L’Appennino modenese: la strada dell’Abetone

In collaborazione con Touring Club

Spina dorsale dell’itinerario è la statale 12, dell’Abetone e del Brennero, detta anche, nel territorio modenese, Via Giardini, dal nome dell’ingegner Pietro Giardini che la realizzò nel decennio 1766-76. 

La strada ducale Giardini rappresentò, per l’epoca, uno dei più avanzati esempi di ingegneria viaria: infatti, oltre alle difficoltà connesse con l’assetto idrogeologico del tratto medio-appenninico che obbligarono la scelta di percorsi di crinale, maggiormente stabili, non fu estraneo al progettista il gusto per l’elevata panoramicità. 
La Via Giardini può essere considerata la versione moderna della più vecchia Via Vandelli, alla quale si sovrappone ampiamente tra Pavullo e Barigazzo. 

Recente variante nel tratto Modena-Pavullo è la ex provinciale Nuova Estense, che corre con pendenza contenuta lungo il fondovalle del torrente Tiepido innestandosi al vecchio tracciato della statale circa all’altezza del bivio per Montebonello. 

Dopo il primo tratto, da Modena a Maranello, in cui percorre l’alta pianura e attraversa la fascia industrializzata pedecollinare, la Giardini si inoltra in Appennino, facendosi subito tortuosa e ricca di contropendenze, mai comunque pericolosa o di impegno superiore alla norma. 

Tra le località turistiche che tocca, notevoli per panoramicità quelle del tratto Lama Mocogno-Pievepèlago, in vista del monte Cimone; giustamente rinomata per pregi ambientali e qualità ricettiva, Abetone. 

Per la relativa recenziorità del tracciato, i segni dell’organizzazione territoriale di matrice antica sono più spesso dislocati lungo le diramazioni, fatto questo che porta i 96 km del percorso di base a ben 241,7.

  • Lunghezza
    241,7 Km
  • Casa Museo Luciano Pavarotti Modena (MO)

    Qui gli appassionati del grande cantante (1935-2007) possono ammirare, al centro di una tenuta, l’abitazione progettata secondo le sue indicazioni, gli oggetti che collezionava, gli abiti di scena più famosi, foto e riconoscimenti.

  • Parco archeologico e Museo all'aperto della Terramara di Montale Castelnuovo Rangone (MO)

    Dedicato alla civiltà delle terramare, tipici villaggi della pianura padana della metà del II millennio a.C. Un percorso nel verde opportunamente segnalato mette in evidenza le tracce delle fortificazioni che circondavano il villaggio. I resti riportati alla luce nel corso degli scavi archeologici sono inseriti all’interno di uno spazio museale dotato di apparati didattici e multimediali. Nel Museo all’aperto viene proposta la ricostruzione a grandezza naturale di una parte della terramara comprendente il fossato, il terrapieno con palizzata difensiva e due grandi abitazioni arredate con vasellame, utensili, armi e vestiti che riproducono fedelmente originali di 3.500 anni fa.

  • Museo della Tradizione contadina e della Scuola Formigine (MO)

    Raccolta etnografica che espone circa 400 oggetti, donati da famiglie della zona. Accanto agli attrezzi usati nel lavoro agricolo, figurano strumenti per la lavorazione della lana e della canapa. Fanno parte della raccolta anche piccoli giocattoli in legno.

  • Castello Formigine (MO)

    Baluardo difensivo sorto a controllo degli accessi alle valli della Secchia e del Tiepido, la fortificazione fu contesa nei secoli XII e XIV, finché nel XV passò ai Pio di Carpi; dopo i bombardamenti del 1945 è stato per buona parte ricostruito, ed è ora sede del municipio e del Museo archeologico multimediale, realizzato da Studio Azzurro,

  • Museo-Centro di Documentazione del Castello Formigine (MO)

    Indagini archeologiche terminate nel 2007 hanno permesso l’istituzione del Museo archeologico multimediale, realizzato da Studio Azzurro, una realtà che, attraverso installazioni sonore, voci e video collocate negli ambienti della rocchetta e delle torri, ricostruisce la storia della cultura medievale e della vita nel borgo.

  • Museo Ferrari Maranello (MO)

    A breve distanza dallo stabilimento della fabbrica automobilistica Ferrari si trova il museo, che raccoglie al suo interno le auto, le immagini e i trofei che hanno scritto la storia della marca; suggestiva la sala delle Vittorie che celebra i successi più recenti della Scuderia del Cavallino. L’esposizione è rivolta sia all’appassionato di competizioni automobilistiche sia al conoscitore di auto storiche; in esposizione non solo la Formula Uno, le vetture Sport e Sport-Prototipo, ma anche il mondo Granturismo. La visita si completa con un simulatore di Formula Uno della durata di 10 minuti.

  • Museo della Ceramica Fiorano Modenese (MO)

    Il museo, allestito nel castello di Spezzano, è nato con l’intento di illustrare la produzione della ceramica dal Neolitico ai giorni nostri, con attenzione anche alla ceramica nell’arte contemporanea, tramite pannelli, plastici, ricostruzioni ambientali, fornaci in scala e reperti autentici o in copia. Le sezioni contemporanee documentano la lavorazione delle piastrelle nel distretto produttivo fioranese; sono esposti pezzi unici e opere in ceramica che rappresentano le tendenze più significative dell’arte, del design, delle ceramiche d’architettura e dell’innovazione tecnologica, e sono presenti 30 opere dedicate a Enzo Ferrari.

  • Castello Fiorano Modenese (MO)

    Il castello (segnalato) che sovrasta Spezzano, ora di proprietà comunale, conserva il cortile cinquecentesco, il ponte levatoio e, nell’interno, affreschi del secolo XVI-XVII, tra i quali, in una sala, 56 Vedute dei feudi dei Pio. Nel castello è allestito il Museo della Ceramica.

  • Santuario della Beata Vergine del Castello Fiorano Modenese (MO)

    Iniziato nel 1634 su disegno di Bartolomeo Avanzini e compiuto nel 1889. La facciata laterizia è caratterizzata dal forte aggetto di cornici e decorazioni in marmo e di paraste binate. L’interno, a pianta centrale, è interamente ricoperto da affreschi eseguiti da Tommaso Costa, tranne quelli dell’alta cupola dovuti a Sigismondo Caula, ridipinti da Adeodato Malatesta (1865). Nella cappella destra, tela di Olivier Dauphin, in quella sinistra, sull’altare di Tommaso Loraghi, Crocifisso policromo seicentesco; all’altare maggiore, immagine della Madonna col Bambino e donatore ad affresco, del secolo XV. Appartengono al santuario ricchi arredi, una collezione di ex voto, parte in metalli sbalzati, parte su tavolette dipinte, un manto ducale estense e un dipinto, Madonna e santi, di Jean Boulanger. Il santuario è tappa del Cammino di S. Giulia (Livorno-Brescia). Nel piazzale antistante al santuario, un’area archeologica custodisce i resti di un ambiente della scomparsa rocca.

  • Riserva naturale regionale delle Salse di Nirano Fiorano Modenese (MO)

    Costituita nel 1982 su circa 200 ettari; l’aspetto più interessante della riserva consiste nella presenza, al centro di una spoglia conca argillosa, di numerosi vulcanelli dai quali fuoriesce fango salato misto a bolle di idrocarburi che lo sospingono verso l’esterno in caratteristiche colate. Per i botanici sono altresì di notevole importanza gli insediamenti floristici della zona, consistenti in specie alofile continentali (Puccinellia borreri, Bupleurum tenuissimum, Podospermum canum, Atriplex patula angustifolia, Lotus tenuis), dotate di similitudini con la vegetazione delle steppe salate della regione pannonica (Ungheria e Bulgaria).

  • MusA – Museo dell’Assurdo Castelvetro di Modena (MO)

    Nato nel 2002 come collezione all’aperto d’arte contemporanea, il suo percorso è imperniato sulle esperienze prodotte dal «Mercurdo», il festival dedicato all’Assurdo che si svolge a Castelvetro. Dopo l’inaugurazione della prima sezione all’aperto, nel 2004 è stata realizzata una sezione interna per ospitare la collezione permanente ed esposizioni temporanee.

  • Castello di Levizzano Castelvetro di Modena (MO)

    A Levizzano Rangone, m 210, la Rocca o Castello, contraddistinta da un alto mastio trecentesco, è documentata dall’XI secolo, e passò dalla Chiesa di Modena ai Rangone nel 1342. Restaurata nel 2007, ospita Rosso Graspa, museo del vino (il Lambrusco Grasparossa, prodotto di eccellenza del territorio di Castelvetro) e della società rurale tra le due guerre.

  • Pieve di Santa Maria Assunta Serramazzoni (MO)

    Costruzione romanica in pietra locale, che nel Medioevo costituiva il polo religioso del basso Appennino occidentale modenese; di struttura assai semplice, ha interno diviso da basse colonne con notevoli capitelli scolpiti.

  • Castello di Pompeano Serramazzoni (MO)

    Pittoresco castello feudale, di fondazione tardo-medievale, appartenuto fino ai primi anni del Quattrocento ai conti Da Gombola. Sta abbarbicato con il suo piccolo borgo, il torrione duecentesco e i resti delle mura merlate sopra un masso di serpentino.

  • Montebonello Pavullo nel Frignano (MO)

    Minuscolo borgo dall'impianto di tipo castellano, raccolto attorno alla rustica Parrocchiale che conserva elementi architettonici e scultorei della primitiva costruzione romanica; interamente restaurata, è rivestita, all’esterno, di conci d’arenaria, all’interno di preziosi affreschi quattrocenteschi di scuola modenese.

  • Palazzo Ducale Pavullo nel Frignano (MO)

    All'inizio dell’originario tragitto della Via Giardini (l’odierna statale è stata tracciata più a ovest) si trova il Palazzo ducale, eretto nel 1830 su progetto di Sigismondo Ferrari come residenza estiva di Francesco IV, restaurato nel 1984 a sede di uffici pubblici, della biblioteca civica, di spazi espositivi per mostre temporanee e di Civica, raccolta d’arte del Comune composta da opere di artisti pavullesi e nazionali. Il retrostante parco è un bell’esempio di architettura verde, tra il giardino all’inglese e la pineta alpina.

  • Castello di Montecuccolo Pavullo nel Frignano (MO)

    Il borgo castellano di Montecùccolo, m 873, fu tra XI e XII secolo sede del potere militare e amministrativo del Frignano; il Castello, unitamente a quelli di Gaiato e Semese, realizzava una triangolazione difensiva a presidio della valle dello Scoltenna e della viabilità transappenninica. Si sviluppava su quattro corpi di fabbrica, cinti da tre cortine; ciò che ne rimane, una torre merlata alla quale è annesso il palazzo feudale, conserva la grandiosità dei caratteri medievali. Ha ambienti interni restaurati, con camini del XV-XVI secolo e fregi affrescati nella stanza del Generale, dove secondo la tradizione nacque il condottiero Raimondo Montecuccoli (1609-80). Al piano superiore è sistemato il Museo naturalistico del Frignano, dove sono in mostra campioni di rocce, fossili e minerali, una sezione paleontologica e le sale dedicate alla flora e alla fauna. Di particolare interesse scientifico è il prezioso erbario che conserva circa 6.000 campioni.

  • Pieve di Renno Pavullo nel Frignano (MO)

    L’edificio, che si può far risalire al IX secolo, costituisce un tipo assai raro in Italia, affine alle più arcaiche chiese di Francia; diviso in tre navate da pilastri ottagonali, reca, al 1° altare destro, due monogrammi di Cristo, simili, nella forma a ruota, a quelli di S. Apollinare in Classe presso Ravenna, al 2°, affresco (S. Giovanni Battista) del secolo XVI; il fonte battesimale è pure cinquecentesco; in sagrestia, bei mobili del secolo XVII e ricchi arredi sacri.

  • Parco della Resistenza Monte Santa Giulia Palagano (MO)

    Area boschiva di 27 ettari, dove è stato installato il Memorial Santa Giulia, suggestivo singolare monumento composto da 14 monoliti scolpiti da artisti italiani e stranieri, disposti in cerchio, che simboleggiano e ricordano l’eccidio di 136 civili avvenuto il 18 marzo 1944 per opera dei nazifascisti.

  • Sasso Tignoso Pievepelago (MO)

    A m 1492, emergenza costituita da un affioramento diabasico morfologicamente assai singolare, che conserva integra l’originaria struttura di formazione: si presenta come un ammasso roccioso di sferoidi basaltici (pillow lavas), tipici delle manifestazioni vulcaniche dei fondali oceanici dell’antica Tetide nel periodo Giurassico, che oggi si verificano nella dorsale medio-oceanica dell’Atlantico.

  • Museo delle Mummie Pievepelago (MO)

    Scavi archeologici condotti in conseguenza di lavori di consolidamento della parrocchiale di Roccapelago hanno portato alla luce un ambiente di pertinenza del castello, riconvertito in cripta funeraria contenente più di 300 inumati, buona parte dei quali rinvenuti parzialmente mummificati. La scoperta è alla base dell’istituzione del Museo delle Mummie, che oltre ai resti umani raccoglie oggetti quali medagliette, crocifissi, rosari e una quantità considerevole di tessuti, pizzi e cuffie relativi all’abbigliamento e ai sudari che avvolgevano i defunti.

  • Lago Santo Pievepelago (MO)

    A m 1501, si raggiunge percorrendo la strada panoramica che risale la boscosa valle delle Tagliole, inserita nella foresta demaniale di Pievepèlago (c. 2600 ettari). Il lago, piccolo bacino di origine glaciale (lungo m 550, largo 191), è punto di partenza per escursioni.

  • S. Bartolomeo Apostolo Fiumalbo (MO)

    Parrocchiale sorta nel 1220 (tracce ben leggibili nel portale, nella zoccolatura e lungo il fianco), rinnovata nel Quattrocento e ricostruita in forme ampliate nel 1592. Conserva la facciata rinascimentale in conci di pietra, con elegante protiro di forme toscane decorato da stemmi. Interno basilicale a tre navate su colonne monolitiche, alcune delle quali hanno capitelli quattrocenteschi recuperati, insieme alle sovrastanti arcate, dalla precedente costruzione; il soffitto ligneo intagliato è seicentesco. Nella navata destra, Madonna in trono e santi attribuibile a Saccaccino Saccaccini e Redentore di forme toscane (secolo XVI). Nella navata sinistra, sculture romaniche con caratteri post-antelamici, facenti parte degli stipiti del portale medievale (XIII secolo); della stessa serie fa parte, dietro l’altare maggiore, la cosiddetta Battaglia di Fiumalbo; nell’abside, Martirio di S. Bartolomeo di Adeodato Malatesta. La chiesa possiede la croce detta di Fiumalbo, di Antonio e Jacopo da Porto (1494), ricchi paramenti, arredi sacri e reliquiari, dei secoli XVII e XVIII.

  • Museo di Arte sacra Fiumalbo (MO)

    Si trova all'interno dell'oratorio di S. Caterina, eretto nel 1601 e in origine appartenente a un convento di Domenicane. Gli oggetti più pregevoli sono un altare con bel ciborio in legno dorato, attribuibile alla scuola dei Ceretti (secolo XVIII) e un tabernacolo tardo-quattrocentesco in arenaria; vi si svolgono saltuariamente concerti, su un ottocentesco organo di Nicomede Agati.

  • Ss. Francesco e Donnino Fiumalbo (MO)

    Nella parte orientale di Fiumalbo, al di là di un ponte si leva la chiesa dei Ss. Francesco e Donnino, già parte del convento dei Frati Minori fondato nel 1628, divenuto poi (1820) Seminario arcivescovile. La chiesa, settecentesca, è ad aula con quattro cappelle per lato, che conservano pregevoli altari in pietra arenaria di produzione locale, tele seicentesche e un organo di Annibale Traeri (1728).

  • Monte Cimone Sestola (MO)

    Il *panorama percepibile dal Monte Cimone è uno dei più vasti del territorio italiano: in condizioni di visibilità eccezionali esso può abbracciare l’arco alpino e l’intero crinale appenninico, stendersi su gran parte dell’Emilia e della Toscana, raggiungere il mar Tirreno e l’Adriatico. Il comprensorio del Cimone merita segnalazione, oltre che per i suoi 50 km di piste collegate fra loro, anche per l’accoglienza e i servizi pensati per le persone con disabilità.

  • Foresta dell'Abetone Pistoia (PT)

    Magnifica foresta demaniale con pini, abeti, aceri, faggi e betulle di impianto artificiale e nuclei spontanei di peccia, estesa da quota 950 a 1930.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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