Sulle tracce dell'Aemilia Ars

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Alla scoperta del “liberty bolognese” seguendo le tracce della società Aemilia Ars fondata a Bologna dall’architetto Alfonso Rubbiani alla fine dell’800. Attorno a lui una “gilda” di artisti e artigiani costruirono un’estetica, una sorta di “Arts & Crafts”, ispirata al dialogo armonico tra arte e arti applicate. 

Tra decorazioni in stile floreale, artigianato artistico e una rinnovata attenzione alle linee gotiche in architettura, questo percorso conduce alla scoperta dei gioielli dell’Aemilia Ars nella pianura a nord della città.

  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa Budrio

    Il nostro viaggio nell’Aemilia Ars inizia a Budrio, dove Alfonso Rubbiani stesso ricoprì numerose cariche politiche. Suoi i progetti di molti ornamenti interni del Palazzo Municipale, in particolare della splendida Sala del Consiglio e della scalinata d’ingresso, realizzati dai maestri dell’Aemilia Ars. Una curiosità: nella Sala Consiliare il caratteristico sfondo a motivo floreale è realizzato con steli di canapa, per lungo tempo vanto e ricchezza dell’agricoltura budriese.

    Sempre a Budrio l’edificio delle scuole elementari è un magnifico esempio di architettura liberty, riportato all’antico splendore a fine degli anni ‘90. Il palazzo è ornato da un suggestivo fregio a colori con la rappresentazione di ninfee, luminosi fiori e frutti di melograno, disegnato da Alfredo Tartarini, esponente del gruppo Aemilia Ars.

  • Seconda tappa Minerbio

    Proseguendo nel percorso si giunge vicino a Minerbio dove svetta il fiabesco Castello di San Martino in Soverzano. Circondato da uno scenografico fossato, nel quale si riflettono le sue torri e le sue mura merlate, il maniero fu restaurato dal Rubbiani con quella cifra stilistica neo-gotica che riconduce molti dei suoi interventi di restauro all’architettura medievale. Il castello è oggi residenza privata, quindi è osservabile solo dall’esterno. Una volta all’anno, nel primo weekend di ottobre, è possibile “avvicinarlo” in occasione della tradizionale Fiera d’Ottobre.

  • Terza tappa Baricella

    Tra campi coltivati e caratteristici maceri si prosegue per la terza tappa in direzione di Baricella, dove troviamo l’oratorio di San Marco o Cappella Zucchini, considerato tra i più rilevanti esempi di arte funeraria in stile floreale dell’Aemilia Ars. Il piccolo edificio in mattoni, in stile neorinascimentale con decorazioni neomedievali in cotto, riassume l’armonia stilistica tra architettura, pittura, scultura e abilità artigianale tipica del movimento. Ogni particolare della cappella, dalla decorazione delle pareti con simbolici papaveri bianchi, alle sculture del cippo, ai legni intarsiati e al ferro battuto, di straordinaria perizia manuale, costituiscono un magnifico esempio di interazione tra arte e artigianato.

  • Quarta tappa Bentivoglio

    Il nostro viaggio attraverso il “liberty bolognese” non può che proseguire verso Bentivoglio, località che ne ospita due importanti testimonianze. 

    Il Castello, quattrocentesca villa della Signoria dei Bentivoglio, fu restaurato alla fine dell’ottocento da Rubbiani, che ricostruì l’ala crollata, ripristinò la cinta merlata e suddivise le stanze secondo le vecchie piante, aggiungendo inoltre numerosi particolari di impronta ottocentesca.

    Di fronte al castello sorge il Palazzo Rosso, splendida residenza di campagna di fine Ottocento. All’interno le splendide pitture murali eseguite da maestri dell’Aemilia Ars ritraggono un volo di anatre su un immenso campo di ireos gialli. Capolavoro di decorazione è la Sala dello Zodiaco, dove uno spettacolare affresco, non privo di rimandi all’arte giapponese, avvolge il visitatore: alle pareti è ricreato, in chiave Aemilia Ars, l’ambiente palustre della valle di Bentivoglio - con pesci, anguille e tartarughe che nuotano tra le alghe e le alte canne sopra le quali volano stormi di anatre. Coronato dalla fascia dei segni zodiacali, il soffitto è vivacemente decorato con simbologie celesti. 

    Sia il Castello che il Palazzo Rosso sono visitabili durante i periodici appuntamenti guidati o su richiesta in casi speciali

    Una curiosità: a Bentivoglio ha sede anche l’Associazione “I Merletti di Antonilla Cantelli” che tramanda l’apprezzata arte del ricamo e del merletto ad ago dell’Aemilia Ars.

  • Quinta tappa Sala Bolognese

    Procedendo verso ovest si giunge a Sala Bolognese, dove incontriamo la nostra quinta e ultima tappa: la Pieve di Santa Maria Annunziata e San Biagio, un edificio romanico dell’XI secolo restaurato all’inizio del 1900 da un allievo della scuola dell’Aemilia Ars.

    Tra i più insigni monumenti di stile romanico lombardo del Bolognese, la pieve conserva al suo interno una suggestiva cripta a tre altari che è stata ripristinata come era in antico seguendo le tracce degli archi dipinti con i simboli di epoca paleocristiana e delle volte. La pieve è accessibile e visitabile anche all'interno.

Ultimo aggiornamento 21/12/2020

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Redazione Pianura Bolognese

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