Una passeggiata d'autore nella città natale dello scrittore Alfredo Oriani, alla scoperta dei luoghi che lo ricordano.
Scrittore e poeta italiano (Faenza 1852 - Casola Valsenio 1909) fu autore di romanzi, opere di polemica politico-sociale, scritti d'arte e di storia.
È al numero 10 di via XX Settembre, a pochi passi dalla Cattedrale di San Pietro e dalla centrale piazza della Libertà che Alfredo Oriani nacque il 22 agosto 1852, terzogenito di Luigi, avvocato possidente, e di Clementina Bertoni. Qui Oriani visse fino ai 10 anni, quando lasciò la casa natia per frequentare il prestigioso collegio barnabita di San Luigi a Bologna.
L’edificio è riconoscibile per la lapide che ricorda Oriani con un testo molto significativo scritto dall’intellettuale e storico faentino Piero Zama (1886-1984). Da grande conoscitore dell’epoca fascista e della figura di Oriani, Zama lo ricorda come “Storico e romanziere di rara espressiva potenza" che "vivo sofferse in solitudine sdegnosa e morto ebbe l’offesa di vano disdicente clamore”. Chiaro il riferimento all’opera di strumentalizzazione che Mussolini fece di Oriani e delle sue opere dopo la sua morte, fino ad ergerlo a precursore del regime fascista.
Tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 erano diversi a Faenza i caffè frequentati da intellettuali e patrioti. Tra questi il Caffè Orfeo, che nel 1906 si spostò da Palazzo Laderchi al numero 2 del Portico degli Orefici, in angolo tra piazza della Libertà e corso Mazzini, evidenziato da una bella insegna in ceramica disegnata da Achille Calzi.
Il locale era frequentato da Oriani, che spesso veniva da Casola Valsenio a Faenza col biroccio o con la sua amata bicicletta.
Nel fresco delle sue sale, l’ultima domenica del luglio 1897, egli attese invano l’amico Aldo Orlandi prima di partire per l’avventura ciclistica tra Romagna e Toscana splendidamente descritta nel suo libro “La Bicicletta”, che lo ha consacrato come “primo cicloturista della storia”. Un viaggio durato quasi un mese, che da Faenza lo portò a Siena e poi a Pisa, tra strade polverose e osterie, senza orari né mete prestabilite, solo per il piacere del viaggio.
Consiglio
Se avete un po' di tempo in più proseguite fino al Cardello - Casa Museo di Alfredo Oriani a Casola Valsenio, qui potrete vedere la sua residenza e la sua famosa bicicletta.
Nella sala del Consiglio del Palazzo Manfredi (Palazzo Comunale) si trova un medaglione in bronzo, altorilievo raffigurante il volto di Oriani, realizzato da Domenico Rambelli nel 1928-29. Domenico Rambelli (Faenza, 1886 – Roma, 1972) è considerato uno dei più significativi scultori italiani del Novecento. Il medaglione poggia su una lapide in marmo circondata, come recita l’iscrizione, da bronzee “fiamme di passione”. Una delle rare copie in gesso del medaglione è visibile presso la sua casa museo a Casola Valsenio.
Uscendo dalla sala consiliare, vale la pena fermarsi ad ammirare il salone delle bandiere, dove sono esposte le bandiere dei cinque rioni cittadini che si sfidano ogni anno nel Palio del Niballo. Lo splendido soffitto a cassettoni, completamente decorato, è della seconda metà del XV secolo ed il fregio sottostante riporta i blasoni delle più importanti casate faentine.
Da sapere
Il Palazzo Manfredi, sede del comune è aperto in orario d’ufficio.
Le origini della Biblioteca Comunale di Faenza, La Manfrediana, risalgono alla fine del ‘700. Aperta al pubblico nel 1818, qualche anno dopo si trasferì nell’attuale sede, l’ex convento dei Servi di Maria, in Via Manfredi 14. Si arricchì presto di manoscritti, volumi e documenti grazie ad acquisti e donazioni e all’intraprendenza di alcuni direttori, tra cui Piero Zama.
Notevole la sezione antica, che custodisce nelle belle sale storiche, antichi codici e incunaboli, manoscritti medievali, collezioni di autografi e la più ricca ed antica raccolta di musica (XIV e XV secolo).
Nella sala di consultazione è esposto un busto in bronzo di Alfredo Oriani opera di Pietro Fabbri, donato alla Manfrediana nel 1934.
Nel catalogo della Biblioteca sono presenti le opere di Oriani e scritti di critica letteraria che ne trattano la produzione
Da sapere
Una sezione dedicata al monumento ad Oriani di Domenico Rambelli (descritto nella terza tappa di questo itinerario) è visibile sul sito web in versione digitalizzata
Sul lato sud di piazza del Popolo, il Palazzo delle Poste fu progettato e realizzato, su incarico di Mussolini, dall’allora noto architetto Cesare Bazzani.
Il palazzo, nello stile monumentalista dell’epoca, è caratterizzato dalla torre con altana, utilizzata dal regime fascista per celebrare Oriani con una lunetta in pietra d’Istria di Giuseppe Casalini ed una lapide che riporta alcuni versi opportunamente estrapolati dal suo saggio “La rivolta ideale” (1908).
Proprio in questa opera aspra e contradditoria, testamento spirituale di Oriani, dalla forte impronta nazionalista, il fascismo volle leggere una profetica predizione nei confronti del regime.
Costituita nel 1796, la Pinacoteca comunale di Faenza è il più antico istituto museale della Romagna ed espone oltre 200 opere d’arte.
Il Museo conserva un frammento della grande pala d’altare di Guido Reni, con la Madonna in trono e i Santi Francesco e Caterina, realizzata nel 1613 per il convento francescano di Faenza ed andata distrutta durante i bombardamenti del 1944.
Una rara copia in terracotta di questa preziosa pala è visibile al Cardello, collocata sopra la porta che introduce al piano nobile.
L’opera forse più significativa dedicata ad Alfredo Oriani è la statua dello scultore Domenico Rambelli, realizzata in gesso e mai tradotta nel bronzo dall’artista.
Anche in questa opera, alla quale Rambelli lavorò per decenni, si ritrovano le robuste e sintetiche soluzioni plastiche che contrassegnano la migliore stagione dell’artista. I primi disegni sono degli anni Venti, modificati più volte fino alla fine degli anni Sessanta.
Un percorso creativo testimoniato da disegni e fotografie che raccontano l’evoluzione del suo stile attraverso il progredire del progetto, che parte da un Oriani rappresentato con una barba fluente per arrivare ad una figura in cui i particolari scompaiono per lasciar spazio ad una rappresentazione unitaria di grande emotività.
Solo dopo la morte di Rambelli, nel 1990, fu fusa in due copie, una delle quali qui collocata nello stesso anno nell'area verde di Largo Toki.
Da sapere
Il monumento a Oriani fa parte del MAP - Museo all'aperto della città di Faenza, un percorso di arte contemporanea tra le vie della città.
Poco distante, il monumento in bronzo ad Oriani di Angelo Biancini rappresenta lo scrittore che tiene in mano il manubrio e la ruota della sua inseparabile bicicletta. La scultura fu realizzata nel 1958 e inaugurata l’11 ottobre 1959 a Casola Valsenio, in occasione del cinquantenario dalla morte dello scrittore, nel Parco Giulio Cavina.
Quella che vediamo qui è in realtà una copia che Biancini realizzò per la propria collezione e donò poi al Comune di Faenza. Fu collocata in Via Manzoni nel gennaio 1988, a poche settimane dalla scomparsa del suo autore.
Consiglio
Se avete più tempo, risalite la Valle del Senio e non perdete l'occasione di visitare la Casa Museo di Alfredo Oriani a Casola Valsenio.