Marroni di Castel del Rio IGP

Tutti i profumi del bosco nel frutto delle colline di Castel del Rio

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Nella Valle del Santerno, poco distante da Imola, ogni anno i castagneti dei paesi di Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese, e Borgo Tossignano regalano un frutto antico dalla polpa dolce e croccante, il Marrone di Castel del Rio IGP.

Prodotto della specie Castanea sativa Mill, per secoli ha sfamato generazioni di famiglie locali.

L’albero del castagno si diffonde infatti sull’Appennino attorno all'anno 1000 per opera degli ordini monastici e da allora assume un ruolo primario nel sostentamento degli abitanti della zona, tanto da essere chiamato l'albero del pane.

Diversamente dalle “cugine” castagne, il Marrone di Castel del Rio IGP e i marroni in genere si distinguono per alcuni tratti specifici: hanno un gusto più dolce e profumato, che racchiude i profumi del bosco; le loro dimensioni sono maggiori rispetto a quelle della castagna e, a differenza delle castagne, la loro buccia bruna e la sottile pellicina interna si asportano con estrema facilità.

Il Museo del Castagno di Castel del Rio racconta la storia di questo frutto, a partire dal terreno su cui crescono le piante per arrivare alla descrizione delle caratteristiche naturali degli alberi di castagno.

In cucina

I Marroni di Castel del Rio IGP sono i protagonisti di marmellate e dolci tipici, primo fra tutti il castagnaccio. Non è raro però trovarli nei primi piatti, come ripieno nei “capaltaz” (di forma simile ai cappelletti romagnoli) e nei secondi, come il fagiano ai marroni. Alla Sagra del Marrone di Castel del Rio si possono testare molte altre ricette, nonché acquistare il prodotto al mercato dei marroni.

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Ultimo aggiornamento 10/02/2020