Sui pedali in Romagna

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Non è raro sentir parlare di cicloturismo e cicloturisti, soprattutto in associazione alla voglia di provare (o ripetere) l’esperienza di una vacanza più responsabile dal punto di vista ecologico.

Di cosa si tratta? Sostanzialmente di trascorrere le vacanze, qualunque sia la loro durata, molto più sul sellino di una bicicletta che non in qualunque altra posizione. 

L’Emilia Romagna non si tira indietro davanti a questa sfida e vi propone un itinerario dedicato a chi ama pedalare in un mix inaspettato di scorci di mare, borghi sospesi nel tempo le cui torri campanarie svettano tra vigneti e colline punteggiate da boschi.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Sport
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa Porto Garibaldi

    Prima giornata: Giro delle Valli di Comacchio. La partenza è Porto Garibaldi, l’arrivo è il Cippo di Anita: bastano i nomi per evocare lo spirito di questa pedalata che rende memoria alle gesta e all’amore appassionato dell’eroe dei due mondi per la moglie Anita, appunto.

    La prima tappa è Comacchio, dove è d’obbligo ammirare il Ponte dei Trepponti per essere certi di assorbire l’atmosfera incantata di questa cittadina lagunare.

    Ripartiti da Comacchio, ci si dirige verso Ostellato, dove si trova l’Oasi naturalistica delle Vallette e, dopo qualche chilometro, si seguono le indicazioni per Anita e per il Percorso storico naturalistico delle Valli.
    Si costeggia così l’importantissima area archeologica della città greco-etrusca di Spina, i cui scavi sono ancora in corso e quindi, purtroppo, non aperti a visite.

    Lasciando l’area di Spina si percorre la strada dell’Argine Agosta, per poi imboccare la strada Fiume tramite cui raggiungere uno scavo molto interessante: i resti della Pieve di Santa Maria in Padovetere.
    Dopo questa deviazione, si ritorna sull’Argine Agosta per andare incontro all’oasi di Valle Zavelea, zona di acqua dolce frequentata da avocette e aironi bianchi.

    Poco più avanti, la strada inizia a correre dritta in equilibrio tra la laguna e il canale circondariale. In un attimo si raggiunge l’argine del fiume Reno che fa da cornice alle Valli di Comacchio, offrendo uno spettacolo naturale indimenticabile. Ma non è finita: questa pedalata prevede anche una breve esperienza “marinaresca”.
    Bisogna, infatti, attraversare il Reno con il traghetto per arrivare a Sant’Alberto, in provincia di Ravenna.

    Proseguendo verso est, in prossimità dell’incrocio con la statale Romea, ecco la fattoria Guiccioli dove il 4 agosto 1849 morì Anita Garibaldi e, poco più avanti, ecco il cippo alla memoria, meta finale di questa prima giornata sui pedali.

  • Seconda tappa Ravenna

    Seconda giornata: da Ravenna a Bertinoro.
    Si cambia scenario: la partenza di questa seconda giornata sui pedali inizia con un’immersione tra i mosaici bizantini di Ravenna e porta a Bertinoro, borgo di origine medievale da cui si gode di un panorama suggestivo al punto che gli è valso l’appellativo di “Balcone della Romagna”.

    Ma prima di godersi, appunto, l’incomparabile vista della pianura romagnola dall’alto, bisogna raggiungere il mare di Cervia e, da qui, iniziare a scaldare i muscoli in direzione di Pisignano e, subito dopo, Cannuzzo.

    Bastano poche pedalate e l’atmosfera è subito permeata da quella tranquillità che solo la campagna sa suscitare. Attraversato il corso del Savio, si lascia il territorio della provincia di Ravenna per entrare in quello di Forlì-Cesena e, in prossimità di Santa Maria Nuova, si comincia a salire verso il balcone della Romagna.

    La strada si fa via via più esigente, con pendenze a tratti impegnative e perfette per meritarsi le leccornie che aspettano Bertinoro, patria di piadina e sfoglia tirata a mano.
    Ma non solo: questo borgo è conosciuto anche come Paese dell’Ospitalità e non sarà difficile capire perché.

    Da segnalare in prossimità di Bertinoro la frazione Fratta Terme raggiungibile anche attraverso i sentieri ciclopedonali, perfetta per ricaricare le batterie grazie alle proprietà terapeutiche delle sue sette acque termali.

  • Terza tappa Rimini

    Terza giornata: da Rimini a Novafeltria.
    La pista ciclabile della Val Marecchia è uno dei percorsi più amati della Riviera Romagnola e, seguendo le sponde del fiume Marecchia, si addentra nell’entroterra evitando salite troppo impegnative.

    Il punto di partenza è appunto Rimini e, più precisamente, da Borgo San Giuliano, con i caratteristici murales dedicati al grande regista Federico Fellini. Da qui, si inizia a pedalare per raggiungere la riva del fiume Marecchia attraverso l’omonimo sentiero. In uscita dalla città si transita sul ponte di Tiberio, che merita una brevissima sosta per una foto ricordo.

    L’itinerario poi si sviluppa in aperta campagna ed entrambi i lati del fiume non mancano di regalare scorci di borghi medioevali. Quasi a metà del percorso vale la pena raggiungere Verucchio per dare una sbirciata alla sua Rocca Malatestiana.

    Una volta tornati in sella, si cambia sponda e si sale al Santuario della Madonna di Saiano, la cui imponente torre svetta anche lontano all’orizzonte. Restando sul percorso ciclabile, invece, poco prima dell’abitato di Pietracuta, si scavalca un’altra volta il fiume per affrontare l’ultimo tratto del percorso.

    A Ponte Santa Maria Maddalena si attraversa per l’ultima volta il Marecchia e si punta dritto verso Novafeltria, capolinea del percorso e sede della Miniera di Perticara, divenuta museo e testimonianza del duro lavoro dei minatori.

    Ma qui si può concludere l’itinerario con un’avventura adrenalinica allo Skypark, il parco avventura dove destreggiarsi immersi nella natura.

    Cosa aspettate?
    Le strade della Romagna non vedono l’ora di assaggiare i vostri pedali!

Ultimo aggiornamento 06/02/2020

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