariosto come introduzione, vi portiamo a trascorrere una giornata a Ferrara, passeggiando alla scoperta dei luoghi in cui il poeta trascorse la sua vita, lavorando per la corte Estense e componendo diverse opere, tra cui il famoso poema cavalleresco L’Orlando Furioso.

  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Tutti
  • Prima tappa - Castello Estense Ferrara

    Il percorso dedicato a Ludovico Ariosto comincia dal Castello Estense, fortezza e residenza della famiglia Este. 
    In qualità di funzionario di corte al servizio del cardinale Ippolito prima e del duca Alfonso I poi, Ariosto frequentava il castello, ne conosceva bene le sale, dove i canti del suo poema animavano i banchetti di gala organizzati in occasione di importanti eventi.

    Ispirato forse proprio dalla mole dell’edificio e dai meandri delle numerose stanze, il poeta nell’Orlando Furioso descrisse il castello del mago Atlante, dove i paladini e i soldati saraceni si inoltrano seguendo ognuno il proprio sogno e le proprie illusioni: 
    Di vari marmi con suttil lavoro/ edificato era il palazzo altiero…/ Corre di qua, corre di là né lassa/ che non vegga ogni camera, ogni loggia/ poi che segreti d’ogni stanza bassa/ ha cercato invan, su per le scale poggia/ e non men perde anco a cercar di sopra,/ che perdessi di sotto, il tempo e l’opra”. (Canto XII)

  • Seconda tappa - Palazzo Municipale Ferrara

    L’itinerario prosegue verso il Palazzo Municipale dove una targa riporta alcuni versi della Satira VII: “E s’io non fossi d’ogni cinque o sei/ Mesi stato uno a passeggiar fra il Domo/ E le due statue de’ Marchesi miei,/ da sì noiosa lontananza domo/ già sarei morto…”

    Quando scrisse questi versi, Ariosto si trovava nella lontana Garfagnana e ‘le statue de’ Marchesi miei’ sono quelle di Niccolò III a cavallo e Borso seduto sul trono, che ancora oggi sovrastano la piazza della  città. 

    Il Palazzo Municipale, che era un tempo residenza ducale, la Cattedrale (chiusa per restauri) e la vicina Piazza delle Erbe, oggi Piazza Trento Trieste, costituivano il centro nevralgico della vita politica, religiosa ed economica della città. 

  • Terza tappa - Via degli Adelardi Ferrara

    Percorrendo la Via degli Adelardi, un tempo Via Gorgadello,  a fianco della Cattedrale si trova la più antica osteria di Ferrara, Al Brindisi ovvero il Chiucchiolino, nominato dall’Ariosto nella Lena:
    "...gli occhi di cuchiolin più confarebbonsi/ di Sabbatino Mariano e simili,/ quando di Gorgadel ubriachi escono....". 

    Proprio gli spettacoli teatrali che si svolgevano nella vicina corte del palazzo, ai quali Ariosto aveva assistito come spettatore e come comparsa, gli diedero la volontà di intraprendere l’attività di scrittore di commedie e di regista.

  • Quarta tappa - Palazzo Strozzi Ferrara

    Si prosegue lungo Via Voltapaletto per arrivare in Via Savonarola, dove si trova Palazzo Strozzi, sede oggi di uffici pubblici. 
    Il palazzo era la casa di Tito Strozzi e Alessandra Benucci, la donna amata dall’Ariosto, “la bella maga/ che con sua vista può sanarmi sola”, che il poeta conobbe a partire dal 1513. 

    Ariosto le dedicò molti componimenti, ma trascorse molto tempo prima che Alessandra cedesse alla sua corte assidua, tanto che nell’Orlando Furioso espresse la propria comprensione per la pazzia del paladino, associandola alla sua:
    “..date la colpa alla nimica mia/ che mi fa star ch’io non potrei peggio/ e mi fa dir quel di ch’io son gramo” (Canto XXX)

  • Quinta tappa - Case degli Ariosto Ferrara

    Percorrendo le caratteristiche vie medievali si arriva in Via Giuoco del Pallone. Due palazzi vicini, la Magna Domus e la casa di Brunoro, insieme alla casa di Princivalle in Via del Carbone, costituiscono le Case degli Ariosto, oggi tutti edifici appartenenti a privati. 

    La Magna Domus era la casa dove l’Ariosto abitò con la sua numerosa famiglia (era il primo di dieci fratelli); nella casa vicina abitava lo zio del poeta, Bruno, mentre in Via del Carbone, in un bel edificio quattrocentesco, il cugino e amico fraterno Pandolfo. 
    La vicinanza delle case degli Ariosto fa pensare all’intera famiglia come ad un clan, i cui membri erano sempre pronti a darsi aiuto reciproco.

  • Sesta tappa: Biblioteca Ariostea Ferrara

    L’itinerario prosegue fino alla vicina Biblioteca Ariostea, dove si trova la tomba del poeta. 
    Il 6 luglio 1533 Ludovico Ariosto morì nella sua casa in contrada Mirasole e fu sepolto nel vicino convento di San Benedetto. Le spoglie vennero traslate quarant’anni dopo nella cappella della chiesa, ma nel 1612 un pronipote fece spostare di nuovo l’urna ed erigere un nuovo sepolcro su disegno di Giovanni Battista Aleotti. 

    Nel 1801 tutto il monumento e l’urna furono trasportati a Palazzo Paradiso (sede della Biblioteca Ariostea), allora sede dell’Università.

    Giunta l’ora di pranzo, è il momento di fare una sosta per gustare la cucina ferrarese, erede delle raffinatezze della corte estense: pasticcio di maccheroni, cappellacci con la zucca, salama da sugo, i dolci tipici della pasticceria come la brazzadela, la tenerina e il pampapato, per non parlare del tipico pane ferrarese, sono alcune delle specialità che si possono trovare nei ristoranti tradizionali del centro.
     

  • Settima tappa - Corso Ercole I d’Este Ferrara

    Si riprende l’itinerario percorrendo Corso Ercole I d’Este e ci si inoltra nell’Addizione Erculea, il grande ampliamento della città verso nord voluto dal duca Ercole I d’Este e realizzato dall’architetto ‘inzegnero’ di corte Biagio Rossetti alla fine del XV secolo. 

    Il lungo corso unisce il Castello al Quadrivio storico di Palazzo dei Diamanti e prosegue più avanti fino alla Porta degli Angeli
    Lungo la via, il Palazzo di Giulio d’Este, sede dell’attuale Prefettura, ricorda il giovane estense, protagonista insieme al fratello Ferrante di una congiura contro il duca Alfonso e il cardinale Ippolito; l loro piano fu smascherato e i due trascorsero tutta la loro vita prigionieri nelle segrete della Torre dei Leoni del Castello Estense. A questi due sfortunati personaggi, Ariosto dedicò alcuni versi nel Canto III dell’Orlando Furioso, mostrando pietà per la loro triste sorte.

  • Ottava tappa - Piazza Ariostea Ferrara

    Il percorso continua nella vicina Piazza Ariostea, la Piazza Nova dell’Addizione Erculea. Nel 1830 la municipalità decise di collocare sulla colonna della piazza una statua di Ludovico Ariosto. Molti artisti presentarono i loro bozzetti ma la municipalità decise di accettare il progetto dello scultore Francesco Saraceni, che fu realizzato dai fratelli Vidoni. 

    Nel novembre 1833, in occasione del terzo centenario della morte, la statua fu posta sulla colonna con grandi festeggiamenti e ancora oggi sovrasta solenne la piazza, luogo quotidiano di incontro e relax dei ferraresi. 

  • Nona tappa - Casa dell’Ariosto Ferrara

    L’ultima tappa dell’itinerario ci porta alla dimora tanto desiderata dal poeta.
    "Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida: parta meo sed tamen aere domus: Piccola, ma adatta a me, su cui nessuno può vantare diritti, decorosa e comprata con denaro mio. 

    Nel 1525  Ariosto decise di acquistare la casa dove avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua esistenza in compagnia del figlio Virginio e della compagna Alessandra Benucci.

    I versi di Orazio trovati incisi sulla facciata della modesta ma elegante abitazione rispecchiano le segrete aspirazioni di allontanarsi dalle noie di corte: “So ben che dal parer dei più mi tolgo/ Che ’l stare in corte stimano grandezza,/ ch’io pel contrario a servitù rivolgo. (Satira III)

Ultimo aggiornamento 12/11/2021

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