Baricella

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Nella pianura bolognese, lungo la via San Donato, è l'ultimo comune che si incontra prima di passare nella provincia di Ferrara 


Perché visitarla

Un tempo crocevia dei traffici con il confinante territorio ferrarese, Baricella offre al viaggiatore preziose testimonianze del suo passato e dell’ambiente naturale in cui è immersa.


Quando andarci e cosa vedere

La chiesa di Santa Maria di Baricella custodisce un pregevole crocifisso ligneo del primo Seicento.

L’oratorio di San Marco, o Cappella Zucchini, è una cappella funeraria con straordinarie decorazioni nello stile Liberty neo-medievale dell'Aemilia Ars, il gruppo di artisti e artigiani bolognesi capeggiato dall’architetto Alfonso Rubbiani.

La chiesa di Santa Maria Lauretana, in frazione Boschi, contiene una Madonna lignea vestita di abiti in tessuto risalente all'epoca della prima costruzione seicentesca.


Sulla tavola

I piatti della cucina baricellese sono quelli che hanno reso famosa Bologna: tagliatelle, tortellini, lasagne, passatelli, zuppa imperiale, bolliti vari, arrosti, salumi. In più Baricella è molto attiva nel campo dei dolci, ad esempio il Pane di Natale.


Appuntamenti di rilievo

La "Fire di sdazz" (3° domenica di ottobre) è un'antica fiera dei setacci, gli utensili un tempo utilizzati per setacciare la farina da conservare per l'inverno. Un'occasione per assaggiare i cibi della tradizione: salsiccia nostrana, mistocchine, castagnacci, caldarroste, ma anche raviole dolci ripiene di mostarda e l'immancabile "brazadèla" (ciambella) da intingere nel vino rosso. 


Nei dintorni

L’Oasi di riequilibrio ecologico realizzata dal Comune su terreni del Reale Collegio di Spagna, è una zona umida della pianura con ampi prati inframmezzati da macchie alberate, percorsi di visita e torrette di avvistamento. Ospita numerose specie di uccelli e anche la rara testuggine palustre. 

Vicino alla località di San Gabriele si può vedere la chiesa di Santa Maria del Corniolo, che conserva alcune decorazioni cinquecentesche e un interessante frammento con motivi floreali e antropomorfi, per il quale si ipotizza l'intervento del pittore Amico Aspertini, che negli stessi anni operava nella Rocca Isolani a Minerbio.

Ultimo aggiornamento 06/03/2020

Per maggiori informazioni

Redazione Pianura Bolognese

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