Accanto alla Romagna luminosa fatta di spiagge e piazze vivaci, esiste un lato più nascosto e affascinante, fatto di vicoli silenziosi, castelli antichi e storie tramandate a bassa voce.
Dove cronaca e leggenda si intrecciano e dove ogni città custodisce racconti di misteri. Tra castelli, borghi e città d’arte, questo itinerario di 48 ore attraversa luoghi legati a leggende, misteri e vicende storiche che nel tempo hanno alimentato l’immaginario locale.
Racconti di fantasmi che si aggirano tra le mura di un castello, leggende legate a patti col diavolo, misteriose società segrete e vicende di passioni proibite che hanno segnato la storia delle città romagnole. Non solo luoghi da visitare, ma storie da ascoltare, tracce di eventi reali e racconti popolari che continuano ad alimentare il fascino misterioso di queste terre: il viaggio ideale per scoprire il territorio da una prospettiva insolita e suggestiva.
Consigli
Per approfondire
Il nostro viaggio inizia a Ferrara tra le torri del Castello Estense, simbolo del potere della famiglia d’Este. Dietro le mura imponenti si celano le carceri sotterranee, dove nobili ribelli e prigionieri politici venivano rinchiusi.
Parisina e Ugo
Tra le storie più note legate al Castello Estense vi è la vicenda di Parisina e Ugo. Nel 1418 Parisina Malatesta sposò Niccolò III d’Este, già padre di Ugo, nato da una precedente unione.
Tra i due giovani nacque una relazione che, scoperta dal duca, portò alla loro condanna: furono imprigionati nelle segrete del castello e giustiziati.
Secondo la tradizione, i loro spiriti continuerebbero a vagare tra le mura e i sotterranei del Castello Estense, alimentando il fascino misterioso del luogo.
Da sapere
Ogni sabato pomeriggio alle 15.30 prende vita “Raccontare il Castello”, un percorso guidato di circa un’ora e mezza all’interno del Castello Estense che accompagna i visitatori tra sale affrescate, cortili e ambienti storici della fortezza simbolo della città.
Da gustare
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Tra mura e sotterranei, il castello restituisce un’atmosfera intensa, dove storia e leggenda si intrecciano.
Proseguiamo poi in direzione Ravenna, dove l’arte dei mosaici si intreccia con almeno 2 misteri insoliti.
Setta degli Accoltellatori
Tra i racconti più oscuri legati a Ravenna emerge quello di questa Setta, attiva tra la fine dell’Ottocento. Tra il 1868 e il 1874 una serie di aggressioni e omicidi colpì la città, coinvolgendo cittadini e figure di rilievo tra cui il Cavaliere Cesare Cappa pugnalato vicino al vicolo San Vincenzo e il giovane Celeste Gherardi assassinato con 26 coltellate lungo la via Bassa. I processi dell’epoca chiarirono alcune responsabilità, ma molti episodi rimasero avvolti nel mistero.
Oggi, passeggiando nel centro storico, è possibile ripercorrere i luoghi legati a queste vicende, tra vicoli e scorci che conservano tracce di un passato inquieto. E’ possibile rivivere questa ed altre storie in un tour guidato che svela la storia “nera” di Ravenna; un itinerario che esula dai soliti percorsi turistici e che unisce morte e bellezza, omicidi e arte.
Basilica di San Giovanni Evangelista
Fatta costruire da Galla Placidia dopo una tempesta in mare nel 424 d.C., è legata a una leggenda suggestiva. Alla vigilia della consacrazione, l’imperatrice avrebbe assistito a una visione: una figura luminosa, identificata con San Giovanni Evangelista, che incensava la chiesa. Al termine dell’apparizione, Galla Placidia si trovò tra le mani un sandalo del santo, considerato segno della sua presenza. L’episodio è ricordato ancora oggi sul portale medievale della basilica, testimone di un intreccio tra fede e mistero.
Curiosità
Il nome di Galla Placidia è legato anche all’Albana di Romagna, vino bianco dorato prodotto da secoli in questo territorio. Secondo la tradizione, durante un viaggio nel 435 d.C. l’imperatrice, dopo averlo assaggiato a Bertinoro, esclamò che meritava di essere bevuto in oro, contribuendo così alla fama del vino. Ancora oggi l’Albana è un vino DOCG, simbolo della cultura e della tradizione romagnola.
A Ravenna, arte e mistero si incontrano tra mosaici e racconti urbani. Passeggiando tra vicoli e monumenti, la città svela un lato meno noto, fatto di racconti e atmosfere suggestive.
Dopo un buon riposo in quella che fu una delle capitali dell’impero bizantino, ci spostiamo il mattino successivo verso Rimini.
Qui, l’affascinante quartiere di Borgo San Giuliano conserva case colorate e vicoli stretti, ma anche storie oscure di marinai scomparsi e delitti passionali. In particolare, la leggenda del “Fantasma della Lanterna” racconta di un marinaio che vaga ancora lungo il porto, cercando vendetta per un tradimento. Passeggiare tra le viuzze di sera regala un’atmosfera noir autentica, con ponti e portoni che sembrano custodire segreti secolari e, secondo alcune fonti, alcune porte antiche porterebbero ancora incisioni misteriose, simboli legati a superstizioni marinare.
A pochi passi si trova uno dei simboli di Rimini, il Ponte di Tiberio, noto anche come “Pont de ’e Dievul”, il Ponte del Diavolo. Secondo la leggenda, la costruzione del ponte fu ostacolata da continui crolli. L’imperatore Tiberio avrebbe allora stretto un patto con il diavolo: in cambio dell’anima del primo passante, il ponte sarebbe stato completato in una notte. Una volta terminato, però, il patto venne aggirato facendo attraversare per primo un animale. Ancora oggi si racconta che le tacche visibili sulla balaustra (lato monte) siano i segni lasciati dal demonio, furioso per l’inganno.
Consigli di visita
Una passeggiata nel Borgo San Giuliano è l’ideale per completare la visita.
Le sue strade accolgono murales dedicati a Federico Fellini e alla tradizione marinara, trasformando il quartiere in un museo a cielo aperto, tra arte, memoria e identità popolare. Tra colori e storie popolari, il quartiere racconta un volto autentico e sorprendente della città.
Anche per l’ultima tappa rimaniamo nella provincia di Rimini chiudendo il nostro viaggio a Mondaino, dove la celebre Rocca custodisce leggende oscure e inquietanti.
Lo spettro del poeta Giovanni Muzzarelli
Tra le leggende legate alla Rocca di Mondaino si racconta quella di Giovanni Muzzarelli, poeta ucciso nel Cinquecento, forse per motivi legati a una vicenda amorosa. La sua improvvisa sparizione sarebbe legata a una presunta tresca con la duchessa Elisabetta Gonzaga, moglie di Guidobaldo da Montefeltro. Secondo la tradizione, il suo spirito sarebbe stato visto allontanarsi a cavallo dalle mura del borgo, come in cerca di giustizia. Ancora oggi, percorrere i cortili e i bastioni della rocca restituisce un’atmosfera suggestiva, dove storia e mistero si intrecciano.
Da sapere
La Rocca, che ospita il Museo Paleontologico, è aperta principalmente la domenica: su prenotazione è, però, possibile visitarla anche al di fuori dell’orario di apertura
Evento
Se il viaggio è programmato in agosto, vale la pena assistere al Palio del Daino, in cui si celebra il giorno in cui il Conte Federico da Montefeltro incontrò Sigismondo Malatesta, signore di Rimini. Per quattro giorni il borgo torna al Rinascimento: le contrade si sfidano in giochi e tornei, mentre le vie si animano con taverne, artisti e spettacoli, offrendo un’esperienza immersiva tra storia e tradizione.
Un borgo sospeso nel tempo, dove storia e leggenda si fondono in un’atmosfera suggestiva.