Bagnacavallo: weekend slow tra arte, natura e tradizioni

Due giorni tra piazze storiche, ecomusei e paesaggi della Bassa Romagna

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Bagnacavallo è un luogo da scoprire con lentezza, tra piazze raccolte, portici e angoli nascosti.
Questo itinerario di due giorni attraversa il centro storico e si apre verso la campagna della Bassa Romagna, alternando arte, natura ed esperienze legate alla tradizione locale, lontano dallo stress quotidiano.
Tra richiami letterari, percorsi naturalistici e sapori del territorio, il viaggio offre un’esperienza autentica, ideale per chi desidera esplorare il territorio a ritmo slow.

Curiosità

  •  Piazza della Libertà, è stata il set cinematografico di molti film tra i quali Il presidente del Borgo Rosso futball club, L’Agnese va a Morire, La neve nel bicchiere, Il Passator Cortese, Agata e la tempesta (https://www.bassaromagnamia.it/poitofintrests/bagnacavallo-un-paese-nel-cinema/ solo per citarne alcuni.
  • All’attore Ivano Marescotti, nativo di Villanova di Bagnacavallo, è dedicato un angolo “cinematografico” nell'Ecomuseo delle erbe palustri.

Periodo consigliato
Nei fine settimana da aprile a ottobre

Consiglio
Se appassionati di storia e natura, la scoperta della Bassa Romagna può continuare con questi  itinerari dedicati a:
   • Rocche e torri in Bassa Romagna 
   • Le pievi in Bassa Romagna 
   • Passeggiate in natura nella Bassa Romagna 
   • La memoria nel paesaggio della Bassa Romagna
   • Ravenna sulle orme di Byron 

  • Durata
    48 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Tutti
  • Prima tappa - Piazza della Libertà Bagnacavallo

    Punto di partenza suggerito è Piazza della Libertà, cuore della città ove si affacciano i principali monumenti civili e religiosi:
       • Palazzo Vecchio
       • la medievale torre civica 
       • il settecentesco Palazzo municipale opera dell’architetto Cosimo Morelli
       • l’ottocentesco teatro Carlo Goldoni, progettato da Filippo Antolini, oggi candidato patrimonio Unesco
       • la Collegiata di San Michele Arcangelo che accoglie al suo interno un’importante opera del pittore rinascimentale Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo senior.

    Da sapere

    • Nell’androne del Palazzo municipale è posto un’interessante monumento dedicato a Tomaso Garzoni, autore nel 1585 de La piazza universale di tutte le professioni del mondo, che mostra grandi libri con i titoli di tutte le sue opere.
    • La torre civica fu la prigione che vide rinchiuso Stefano Pelloni: il Passator cortese. Alla base della torre si possono notare grossi chiodi, da sempre usati dai bagnacavallesi per appendervi gli oggetti ritrovati lungo la strada.

    Curiosità
    Sulla facciata di Palazzo Vecchio si può individuare l’epigrafe marmorea ove è impressa la terzina della Divina Commedia: “Ben fa Bagnacaval che non rifiglia, e mal fa Castrocaro, e peggio Conio che di figliar tai conti più s’mpiglia” (Canto XIV), con la quale Dante colloca la città di Bagnacavallo nel Purgatorio.

  • Seconda tappa - Giardino dei Semplici Bagnacavallo

    A pochi passi si trova il Giardino dei Semplici,  il più grande giardino interno della città, ultima testimonianza dei giardini privati degli antichi palazzi signorili celati da alte mura. 

    Cosa fare

    • passeggiare tra le piante officinali e il giardino fiorito e ammirare la Rosa della Pace e la rosa Bella ciao, due fiori simbolo di fratellanza e memoria.
    • fare una sosta e riposarsi sulle panchine in ferro battuto che recano impressi gli aforismi di Leo Longanesi scrittore e giornalista, a cui la città diede i natali nel 1905.

    Da non perdere 
    Tornando nella piazza e percorrendo i portici, lungo via Garibaldi troviamo 
       • la chiesa di San Giovanni
       • la Torraccia antica testimonianza di un primo agglomerato urbano della città.

    Curiosità 
    Attiguo alla chiesa sorge l’ex convento camaldolese poi divenuto convento di clausura delle suore cappuccine (non attualmente visitabile), dove nel 1821 fu educanda Allegra Byron figlia del poeta inglese Lord George Gordon Byron, come mostra la lapide a lei dedicata sopra la porta d’ingresso della struttura.

  • Terza tappa - Ecomuseo delle erbe palustri Villanova di Bagnacavallo

    A completamento della prima giornata consigliamo di raggiungere Villanova di Bagnacavallo (a circa 5 km dalla città) per visitare:

    • Ecomuseo delle erbe palustri ove si racconta la vita, il lavoro e le tradizioni della civiltà palustre. Al suo interno: storia e piantine della Bonifica, strumenti e ricordi legati alla lavorazione delle erbe e alla cultura del territorio.
    • Etnoparco Villanova delle Capanne ove ammirare le antiche dimore della zona, fedelmente ricostruite e visitabili al loro interno, che mostrano arnesi e suppellettili in uso fino alla prima metà del Novecento. 

    Da sapere
    All’interno dell’Ecomuseo è posta la Locanda dell’Allegra Mutanda ove concludere la giornata con uno spuntino rigorosamente romagnolo.

  • Quarta tappa - Antica pieve di San Pietro in Sylvis Bagnacavallo

    Per la prima tappa del secondo giorno si propone la piacevole passeggiata che da Porta Pieve raggiunge l’Antica pieve del VII secolo di San Pietro in Sylvis situata a breve distanza dal centro storico. 

    Da sapere
    Di domenica la pieve è aperta al mattino per le funzioni ed è possibile visitarla liberamente per ammirare gli affreschi trecenteschi dell’abside attribuiti a Pietro da Rimini.

    Consiglio
    Per completare la mattinata ci si può spostare in una delle aziende viticole dove (previo appuntamento) degustare un calice di Burson vino autoctono per poi tornare in città per assaggiare la piadina in uno dei tanti chioschi.

  • Quinta tappa - Ciclopedonale Canale Naviglio Zanelli Bagnacavallo

    Spostandosi dal centro urbano ci si può immergere nella natura della ciclopedonale che costeggia l’antico Canale Naviglio Zanelli un tempo percorso dalle imbarcazioni trainate da cavalli. 
    Qui con una piacevole passeggiata o lenta pedalata si può raggiungere il caratteristico ponticello sul canale e immergersi totalmente nella campagna bagnacavallese fino a Villa Prati, un tempo zona coltivata a erba per la produzione di fieno e per il pascolo del bestiame. 

    Da sapere
    Questa tappa può essere sostituita da una visita al Podere Pantaleone, raggiungibile a piedi, in bici o in auto. 
    Oasi di riequilibrio ecologico, nata da un antico podere lasciato al naturale coltivato senza uso di pesticidi e interventi tecnologici moderni, lungo i suoi sentieri si possono ammirare alberi monumentali, una colonia di tartarughe e, con un po' di fortuna e in silenzio, la fauna autoctona che è tornata a popolare la zona.

    Evento
    Natura nella notte: nelle serate, da metà maggio a metà giugno, è possibile immergersi con una visita guidata, nel suo mare di lucciole ascoltando i versi degli uccelli notturni tra il volo dei pipistrelli.

  • Sesta tappa - Piazza Nuova Bagnacavallo

    Per concludere la giornata si suggerisce di tornare in città per un aperitivo o per la cena. 

    Da Piazza della Libertà la passeggiata serale lungo i portici di via Mazzini conduce alla Chiesa del Carmine accanto alla quale si apre il nascosto Vicolo degli amori. Lo stretto vicolo si percorre rigorosamente in coppia per poi raggiungere Piazza Nuova.
    La settecentesca piazza ellittica chiusa, già mercato e luogo di eventi culturali, con la sua romantica atmosfera è perfetta per un aperitivo. 
    Per la cena c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i ristoranti del centro storico e del territorio che offrono ottima cucina romagnola.

    Eventi 

    • Festa di San Michele, a fine settembre. Durante questa festa, dedicata al patrono della città, vengono allestite osterie volanti all’interno dei palazzi e si programmano visite guidate alla città e ai suoi monumenti.
    • Le mostre allestite al Museo civico delle Cappuccine e nel Complesso dell’ex convento di San Francesco.

    Da gustare
    Il dolce di San Michele dalla misteriosa ricetta che i fornai preparano durante la festa.

Ultimo aggiornamento 15/04/2026

Per maggiori informazioni

Redazione Bassa Romagna mia

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