Parco Regionale Boschi di Carrega

Primo parco regionale istituito nel 1982, a due passi da Parma, si apre sui terrazzi tra il fiume Taro e il torrente Baganza una piccola foresta di grande interesse naturalistico, storico e culturale

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Si respira un’aria di particolare raffinatezza inoltrandosi in questa elegante area verde subito fuori Parma. Caratterizzata da ampi boschi, prati, coltivi e piccoli specchi d'acqua artificiali - creati a scopo paesaggistico e irriguo tra la fine '800 e i primi del '900 - il Parco Regionale Boschi di Carrega è un’oasi di tranquillità lontano dal traffico cittadino, dove ritrovare il proprio benessere psicofisico in mezzo alla natura.

Non è un caso, infatti, che fin dall’epoca dei Farnese la nobiltà parmense avesse deciso di eleggere queste colline come proprio luogo di svago, soprattutto per la caccia, e per lunghi periodi di villeggiatura. 

A testimonianza il parco custodisce importanti emergenze architettoniche come la Villa Casino dei Boschi, una delle più belle dimore regionali, realizzata nel '700 dall’architetto francese Ennemond Alexandre Petitot su incarico di Maria Amalia, figlia di Maria Teresa d'Austria.

L’ambiente e i paesaggi

Il parco è una straordinaria risorsa paesaggistica, naturalistica e culturale per l'educazione ambientale e il turismo. Ancora oggi l'abbondante fauna continua a essere una delle sue maggiori ricchezze. Tra querceti, castagneti, latifoglie autoctone e conifere esotiche trovano rifugio un nutrito numero di caprioli e tanti altri piccoli mammiferi (tasso, istrice, ghiro, volpe, donnola, etc.). Non mancano uccelli (Picchio Rosso, Picchio Verde, Astore, Sparviero), anfibi e rettili come la rara Testuggine palustre.

Cosa Fare

Le dolci colline e l'alternarsi di boschi e aree prative offrono la possibilità di fare piacevoli corse e passeggiate lungo i sentieri ben tracciati. I visitatori hanno a disposizione diversi itinerari, tra i quali il più frequentato è quello che attraversa la secolare “Faggeta di Maria Amalia” e il “Giardino Monumentale”.

Gli amanti delle due ruote possono, invece, cimentarsi in lunghe pedalate collegandosi volendo alla Ciclovia del Parco del Taro.

Info

Ultimo aggiornamento 07/02/2020
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