Piacenza è una città discreta, capace di celare dietro cortine di intonaco e mattoni preziosi manufatti e capolavori artistici di epoca rinascimentale e moderna.
Le collezioni di Palazzo Farnese possono vantare
Alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi si possono ammirare, tra le numerose opere d'arte esposte:
Il Collegio Alberoni, nelle stanze più intime dell’appartamento del cardinale, conserva
La prima tappa da affrontare di prima mattina, a mente fresca e con i ricettori pronti a essere colpiti dalla bellezza delle tante opere d'arte che accoglie, è la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi.
La Galleria nasce dalla donazione alla città da parte di Giuseppe Ricci Oddi della propria collezione di opere d’arte.
Il collezionista incaricò l’architetto Giulio Ulisse Arata, che era anche suo consulente per gli acquisti artistici, di individuare uno spazio e progettare una galleria per accogliere le numerose opere di Ricci Oddi e renderle fruibili al pubblico.
Arata realizzò il progetto sui terreni di un antico convento, mantenendo nelle nuove architetture una concezione degli spazi che richiamasse l'edificio preesistente.
La collezione traccia uno spaccato dell’arte tra Ottocento e Novecento, con un'evidente predilezione per l’arte italiana e alcuni pezzi esterofili.
Tra gli autori di maggior fama si trovano: Boccioni, Casorati, Fattori, Hayez, Pellizza da Volpedo, Previati, Segantini.
I due capolavori che si segnalano sono una scultura di Medardo Rosso e un dipinto di Gustav Klimt.
Cosa vedere
Curiosità
Quest’ultimo è protagonista di una vicenda ancora avvolta da un’aura di mistero.
Nel 1996 una studentessa porta all’attenzione del direttore una forte somiglianza tra il dipinto esposto in Galleria e un altro quadro di Klimt, considerato perduto e intitolato Backfisch (Ragazzetta).
Le radiografie del dipinto confermano la presenza di un’altra opera sotto quella attuale. Si programma una mostra a Palazzo Gotico, nel centro di Piacenza, ma appena prima dell’inaugurazione il dipinto viene trafugato dalla galleria.
Anni di indagini non riescono a individuarlo, ma il 19 dicembre 2019 un quadro con lo stesso soggetto esce da un sacco della spazzatura lasciato in una botola all’esterno della Galleria. Ad oggi rimangono ignoti i mandanti e i colpevoli del furto. Il capolavoro, però, è finalmente tornato in Galleria, dove è possibile oggi apprezzarlo in tutta la sua bellezza.
Il Musei Civici di Piacenza sono ospitati nell'antico palazzo dei duchi di Piacenza, Palazzo Farnese.
Quest’ultimo nel corso della storia ha cambiato più volte destinazione d’uso, aprendo le sue porte a eserciti e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche agli sfollati piacentini che non avevano più una dimora.
Tra affreschi staccati da chiese dismesse, ceramiche, armi, carrozze, dipinti e reperti archeologici, il suo patrimonio artistico e culturale conserva alcuni pezzi eccellenti.
Cosa vedere
Infine merita una visita il Collegio Alberoni, dal 1751 illustre e importante istituzione della città di Piacenza.
Da sapere
Il Collegio è da sempre dedito alla formazione dei futuri sacerdoti e custodisce al suo interno un ricco patrimonio di arte e cultura composto da numerosi dipinti, oggetti di arredo sacro e arazzi provenienti dalle abitazioni romana e piacentina del cardinale Giulio Alberoni, fondatore del complesso.
Da non perdere
Info utili
Ogni domenica pomeriggio, alle ore 16.00, è possibile partecipare alla visita guidata che tocca:
Il complesso, che dista circa 3 chilometri dal centro storico, è accessibile anche durante la settimana, su prenotazione con visita accompagnata.
Dettagli sul sito ufficiale.