Piacenza si trova in un punto nodale della pianura padana.
Da sempre questo territorio ha visto il passaggio o la permanenza di antiche popolazioni. Anche i romani fondarono la città qui perché ne riconobbero la posizione strategica. I nomi di alcuni borghi tengono traccia dei diversi passaggi: Zerba, per esempio, pare derivi dalla presenza cartaginese all'epoca di Annibale per la sua assonanza con Djerba (un'isola dell'attuale Tunisia).
Consigli
Il territorio Piacentino è costellato di siti archeologici:
Cappello da esploratore e mappe alla mano, si parte sulle orme di Annibale. Il condottiero cartaginese giunse nel territorio piacentino e si scontrò con i Romani nei pressi del fiume Trebbia il 18 dicembre 218 a.C.
Cosa vedere
A ricordo della battaglia che vide protagonisti i pochi elefanti sopravvissuti all'attraversamento delle Alpi, in località Gazzola lungo la statale 40, all'altezza del Ponte di Tuna, si trova un monumento commemorativo che rappresenta un elefante.
La battaglia si svolse probabilmente nella zona tra Gazzola ed Ancarano. Questi luoghi si trovano a ridosso del fiume Trebbia, che attraversa una delle quattro valli piacentine.
Consiglio
Prima di ripartire alla volta di Travo, consigliamo una breve sosta con vista sul fiume e sul vicino borgo di Rivalta.
Giunti nel paese di Travo, seguendo la Statale 40 dal lato verso il fiume, si trova il parco archeologico noto come Villaggio Neolitico di San Andrea.
Si tratta di uno dei più importanti insediamenti riferibili al Neolitico recente dell’Italia settentrionale. Presenta una fitta rete di strutture abitative e funzionali ben conservate, venute alla luce durante le campagne di scavo dal 1995 a oggi.
Consiglio
Trattandosi di strutture all'aria aperta il parco è chiuso nei mesi invernali (dal 1 novembre al 31 marzo), ma resta aperto tutto l’anno nei weekend il vicino museo archeologico, ospitato dal 1997 nel Castello di Travo, fortezza sorta in epoca medievale sotto l'egida della famiglia Malaspina e in seguito passata agli Anguissola.
All'interno sono conservati i reperti del villaggio di San Andrea e alcuni ritrovamenti riferibili al tempio di Minerva Medica di epoca romana, la cui esatta collocazione resta ancora oggi un mistero.
Prima della visita consigliamo di controllare il calendario degli eventi, sempre molto vario, con particolare attenzione ai laboratori per ragazzi!
Lasciata Travo, è il momento di salire verso la collina e spostarsi sulla statale 45 che accompagna con le sue curve verso l'alta Val Trebbia.
Consiglio
Curiosità
Lungo la statale 45 tra Ponte Organasco e Confiente, le anse della Trebbia disegnano il profilo di un elefante dormiente.
Lo chiamiamo Surus, come l'unico elefante che sopravvisse dopo la battaglia della Trebbia e accompagnò Annibale nell'attraversamento dell'Appennino verso il lago Trasimeno.
Era il solo elefante di grandi dimensioni, forse siriano, al seguito dell'esercito cartaginese; gli altri erano piccoli elefanti africani che non resistettero al clima continentale.
Il punto di vista migliore per osservare questo curioso disegno nel paesaggio è la statale 45 che permette di ammirarlo dall'alto.
La Val Boreca resta una delle valli piacentine più selvagge e meravigliose dal punto di vista naturalistico.
La tradizione vuole che una parte dell'esercito di Annibale abbia fondato qui una comunità, lasciando ai posteri nomi di luoghi simili a località africane. Zerba deriverebbe da Djerba, Suzzi da Sussie, Tartago da Kartago.
Curiosità
Una leggenda narra, inoltre, che Annibale - arrampicatosi in un punto elevato per orientarsi - si sia ferito la mano e dall'espressione "lesa mano" sia nato il nome del Monte Lesima.
Consiglio
Attraversare questi borghi in una giornata e dedicare qualche ora per passeggiare lungo la mulattiera chiamata Strada di Annibale vi accompagnerà indietro nel tempo.
In 1h e 40 minuti circa si raggiunge Piacenza, punto di partenza per la terza giornata di viaggio.
Cosa vedere
Primo luogo da visitare è lo spettacolare edificio sede dell'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ospitato nella ex Chiesa di SS. Margherita e Liberata, che raccoglie 2000 anni di storia:
Nella stessa mattinata è possibile visitare il Museo Archeologico che si trova nei sotterranei di Palazzo Farnese, sede dei Musei Civici: un museo interattivo con una scenografica sala delle pavimentazioni a mosaico, allestimenti tematici sulla vita quotidiana nell’antichità e sul tema della morte
Da non perdere
Nel Museo Archeologico è custodito un pezzo unico al mondo, il Fegato Etrusco, un piccolo oggetto bronzeo replica di un fegato ovino, che ha permesso di comprendere come gli aruspici leggevano i segni del fato in seguito a un sacrificio animale
Ultima tappa del viaggio, dopo una meritata pausa pranzo accompagnata da salumi, pissarei, tortelli con la coda e vino locale, è il sito archeologico di Veleia Romana.
La località si raggiunge uscendo dalla città in direzione Carpaneto Piacentino. Seguendo le indicazioni che si trovano in paese, si sale verso le morbide colline, sino a raggiungere la località Veleia.
Presso i nuovi edifici che ospitano spazi per laboratori si trova l'ingresso al sito archeologico, che si apre con l'area termale composta da;
e prosegue con le tracce di alcune abitazioni sino a giungere all'area del foro.
Curiosità
I Borbone, promotori degli scavi, raccolsero molti reperti e li portarono a Parma, dove ancora oggi si trovano, presso il Museo Archeologico della Pilotta. Tra le eccellenze si possono ammirare la Tabula Alimentaria Traianea e le statue del Foro.
Nell'allestimento museale presso il sito di Veleia si trova una copia della Tabula e un percorso adatto anche ai non vedenti che narra la storia di questo affascinante luogo, dove si incrociarono cultura ligure e romana.