L’Emilia-Romagna è famosa per le sua bellezze naturalistiche e la sua ricchezza culturale e il Sentiero Spallanzani rappresenta un connubio perfetto tra questi due mondi affascinanti.
L’itinerario, che prende il nome dal celebre naturalista e esploratore reggiano Lazzaro Spallanzani, offre un'esperienza unica capace di fondere la scoperta della natura alla storia scientifica e culturale.
Il sentiero, che si snoda attraverso paesaggi mozzafiato (la Pietra di Bismantova, il castello di Carpineti, il Monte Cusna e il Monte Prado, l’Ospizio di San Pellegrino), offre ai visitatori l'opportunità di immergersi nella bellezza della natura italiana.
Nel complesso si tratta di un un percorso di “bassa” e “media” montagna, lungo circa 125 km, con un dislivello complessivo attorno ai 5.000 metri che può essere affrontato nella sua interezza in ben 8 giorni di cammino.
L’itinerario attraversa tutte le fasce di vegetazione dell’Appennino reggiano, partendo dalla città di Reggio Emilia fino a raggiungere il centro abitato di San Pellegrino in Alpe, il più alto di tutto l’Appennino.
Non tutte le tappe però hanno lo stesso grado di difficoltà. È necessario, infatti, fare un distinguo tra le prime sei - di bassa e media difficoltà - rispetto alle ultime due, sviluppate nella fascia del crinale, che d’inverno sono percorribili solo da escursionisti esperti.
Le stagioni migliori per affrontare questo itinerario sono la primavera e l’autunno, durante le quali la natura offre spettacoli suggestivi grazie ai suoi colori caldi e avvolgenti.
In questo itinerario sarà approfondita la prima tappa che dal centro storico di Reggio Emilia conduce a Ventoso di Scandiano.
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L’itinerario prende il via dal cuore culturale di Reggio Emilia, dove storia, scienza e arte si intrecciano in un percorso perfetto per iniziare a scoprire la città.
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Dal centro storico di Reggio Emilia ci si dirige verso uno dei luoghi di ritrovo più vivaci della città, dove storia militare e spazi verdi si incontrano per creare esperienze culturali e ricreative.
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Il Campo di Marte è stato storicamente legato alle esercitazioni militari, ma oggi è uno dei parchi più frequentati di Reggio Emilia
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Dall’area urbana si entra in un ambiente naturale di grande valore ecologico a Reggio Emilia, perfetto per una pausa tra natura, storia e birdwatching.
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Capanni e aree di sosta attrezzate per osservazione della fauna
Proseguendo lungo i percorsi fluviali di Reggio Emilia, si entra in un paesaggio rurale e storico, dove l’acqua ha modellato territorio, economia e vita quotidiana nel corso dei secoli.
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Il Canale di Secchia, fino al XIX secolo, serviva per il trasporto di merci con piccole imbarcazioni, consentendo ai commercianti di entrare direttamente all’interno delle mura della città. Oggi il canale è principalmente utilizzato per irrigare i campi, ma mantiene l’aspetto e il fascino di un antico sistema idraulico romano con antichi manufatti idraulici ancora visibili.
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L’itinerario entra ora in un tratto panoramico della campagna reggiana, dove storia, natura e viticoltura si intrecciano, offrendo viste spettacolari sui filari e sui paesaggi rurali circostanti.
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La Spergola è un vitigno autoctono raro, riscoperto di recente, che arricchisce la produzione enologica della provincia reggiana
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Il percorso segue ora il Torrente Tresinaro, combinando natura, storia e cultura locale, in un tratto ideale per passeggiate tranquille e scoperte culturali.
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Ventoso, oggi abitato tranquillo, nel 1988 era considerato il punto di partenza ufficiale del sentiero lungo il Tresinaro
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