Un itinerario attraverso la storia della Bassa Romagna tra antiche torri civiche, che dal XII secolo caratterizzarono le città comunali, e rocche che ancora oggi ne definiscono il paesaggio urbano con la loro solida presenza.
Un percorso di 2 giorni per scoprire aspetti affascinanti di questi monumenti, come i rintocchi delle campane che scandivano i momenti della vita quotidiana della città, e le vicende storiche e leggendarie di donne, cavalieri e briganti che qui si sono incrociate.
Info utili
Itinerario da praticare in auto ma per i più allenati anche con bici propria.
Consiglio
Per gli interessati di arte e storia consigliamo anche i seguenti itinerari:
La Torre civica di Bagnacavallo sorge adiacente a Palazzo Vecchio nella piazza principale di questa cittadina immersa nelle campagne del territorio di Ravenna.
Costruita in mattoni a vista attorno alla metà del XIII secolo e dotata di orologio nel primo Cinquecento sotto la signoria Estense, fu infine adibita a prigione dal XVIII al XIX secolo, dove venne rinchiuso anche il brigante Stefano Pelloni, detto “il Passatore”, nel 1849.
Curiosità
Alla base della torre si possono notare grossi chiodi, da sempre usati dai bagnacavallesi per appendervi gli oggetti ritrovati lungo la strada: chi ha perso qualcosa sa dove può andare a cercare… “sempre che qualcuno lo abbia trovato”.
A pochi chilometri dalla città si erge la bella Torre di Traversara, una residenza privata situata nella campagna bagnacavallese a ridosso del fiume Lamone. Costruita nel XIV secolo dai Traversari di Ravenna fu trasformata in villa nel 1736. Passata nei secoli a varie famiglie e gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944, dopo la ricostruzione, ospitò il pittore Giuseppe Rambelli allievo del Fattori.
La Torre di Cotignola fu edificata nel 1376 da Sir John Hawkwood, detto Giovanni Acuto, celebre condottiero inglese che aveva ricevuto il feudo da Papa Gregorio XI nel 1370.
Distrutta nel 1944 e ricostruita nel 1972, al suo interno conserva la campana civica detta “E’ Campanòn” sulla quale è incisa un’epigrafe che ci indica gli eventi per i quali essa veniva suonata ”Arma – Ignem – Excubias – Senium – Sontesque – Senatum – Jubila” ovvero Guerra, Fuoco, Sentinelle, Senio, Briganti, Senato, Feste.
Eventi
Da non perdere a luglio gli spettacoli che si svolgono nell’unico anfiteatro di paglia della Romagna. In un’ampia golena del fiume Senio illuminata dalla luna e dalle stelle, sorge l’effimera Arena delle balle di paglia. Qui concerti, teatro, narrazioni, land art ed incontri poetici nascono sul filo della paglia e dell’immaginazione.
La Rocca Estense di Lugo è una importante testimonianza delle fortificazioni che, soprattutto in Romagna, caratterizzarono la formazione dei centri urbani dal basso medioevo. Il suo attuale assetto risale alla fine del ‘500, il periodo più significativo del suo sviluppo, corrispondente alla dominazione Estense (1437 - 1598), durante la quale i connotati dell'apparato difensivo vennero profondamente modificati.
Dopo l’annessione allo Stato della Chiesa, la Rocca si è poi “ingentilita” nei suoi aspetti più militari, fino alla creazione del Giardino Pensile alla fine del XVIII secolo.
Eventi
Nel piazzale antistante la Rocca, ogni anno a maggio si svolge il corteo storico della Contesa Estense, che rievoca i festeggiamenti con i quali venne accolto il duca Borso d’Este nel 1471, diretto a Roma per ricevere da Papa Paolo II l’investitura sul territorio della Romandiola Ferrarese.
La Rocca di Bagnara di Romagna risale al Trecento ed è l’unico esempio, in tutta la pianura emiliano-romagnola, di “castrum” medievale tuttora completo.
L’attuale rocca sorse nel XVI secolo sulle rovine della precedente; la sua ricostruzione richiese diversi decenni ed è dovuta ai signori che dominarono Bagnara in quel periodo: il vescovo di Imola, i Manfredi, i Colleoni, Girolamo Riario e Caterina Sforza. Le ultime modifiche apportate furono il mastio, risalente al 1479, e gli eleganti loggiati attribuiti alla stessa Caterina.
Oltre al mastio, del quale si possono visitare la sommità, le casematte e il sotterraneo, merita uno sguardo anche la Torre Est, un autentico gioiello.
Consiglio di visita
La Rocca ospita al suo interno il Museo del Castello, con interessanti reperti archeologici che illustrano le origini del piccolo borgo.
Da non perdere
Il murale dedicato a Caterina Sforza la “tigre di Romagna” che domina la parete di un’abitazione privata a pochi passi dalla porta principale della città.
Eventi
Da non perdere a giugno Popoli Pop la manifestazione che coinvolge tutto il borgo e che ospita lungo i suoi vicoli, musica, arte e cucina provenienti da diversi paesi del mondo promuovendo l’incontro e la conoscenza tra culture diverse.
Dell’antico castello medievale di Sant’Agata sul Santerno, è giunta oggi fino a noi solo una Torre chiamata “La Porta” perché si trovava sull’antica porta d’accesso, poi trasformata in torre dell’orologio.
La grande porta ad arco è dotata di una campana, conosciuta fin dal 1487 come “La campana della ragione”.
Curiosità
Si dice che “La campana della ragione” porti felicità a chi attraversa la porta durante i suoi rintocchi.
Ricostruita, a seguito di un incendio, nella seconda metà del 1700 dall'architetto Cosimo Morelli, la Torre dell’Orologio di Massa Lombarda sorge su un lato della piazza principale della cittadina e ne è il simbolo architettonico, poiché è visibile da chilometri di distanza.
Curiosità
Il 25 gennaio la cittadina celebra il suo patrono San Paolo, ricorrenza legata all’antica tradizione delle Spie dei mesi, in dialetto Al spej di mis, quando nel mondo contadino si osservava il tempo dei primi ventiquattro giorni di gennaio annotandolo sul calendario. Ciascun giorno era considerato una “spia” capace di rivelare come sarebbe stato il clima dei mesi successivi. Il responso veniva poi affidato simbolicamente al giorno di San Paolo, quando si traevano le previsioni per l’anno a venire.
La Torre che sorge nella piazza principale della città di Conselice, chiamata “il campanile”, è in realtà la torre comunale.
Sorse con la chiesa di San Martino nel 1830, ad opera dell’architetto Giuseppe Magistretti, e venne poi ricostruita nel 1871; ospita nei suoi 36 metri di altezza, l’orologio e le campane della chiesa.