Le valli del Montone e del Rabbi. Terra del Sole e Castrocaro Terme

In collaborazione con Touring Club

L’itinerario risale all’andata il fiume Montone, sulla statale 67 Tosco Romagnola; per il ritorno a Forlì da Premilcuore la 9 ter del Rabbi discende la valle del fiume Rabbi. Il paesaggio della fascia collinare alterna alle case coloniche e alle colture promiscue le strutture dell’agricoltura e della zootecnia (allevamenti avicoli e suinicoli) su scala industriale. Dei due centri di Terra del Sole e Castrocaro Terme, l’uno è raro esempio di cittadella fortificata cinquecentesca, mentre l’altro presenta una tipologia ricorrente di borgo medievale. Il fiume Montone (circa 80 km di corso, circa 530 km2 di bacino) nasce dall’Alpe di S. Benedetto, presso il passo del Muraglione, e scende con direzione nord-est toccando Rocca San Casciano e Castrocaro Terme. In pianura, dopo un tratto arginato, scorre insieme al fiume Ronco nell’alveo dei Fiumi Uniti, canalizzato nel 1733-38 per circa 9 km, con foce in mare a S di Lido Adriano. In corrispondenza dello sbocco in pianura, alle porte di Forlì, riceve da destra il fiume Rabbi (circa 220 km2 di bacino), i cui rami sorgentizi nascono anch’essi dall’Alpe di S. Benedetto.
  • Lunghezza
    117,6 km
  • Chiesa dei Romiti Forlì (FC)

    Chiesa dei Romiti (o S. Maria del Voto), ricostruita in forme romanicheggianti da Leonida Emilio Rosetti nel 1926; preceduta da portichetto, ha nella 1a cappella destra una Visitazione di Pier Paolo Menzocchi (1576) e nel presbiterio quattro santi, probabilmente frammenti di un polittico di Livio Modigliani.

  • Villa Saffi Forlì (FC)

    Casa-museo con parco dove nel 1890 morì Aurelio Saffi (acquistata dal Comune di Forlì, è oggi visitabile). Il complesso, originariamente convento gesuitico, è composto da un edificio principale, adibito in parte a casa padronale e in parte a residenza del custode, da una casa colonica ora in disuso e da un edificio di servizio impiegato come rimessa. Era annesso a un vasto fondo agricolo acquistato dal conte Tommaso Saffi, nonno di Aurelio. La villa era usata come residenza solo nei periodi estivi e al tempo del conte Pietro, zio di Aurelio, fu sede di riunioni carbonare e indicata in linguaggio cifrato come «Vendita dell’Amaranto». Aurelio Saffi e la sua consorte Giorgina Craufurd dal 1867 elessero l’edificio ad abitazione stabile per la loro famiglia, animata dalla presenza di quattro figli maschi. La villa racchiude volumi, memorie storiche della famiglia Saffi, cimeli di Giuseppe Mazzini, arredi e mobili d’epoca, tra cui esemplari significativi di manifattura inglese e in stile Impero. Tra gli ambienti più suggestivi il salone principale, lo studio di Aurelio Saffi, la cucina e la cosiddetta sala del ping-pong, dipinta a trompe-l’oeil nel 1937 dal pittore Amerigo Bartoli Natinguerra. Sul prospetto principale sono visibili le tracce dell’originaria cappella conventuale e due epigrafi in memoria di Aurelio e di Giorgina. Il parco presenta varie specie di piante arboree ed arbustive, un maestoso cedro del Libano risalente al tempo del Triumviro e una suggestiva neviera al centro di un boschetto di querce.

  • Rocca di Monte Poggiolo Forlì (FC)

    Avamposto fiorentino ricostruito nel 1471 su disegno di Giuliano da Maiano, è a pianta quadrilatera, con torri cilindriche angolari abbastanza conservate.

  • Piazza Garibaldi Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Limpido spazio di misura rinascimentale, in cui si fronteggiano il palazzo Pretorio e la chiesa di S. Reparata. A sinistra di S. Reparata, le linee toscane del palazzo del Provveditore (sul cortile prospetta la seicentesca ex chiesa di S. Barbara, con facciata su via delle Mura); di fronte, il palazzo Pretorio.

  • S. Reparata Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Chiesa (1594-1605; il campanile fu completato con la cupola nel 1818), dal bell’interno a navata unica che conserva, del secolo XVI, un coro ligneo, un Crocifisso pure ligneo di scuola fiorentina e, al 2° altare sinistro, una Madonna del Carmine di Pier Paolo Menzocchi (1575). Al 1° altare destro, Crocifissione di scuola romagnola del ’600; al 2°, Madonna del Rosario di Francesco Longhi (1610).

  • Palazzo Pretorio o dei Commissari Granducali Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Palazzo con stemmi e portico a tre archi: costruito su disegno del Buontalenti e poi restaurato, ospita il Museo dell’Uomo e dell’Ambiente, cui si accede dal cortile con doppio loggiato su tre lati.

  • Museo dell'Uomo e dell'Ambiente Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Ha sede nel palazzo Pretorio. La raccolta museale, recentemente rinnovata, si articola in 25 sale e due percorsi. Il primo, a carattere storico-architettonico, illustra l’origine e lo sviluppo della città fortezza. Il secondo, mirato agli aspetti etno-antropologici e territoriali, illustra la vita e il lavoro degli abitanti di queste zone attraverso la ricostruzione degli ambienti, le usanze, le credenze popolari, i giochi, gli eventi musicali, gli antichi mestieri, i lavori stagionali e il ciclo del grano e del vino. Le carceri criminali sono visitabili solo per ragioni di studio.

  • Ss. Nicolò e Francesco Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Parrocchiale con l’interno a tre navate. Nella 2a campata destra, Visitazione di Francesco Longhi, firmata e datata 1611; al 3° altare, Madonna dei Fiori, stucco policromo di scuola toscana del secolo XV. A destra dell’altare maggiore, Madonna con i Ss. Sebastiano e Rocco, affresco votivo di scuola romagnola del ’400; nell’abside, Madonna in trono e santi, bella pala di Marco Palmezzano, datata 1500, entro cornice originale. Sulla parete della navata sinistra, S. Sebastiano, affresco votivo riportato di fine ’400; nella 2a campata, Madonna del Carmine attribuita a Carlo Cignani. Notevole, nel tesoro, una croce processionale in argento dell’ambito del Ghiberti.

  • Voltone dell'Orologio Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Detto anche porta di S. Nicolò. Documentato nel 1371, è una delle due porte superstiti (delle quattro primitive) della cerchia muraria esterna che racchiude il borgo medievale.

  • Borgo medievale Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Vi si accede dalla via Garibaldi, sottopassando il voltone dell’Orologio, o porta di S. Nicolò: documentato nel 1371, è una delle due porte superstiti (delle quattro primitive) della cerchia muraria esterna che racchiude il borgo Medievale. In questo si trova la chiesa di S. Nicolò, che si ritiene risalga al secolo XI; di struttura tardo-gotica, possiede resti di affreschi del ’400. Poi, percorsa la via S. Antonio, il palazzo Pretorio, che incorpora la torre di difesa dell’adiacente porta di S. Francesco; il palazzo, ampliato nel 1541-42, fu dimora dei capitani di giustizia e dei commissari generali inviati da Firenze, ai quali appartengono gli stemmi in facciata, con eccezione di quello mediceo (1566) sopra l’ingresso. Si sale quindi fino alla cerchia fortificata interna, la Murata, oltrepassata la quale si trova a destra il battistero di S. Giovanni, antica costruzione a pianta circolare che custodisce un sarcofago bizantino. Poco sotto, la cilindrica torre dell’Orologio, rifatta dai Fiorentini nel XV secolo su una precedente. In alto, superata la porta della Postierla, munita di torrione e ponte levatoio è l’imponente Rocca.

  • Rocca Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    In alto nel borgo medievale, superata la porta della Postierla, munita di un torrione rotondo e merlato e del ponte levatoio è l’imponente Fortezza o Rocca, restaurata nel 1999 e adibita a uso culturale. Vi è allestito infatti il Museo storico del Castello e della Città.

  • Museo storico del Castello e della Città Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

    Allestito nella Rocca, espone reperti archeologici (preistorici, etruschi, romani, longobardi, bizantini) e materiali medievali e rinascimentali (maioliche, armi, arredi e dipinti).

  • S. Maria delle Lacrime Rocca San Casciano (FC)

    Parrocchiale ricostruita nel 1766-84: al 2° altare destro, Madonna delle Lacrime, terracotta del ’500; al 2° sinistro, Crocifisso ligneo quattrocentesco.

  • Ex chiesa del Suffragio Rocca San Casciano (FC)

    Ex chiesa (secolo XVII-XVIII), oggi spazio espositivo, con una Deposizione di Giovanni Stradano e, provenienti dall’abbazia di S. Donnino in Soglio, un tondo (Madonna in adorazione del Bambino) di Andrea della Robbia e un bassorilievo protoromanico con santi gemini.

  • Abbazia di S. Donnino in Soglio Rocca San Casciano (FC)

    La chiesa di S. Donnino, già parte dell'abbazia di S. Donnino in Soglio, conserva resti dell’abside preromanica e romanica poligonale, con un affresco del XIV-XV secolo, nonché sculture e bassorilievi romanici sulla facciata; a fianco, il convento-fortezza con muro a scarpa.

  • Museo della Fauna del Crinale romagnolo Premilcuore (FC)

    Allestito all’interno del Centro visite del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna, propone la ricostruzione di piccoli ecosistemi animali e vegetali in cui sono presenti, fra gli altri, il lupo, il daino, il cervo, varie specie di uccelli rapaci, ma anche insetti, anfibi e rettili.

  • S. Martino all’Oppio Premilcuore (FC)

    Al di là del Rabbi, a valle dell’abitato di Premilcuore, sorge tra i cipressi la pieve di S. Martino all’Oppio, ricostruita nel ’500 e poi (1706, 1933) ristrutturata. È a tre navate, con una notevole Madonna del Carmine di Jacopo Vignali.

  • S. Agostino in Rocca d’Èlmici Predappio (FC)

    Chiesetta romanica con abside semicircolare e interno decorato di affreschi del secolo XIV-XV, di scuola riminese; della medievale Rocca d’Èlmici, già dei Calboli, poi potenziata da Pino Ordelaffi nel 1471, restano sull’altura a sinistra i pochi ruderi coperti dal bosco.

  • S. Cassiano Predappio (FC)

    Importante chiesa risultato di arditi interventi di rifacimento (1934), conserva all’esterno sull’abside mediana decorazioni scultoree pertinenti all’originaria costruzione romanica del secolo XI, mentre la facciata, tripartita, è coronata di archetti e ha un semplice portale sormontato da bifora; l’interno è a tre navate, con presbiterio sopraelevato sulla cripta e tre absidi semicircolari. Un atrio con colonne e capitelli d’imitazione bizantina fa da ingresso all’adiacente cimitero: vi fu sepolta nel 1957, dopo varie peripezie, la salma di Benito Mussolini che qui era nato nel 1883.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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