Andar per cupole in Emilia

Scopri chiese, basiliche e cattedrali a Piacenza, Parma e Reggio Emilia

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Se è vero che la cupola è architettonicamente da intendersi come il simbolo della volta celeste e del contatto tra terreno e divino, ammirare – a volte anche da molto vicino – gli affreschi in quota di grandi artisti come Correggio, Guercino, Pordenone e Lionello Spada, è una vera e propria immersione nei paradisi pittorici dell'Emilia lungo un percorso a due passi dal cielo…

Da Piacenza a Parma, fino a Reggio Emilia, questo itinerario tra splendide città di arte e cultura mostra la bellezza che si può apprezzare con il naso all’insù.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima Tappa Piacenza

    L'itinerario parte dalla Cattedrale di Piacenza, all'interno della quale il Museo Kronos prevede, anche in formula separata, la salita alla cupola. Snodandosi attraverso percorsi medievali nello spessore di muratura, scale a chiocciola e sottotetti, 160 gradini conducono alla meta, in un susseguirsi di continui affacci mozzafiato sia sulla città che sull’interno della chiesa. 
    La destinazione finale è il capolavoro realizzato tra il 1626 e il 1627 da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, dove diviene possibile ammirare da vicino, percorrendo tutto il perimetro della cupola, i profeti Davide, Isaia, Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – e otto affascinanti Sibille. 

  • Seconda Tappa Piacenza

    Piccolo gioiello rinascimentale al limitare del centro storico, la Basilica di Santa Maria di Campagna riserva una cupola (la cui salita è possibile in occasione di eventi particolari) impreziosita da un importante ciclo di affreschi di Giovanni Antonio Sacchi detto il Pordenone, che vi lavorò dal 1528 al 1539. 
    Il percorso si snoda tra le cappelle laterali che rappresentano La nascita della Vergine, L'adorazione dei Magi, I pastori al presepio, Fuga in Egitto e Storie di S. Caterina d’Alessandria, fino a giungere al complesso programma iconografico della cupola, raffigurante temi del Vecchio e Nuovo Testamento, tra i quali, nel lanternino centrale, domina Dio Padre che in volo scende dal cielo. 

  • Terza Tappa Parma

    Il secondo giorno vede il trasferimento a Parma, dove, nel Battistero, si ammira una sorprendente cupola suddivisa in sedici spicchi, dipinta a tempera da maestranze bizantineggianti. 
    Una visita della città sulle orme delle cupole di Antonio Allegri detto il Correggio, non può che iniziare dalla Camera di San Paolo, nell’appartamento privato di Giovanna da Piacenza, Badessa del Monastero Benedettino di San Paolo. Qui, nel 1519, il pittore dipinge, con uno stile nuovissimo e originale che presuppone la conoscenza del lavoro di Mantegna a Mantova, un pergolato dal quale si affacciano putti e figure allegoriche. 

  • Quarta Tappa Parma

    Di poco più tarda la cupola della Basilica di San Giovanni Evangelista, parte del complesso monastico con il Convento e con la Storica Farmacia di San Giovanni, che mostra Cristo circondato dagli undici apostoli, con alla base l’anziano Giovanni, protagonista della visione. L’architettura di nuvole è uno splendido esempio dell’abilità dimostrata dal Correggio nel gestire le figure in scorcio.

  • Quinta Tappa Parma

    Descritta da Antonio Raffaello Mengs come “la più bella di tutte che siensi dipinte prima e dopo di lui”, la cupola affrescata nel Duomo di Parma databile 1524-1530, situata sopra l'altare maggiore, rappresenta l’Assunzione della Vergine con un linguaggio innovativo per l’epoca, che squarcia la struttura architettonica utilizzando audaci prospettive e scorci che segnano il transito tra terra e cielo in un vortice popolato di putti, santi, nuvole e luce. 

  • Sesta Tappa Reggio nell'Emilia

    Si arriva infine al Tempio della Beata Vergine della Ghiara di Reggio Emilia, uno dei più artistici santuari mariani d’Italia, straordinario monumento di fede eretto a seguito di un prodigioso miracolo. Alla grandiosa decorazione pittorica partecipò una élite di artisti emiliani della prima metà del Seicento ( 1614-1648), tra i quali, Ludovico Carracci, Gian Francesco Barbieri detto il Guercino, Lionello Spada e Alessandro Tiarini. 
    Innalzata da Francesco Pacchioni su disegno di Cosimo Paglioni, l’imponente cupola fu affrescata nel 1614 da Lionello Spada, allievo dei Carracci, che si ispirò alle scritture dell’Antico Testamento ed ebbe modo di mostrare grandi qualità prospettiche, soprattutto nella realizzazione degli angeli.

    All’interno della chiesa è ospitata anche la preziosa pala dell'Altare della Città (costruito a spese del Comune di Reggio, il cui stemma campeggia sulla sommità), raffigurante la Crocifissione con la Madonna, la Maddalena, S. Giovanni Evangelista e il patrono S. Prospero. Realizzata tra il 1624 e il 1625, è sicuramente l'opera di maggior impegno del Guercino al suo rientro da Roma.

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Ultimo aggiornamento 05/01/2021

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Redazione DT Emilia

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