Nella Bassa Romagna, panorami sospesi tra acqua, terra e cielo restituiscono a chi vi arriva una profondità di campo che lo sguardo non riesce ad abbracciare per intero.
La bicicletta è il mezzo più adatto per conoscere da vicino e in modalità lenta la campagna e per scoprire il territorio, tra pievi, oratori, case coloniche, rocche e palazzi nobiliari.
In Bassa Romagna tra Terra e Acqua è un itinerario che racconta la storia di un territorio cambiato nel corso dei secoli in sintonia con il mutato rapporto tra questi due primordiali elementi.
Per vedere il percorso completo su Google maps clicca qui
L’itinerario parte da Lugo, la città che diede i natali all’asso dell’aviazione Francesco Baracca, tra i fiumi Santerno e Senio, proseguendo poi per attraversare quel reticolo di canali e di strade in cui, dall’asse principale della Via Emilia, sono ancora vivi i segni della centuriazione romana.
Da sapere
La storica centralità di Lugo dipende dalla vicinanza alla via Emilia, rotta di traffico del sale da Cervia e Ravenna verso Bologna, oltre alla vicinanza di piccoli porti vallivi che hanno favorito i mercati locali, arricchiti anche da una fiorente produzione agricola locale.
Pedalando dal Parco del Loto verso Massa Lombarda, si supera Villa San Martino attraversando il fiume Santerno grazie allo stretto ponte ciclopedonale chiamato “Pungèla”: un ponte relativamente recente, costruito nei primi anni Cinquanta dopo che, durante la Seconda guerra mondiale, i soldati tedeschi avevano fatto saltare il ponte precedente di fine Ottocento.
Lungo il corso del fiume Santerno vi è Sant’Agata sul Santerno, strettamente legata al suo fiume, importante via di comunicazione fra Spina e l’Etruria fin dall’epoca preromana.
Tra Ottocento e Novecento la bonifica delle zone paludose ha determinato uno straordinario sviluppo agricolo del territorio di Massa Lombarda, caratterizzato da frutteti e magazzini ortofrutticoli, tanto da essere poi definito “paese della frutta”.
Si lascia Massa Lombarda superando il Santuario della Consolazione e l’interessante cimitero monumentale, per poi bere un sorso d’acqua nei pressi della Pieve di Santa Maria in Centumlicinio o di Fabriago con il suo antichissimo campanile cilindrico.
Da sapere
Curiosità
La frazione vanta la permanenza di un antico mulino costruito verso la fine del XV secolo sopra il Canale dei Molini il cui opificio è inizialmente appartenuto ai Pico della Mirandola.
Il territorio di Conselice è situato al centro di una fitta rete idrografica, tra i fiumi Sillaro a ovest, Reno a nord e Santerno a est, ed è attraversato dal Canale Zaniolo e dal già citato Canale dei Molini di Imola e Massa.
Cosa vedere
Da sapere
Nell’antichità, Conselice fungeva da porto di Imola, da cui deriverebbe il suo nome Portum Capitis Silicis, dopodichè il territorio fu sottoposto a un’opera di bonifica e di regolazione delle acque con la pratica della centuriazione.
Curiosità
Negli specchi d’acqua delle risaie si diffuse l’allevamento dei ranocchi, tanto da guadagnare al paese l’appellativo di “terra dei ranocchi”: a ricordarlo è un curioso monumento al ranocchio posto al centro della rotonda d’ingresso al paese.
Da gustare
Ogni anno a settembre a Conselice si tiene la Sagra del ranocchio che celebra la locale cucina di valle.
A pochi chilometri dal centro, muovendo verso il confine ferrarese, si arriva a Cà Massari, che può costituire un comodo e strategico punto di ristoro e soggiorno.
Il secondo giorno si prosegue in direzione di Lavezzola lungo il Canale Zaniolo, ampio e di notevole portata che era funzionale sia alla navigazione sia alla molitura.
Lungo il tragitto è inevitabile scorgere Vallesanta e l’oasi protetta di Campotto, ambienti che catturano per il loro fascino indiscusso, che si esalta soprattutto con le nebbie autunnali e gli accesi colori del tramonto.
Si giunge quindi al villaggio di Lavezzola, ora frazione di Conselice, dove è posta l’ottocentesca Villa Verlicchi oggi sede di mostre temporanee e laboratori d'arte.
Da Lavezzola si raggiunge la frazione dal curioso nome di Passogatto. Dopo aver oltrepassato il settecentesco Oratorio di Passogatto, si attraversa il ponte sul Santerno, per giungere a San Bernardino, piccola località agricola posta sulla riva destra del Santerno.
Curiosità
Si giunge infine al paese di Santa Maria in Fabriago, posto sulla sinistra del Santerno.
Curiosità
Proseguendo si tocca San Lorenzo e, attraversando le campagne, prima in direzione Bizzuno poi via Canale Sinistra Inferiore, si ritorna a Lugo.