Sulle strade della devozione mariana a Comacchio

Le 13 immagini che ancor oggi possiamo ammirare lungo le strade della cittadina

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È la devozione mariana il denominatore comune della religiosità popolare di Comacchio, lo dicono le tante chiese dedicate alla Madonna: Santo Rosario, Santa Maria in Aula Regia, Beata Vergine del Carmine, Madonna di maggio (meglio nota come chiesa di San Pietro) e del Suffragio. Per non dire delle chiese soppresse nell’Ottocento, anch’esse intitolate alla Vergine. 

Una devozione condizionata dal contesto ambientale, con un abitato circondato dall’acqua, che ha definito il destino della comunità. Il popolo si è affidato alla Madonna perché benedicesse le acque nel periodo della pesca e le dominasse, proteggendo la cittadina lagunare dalle inondazioni.

Le immagini devozionali, che ancor oggi possiamo ammirare lungo le strade della cittadina lagunare, sono la testimonianza di questo affidamento. 

Questo itinerario porta a scoprirne 13, le più significative per datazione e iconografia, disseminate sull’asse di corso Garibaldi e corso Mazzini, che idealmente collega la città al santuario di Santa Maria in Aula Regia. 

Mettiamoci, dunque, in cammino per immergerci nella spiritualità comacchiese. 

  • Durata
    24 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa - Santa Maria in Aula Regia Comacchio

    L'iconografia consueta di Santa Maria in Aula Regia è interpretata con una certa libertà espressiva: l’impostazione frontale viene movimentata dal panneggio delle vesti della Madonna che sostiene il Bambino, rappresentato in piedi.

  • Seconda tappa - Barca in tempesta Comacchio

    Unico esempio di ex-voto inusualmente collocato in esterno, è posto sulla facciata della casa di un barcaiolo comacchiese e ricorda la grazia ricevuta per un salvamento. 

    La barca è rappresentata durante una burrasca in mare, con le vele gonfiate da un vento impetuoso; il marinaio, al timone, invoca l'aiuto della Madonna, che gli appare tra le nubi assieme al Bambino e, con la mano sull'abitazione dell'uomo, gli assicura protezione e la certezza del ritorno.

  • Terza tappa - Madone del lumén Comacchio

    È posta sopra l'ingresso di un "segue la numerazione", uno dei tanti vicoli che collegano la pubblica via alle aree retrostanti dove, un tempo, c'erano prati in cui venivano tirate in secca le barche. 

    L'iconografia richiama una stampa di Agostino Carracci e presenta un'immagine della Madonna del Latte, tema caro alla devozione delle donne che avevano problemi nell'allattamento dei figli. Ai piedi della nicchia era posto un lume che serviva sia per illuminare l'immagine che per rischiarare l'oscurità della via.

  • Quarta tappa - Madone dla Ca’ ad Galo Comacchio

    Rilievo ottenuto sul fondo concavo di un catino in terracotta incassato nella muratura sopra l'ingresso di un vicolo "segue la numerazione". 

    L'impianto figurativo della Madonna col Bambino richiama le forme stilistiche della statua, a medesimo tema, posta nella torre dell'orologio, con il Bambino posizionato sulla sinistra. Per agevolare una più facile identificazione, spesso all'immagine devozionale si associava il nome del proprietario della casa o del luogo in cui era ubicata (torre, loggiato, piazza o nome della via).

  • Quinta tappa - Madone dl’antene o di gumetel Comacchio

    L'ovale è inserito sul fronte di un sottoportico (altana) a mezzo di un vicolo, quasi un ampio cortile, ove molte donne si incontravano per lavorare a maglia o per confezionare reti da pesca. 

    L'immagine è riferita al culto di Santa Maria in Aula Regia, ma con le varianti iconografiche del Bambino posto sulla sinistra e le corone di tipo regale.

  • Sesta tappa - Madonna di Via Isola Comacchio

    Inserita in una nicchia centinata senza cornice sul muro che interrompe ad angolo retto la continuità della strada, presenta una Madonna che regge col braccio destro il Bambino; nella parte superiore angeli sorreggono una corona.

  • Settima tappa - Madone dla mana' Comacchio

    Il medaglione, ora inserito nella facciata dell'antica sede comunale, un tempo era posto sul basamento della torre dell'orologio.

    È la rivisitazione di un tema iconografico cinquecentesco, ma manca la figura di San Giovannino, cui erano rivolti i gesti della Vergine e del Bambino per porgere mazzetti di rose. La mano alzata del Bambino diventa benedicente e quella della Madonna, sproporzionatamente grande, assume il simbolo di Provvidenza.

  • Ottava tappa - Madunine dla piase Comacchio

    L'immagine è posta entro una nicchia con larga cornice in pietra d'Istria sulla base della quale le lettere ZDMP sono state interpretate come Zarattini Dionigio Monumentum Posuit, viste la particolare devozione mariana e le ragguardevoli disponibilità economiche della famiglia Zarattini, che volle porla sulla propria abitazione. 

    Secondo tradizioni orali era la Madonna protettrice dei barcaioli e dei facchini che scaricavano i barconi e portavano le granaglie nel vicino granaio pubblico (la Loggia dei Signori).

  • Nona tappa - Madone di Barbunsen Comacchio

    La nicchia, con profilo a capanna, racchiude un'immagine dalla suggestiva iconografia: il prodigioso ritrovamento della statua di Santa Maria in Aula Regia giunta dal mare nelle valli di Comacchio in una cesta sospinta in volo da angeli. 

    Una composizione simbolica che richiama i temi mariani dell'Assunzione e della Traslazione della Santa Casa di Loreto, spesso declinati con adattamenti a culti locali.

  • Decima tappa - Madone dla Cà di Gabane Comacchio

    Entro cornice a grandi cartocci d'acanto, l'immagine richiama modelli rinascimentali, da Raffaello a Correggio, cui non sono estranee esperienze stilistiche della scuola bolognese settecentesca. 

    Con linee morbide ed eleganti, Maria, in una posa leggermente inclinata, stringe teneramente a sé il Bambino, oggi mancante della testa.

  • Undicesima tappa - Madonna del canton Comacchio

    Nella nicchia sottostante un seicentesco balconcino ad angolo un tempo era posta una scultura a tuttotondo realizzata nel 1734 da Luigi Fogli e si trattava di una delle più antiche riproduzioni plastiche della Madonna del Popolo. Trafugata nel 1981, è stata subito sostituita da questa terracotta realizzata dall'artista comacchiese Giglio Zarattini.

  • Dodicesima tappa - Santa Maria in Aula Regia Comacchio

    Immagine posta in un tabernacolo nel muro che chiude parzialmente l'arco d'inizio del Porticato dei Cappuccini. 

    L'autore riprende l'immagine della statua dell'Aula Regia stilizzando e semplificandone le forme.

  • Tredicesima tappa - Madonna del Loggiato Comacchio

    Il dipinto è in una grande cornice ovale sagomata nella lunetta del tempietto edificato nei primi decenni dei Settecento al centro del Porticato dei Cappuccini (costruito nel 1647). 

    L'attuale dipinto fu eseguito all'inizio del secolo scorso come segno di gratitudine alla Madonna per aver salvato Comacchio dal terremoto del 1908. L'iscrizione "Sì Maria a te solo io bramo/ pongo in te ogni speranza/ e quel viver che m'avanza/ a te voglio consacrar" un tempo dipinte su un drappo ad affresco, sono oggi a rilievo su una targa in marmo.

Ultimo aggiornamento 14/12/2021

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Redazione Ferrara e provincia

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