La pianura reggiana occidentale

In collaborazione con Touring Club

Il settore della pianura medio-bassa del quale l’itinerario propone la visita ha come poli estremi Brescello e Guastalla, oltre alla stessa Reggio. Accompagnano il primo tratto le statali 63, del valico del Cerreto, e 358, di Castelnovo, che tagliano rispettivamente la fascia delle bonifiche benedettine medievali e un’area ancora oggi ben rappresentativa di una porzione della centuriazione romana; il tratto intermedio utilizza la 62, della Cisa, che costeggia un tratto del Po, toccando uno dei più interessanti sistemi insediativi di sponda della regione (Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla, Luzzara), con alcuni centri di notevole interesse urbanistico-monumentale e storico; il tratto conclusivo si snoda lungo una serie di strade provinciali, più adatte della parallela statale 63 a stabilire un contatto con il paesaggio rurale e con le modificazioni che l’opera dell’uomo ha prodotto in un ambiente un tempo in gran parte vallivo. La bonifica di età moderna della zona data dal 1576, allorché Cornelio Bentivoglio incaricò l’Argenta di realizzare un articolato piano di sistemazione idraulica del feudo di Gualtieri. Il progetto previde, tra l’altro, la nuova inalveazione del basso Cròstolo e la realizzazione, tra Gualtieri e Santa Vittoria, sotto il medesimo torrente, di una «botte» lunga 77 m (botte Bentivoglio), tuttora efficiente. Dopo la costituzione del Consorzio Bentivoglio (1878), precedente storico del successivo Consorzio della Bonifica Bentivoglio-Enza, furono realizzati gli impianti meccanici che consentirono il completo prosciugamento delle terre basse e l’irrigazione di quelle della media pianura: fra tutti, l’idrovora del Torrione a Gualtieri (1926) e la presa del Po a Boretto (1927). Dal 2009 l’ente è stato riassorbito nel Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Tra i progetti, la realizzazione di un lago serbatoio sull’Enza, presso Vetto.
  • Lunghezza
    69,8 km
  • Museo Cervi Gattatico (RE)

    Istituito dal 1970 e riallestito nel 2002 nella casa rurale appartenuta dal 1934 alla famiglia di Alcide Cervi, il museo raccoglie la documentazione storica relativa alla vita della famiglia, al suo impegno nella lotta antifascista e nella Resistenza, in quanto era punto di riferimento e di concreto aiuto per antifascisti, renitenti alla leva e oppositori alla guerra. Oltre a testimoniare gli eventi collegati alla fucilazione dei sette fratelli (28 dicembre 1943), è un interessante esempio di tipica casa contadina reggiana a corpo unico, divisa nei due settori produttivo e residenziale, corredata di tutti quegli strumenti e arredi che consentivano la vita dell’azienda familiare. A fianco del museo è stato realizzato il Parco agroambientale dell’Istituto Alcide Cervi, che configura l’istituzione come un vero e proprio ecomuseo. Annesso alla casa Cervi, rappresenta un itinerario guidato nell’ambiente naturale e culturale della media pianura padana; infatti mantiene e ricrea, nell’ambito del territorio agricolo, spazi naturali promuovendo pratiche agronomiche che contribuiscono al mantenimento del paesaggio agrario storico come, ad esempio, la piantata reggiana. Nel 2011 è stato inaugurato un nuovo filare di frutti antichi dell’Emilia-Romagna, che costituisce una sintesi della biodiversità rurale.

  • Museo della Terramara S. Rosa Poviglio (RE)

    Sono esposti materiali provenienti da un grande villaggio terramaricolo (frequentato tra il XIV e il XII secolo a.C., dall’età del Bronzo medio a quella del Bronzo tardo) e da una piccola necropoli, scoperti in località Santa Rosa di Fòdico, a nord-est del capoluogo comunale; lo scavo intrapreso nel 1984 sembra aver rivelato la più grande terramara finora individuata (circa 6 ettari). Nella stessa area della terramara Santa Rosa nel V secolo a.C. si formò un piccolo insediamento, e nel I a.C. si installò una villa romana.

  • Museo Peppone e Don Camillo Brescello (RE)

    Espone una ricca documentazione – con ricostruzione di ambienti, abiti di scena, fotografie della lavorazione – relativa alle fortunate cinque trasposizioni cinematografiche dei racconti di Giovanni Guareschi.

  • Museo Brescello e Guareschi, il Territorio e il Cinema Brescello (RE)

    Il nuovo spazio museale, inaugurato nel 2009, propone la ricostruzione di un set cinematografico originale dei film di Don Camillo e Peppone, raccontando il rapporto tra cinema e territorio. Una sezione rievoca la grande alluvione del 1951, anche attraverso rievocazioni del mondo rurale e le imbarcazioni del Po.

  • Museo archeologico Brescello (RE)

    Nel centro culturale S. Benedetto, ex monastero omonimo che risale, nella parte più antica, al XV secolo, il Museo archeologico dedicato a Brixellum espone sculture e iscrizioni funerarie – tra le quali notevoli una statua di personaggio con lacerna (pesante mantello con cappuccio), forse un battelliere del Po, della metà del I secolo d.C., una probabilmente di commerciante del fiume e una di togato (fine del I secolo a.C.), due mosaici geometrici del I secolo d.C. e altro materiale dall’area urbana.

  • S. Maria Nascente Brescello (RE)

    Chiesa di Luigi Groppi (1830-37); nell’interno, a tre navate: Cristo portato al sepolcro, tavola di pittore emiliano del ’500, e Crocifisso in legno di Bruno Avesani; inoltre, diverse opere di Carlo Zatti.

  • S. Marco Boretto (RE)

    Parrocchiale (1871-83) sormontata da un’imponente cupola alta 46 m, ricostruita recentemente: l’originale, elevata nel 1883, era crollata nel 1988; nel braccio sinistro, grazioso dipinto di scuola veneta del secolo XVIII, raffigurante la Madonna col Bambino, S. Antonio da Padova e angeli, di Giacomo Guerrini.

  • Museo del Po e della Navigazione interna - Po 432 Boretto (RE)

    In alcuni edifici entro la golena del Po e presso lo scalo fluviale funziona Po 432 museo-cantiere, interamente dedicato al fiume e alla sua navigazione. La singolare denominazione deriva dal fatto di trovarsi a 432 km dalla sorgente sul Monviso. È un museo di archeologia industriale che conserva oggetti, strumenti e macchinari utilizzati principalmente nella prima metà del secolo scorso dal Genio Civile per la manutenzione dei fondali e la regolamentazione della navigazione.

  • S. Andrea Gualtieri (RE)

    Chiesa del secolo XIII, a pianta centrale, ridotta nelle forme attuali all’inizio del XVIII secolo; nell’interno, opere del XVII e XVIII secolo.

  • Villa Guarienti Gualtieri (RE)

    Già castello dei vescovi di Parma e poi palazzo dei Malaspina, di impianto cinquecentesco con sovrapposizioni del secolo XVIII.

  • S. Maria della Neve Gualtieri (RE)

    La collegiata, organicamente inserita nel progetto di piazza Bentivoglio dell’Aleotti, fu rovinata dalle inondazioni del Po del 1765 e ricostruita da G.B. Fattori nel 1773-83; nell’interno, Crocifissione di Camillo Ricci; in una cappella a sinistra dell’altare maggiore, Annunziata e angeli di Carlo Bononi.

  • Museo documentario «Antonio Ligabue» Gualtieri (RE)

    Ha sede nella sala di Giove del palazzo Bentivoglio ed espone alcune opere del pittore naïf nativo di Gualtieri (1899-1965) e soprattutto documenti a lui riferiti, con annesso Centro studi.

  • Piazza Bentivoglio Gualtieri (RE)

    Passando sotto l’arco aperto nella torre dell’Orologio, si entra nell’armoniosa vasta piazza Bentivoglio, tenuta a giardino e porticata su tre lati; la scansione ancora rinascimentale dello spazio e il disegno omogeneo dei palazzi circostanti sono dovuti a G.B. Aleotti, detto l’Argenta (inizi del secolo XVII). La collegiata di S. Maria della Neve, organicamente inserita nel progetto dell’Aleotti, fu rovinata dalle inondazioni del Po del 1765 e ricostruita da G.B. Fattori nel 1773-83. L’intero lato fronteggiante la torre è occupato dal massiccio palazzo Bentivoglio, iniziato alla fine del secolo XVI da Cornelio Bentivoglio su progetto dell’Aleotti.

  • Teatro Sociale Gualtieri Gualtieri (RE)

    Elegante teatro settecentesco, opera di G.B. Fattori (1775), all'interno di Palazzo Bentivoglio. Di recente recuperato dall’abbandono, ha adottato una singolare innovazione: la platea su cui si affacciano i palchetti, di solito territorio del pubblico, è diventata il palcoscenico per attori e musicisti. E nel luogo dove si trovava il vero palcoscenico ora prendono posto gli spettatori.

  • Donazione «Umberto Tirelli» Gualtieri (RE)

    Nella sala di Icaro del Palazzo Bentivoglio, esposizione permanente di 53 opere d’arte contemporanea, dove spiccano lavori di Balthus, Guttuso, De Chirico e Manzù.

  • Palazzo Bentivoglio Gualtieri (RE)

    Iniziato alla fine del secolo XVI da Cornelio Bentivoglio su progetto dell’Aleotti. Residenza signorile fino al 1634, fu parzialmente demolito nel 1750. Nell’interno sono notevoli il grandioso salone dei Giganti, con affreschi (episodi della Gerusalemme liberata) del XVII secolo, e l’Investitura di Cornelio Bentivoglio di Giovanni da San Giovanni; la sala di Enea con scene tratte dall’Eneide; le sale di Giove e di Icaro, entrambe con fregio di scuola carraccesca e soffitto a cassettoni dipinti (inizio secolo XVII); la cappella dei Bentivoglio, con affreschi (storie della Vergine) del primo Seicento nelle lunette e stucchi barocchi; l’elegante teatro settecentesco, opera di G.B. Fattori. Il palazzo ospita, nella sala di Giove, il Museo documentario «Antonio Ligabue» e, nella sala di Icaro, la Donazione Tirelli, un’esposizione permanente di 53 opere d’arte contemporanea.

  • Basilica della Pieve Guastalla (RE)

    Detta anche chiesa di S. Pietro, ricordata come oratorio nel donativo imperiale dell’864, ricostruita da Berengario I nel 915 circa e consacrata nel 997; in essa nel 1095 papa Urbano II adunò un sinodo e nel 1106 papa Pasquale II un concilio. Venne quasi del tutto rifatta nel XIII secolo in forme lombarde, poi rimaneggiata nel 1605 e rimodellata nelle attuali forme romaniche nel 1926-31. L’interno, a pianta basilicale a tre navate absidate, suddivise da pilastri, coperte da volte con affreschi decorativi primo-novecenteschi, conserva una vasca battesimale per immersione del IX-X secolo, e nella cappellina a sinistra del presbiterio una Madonna col Bambino in terracotta dipinta, attribuita a Guido Mazzoni; pochi i resti di affreschi del secolo XVI, opera probabilmente di pittori locali.

  • Torre del Pubblico Guastalla (RE)

    Torre del Pubblico o Campanone, eretta agli inizi del Settecento sul sito della rocca abbattuta alcuni anni prima.

  • Teatro Ruggeri Guastalla (RE)

    Teatro neoclassico teatro, globalmente restaurato nel 1814.

  • Piazza Garibaldi Guastalla (RE)

    Raccordo urbanistico tra la città quattrocentesca e quella medievale, ruotante attorno all’ottagonale oratorio della Madonna della Concezione (1579), e inquadrata dai due ‘traguardi a fondale’ della chiesa di S. Maria dei Servi sulla sinistra, e della chiesa delle Cappuccine (1673) sulla destra.

  • S. Maria Annunziata o dei Servi Guastalla (RE)

    Eretta su disegno di Francesco da Volterra (1598), rimaneggiata, con interno a croce latina: nel transetto sinistro, Deposizione e i sette santi fondatori dell’ordine dei Serviti, tela di Giuseppe Maria Crespi; nell’abside, Annunciazione di Pietro Rotari.

  • Biblioteca Maldotti Guastalla (RE)

    La Biblioteca Maldotti (nell’atrio, puteale del XVI secolo) conta circa 100 mila volumi, di cui alcuni molto rari, e manoscritti. Il lascito del fondatore l’abate Marcantonio Maldotti (1721-1801) consistente in circa 5000 volumi stampati principalmente nel XVI e nel XVIII secolo, si arricchì via via con le librerie degli ordini religiosi soppressi; tra i libri antichi figurano una ventina di incunaboli, alcuni decorati con splendide miniature, e circa 2000 cinquecentine.

  • Palazzo Ducale Guastalla (RE)

    Nonostante l’aspetto modesto dell’esterno e le trasformazioni subite nei secoli (oggi di proprietà privata e in parte restaurato), conserva qualche lacerto della sua fastosa origine: sul fronte, stemmi delle famiglie Visconti, Torello e Gonzaga; all’interno, dopo un atrio, la galleria Mossina, ricca di statue, e un ampio scalone marmoreo; in alcuni ambienti, decorazioni a grottesche di Bernardino Campi (1586). Al primo piano (dove alcune sale sono adibite a mostre temporanee) è sistemata la Quadreria della Biblioteca Maldotti.

  • Cattedrale Guastalla (RE)

    Cattedrale di S. Pietro, di Francesco da Volterra, consacrata nel 1575 da Carlo Borromeo; la facciata, chiusa tra due campanili, venne rifatta nel XVIII secolo. Nel vasto interno, a una navata con cupola, gli arredi più interessanti, risalenti al XVII secolo, sono costituiti dagli stalli col trono vescovile e da un dipinto della Sacra famiglia di scuola lombarda; nel tesoro è un bel paliotto d’argento, pure seicentesco.

  • Piazza Mazzini Guastalla (RE)

    Luogo più rappresentativo della città, che i portici e l’acciottolato contraddistinguono come spazio tipicamente padano; in corrispondenza della tangenza con la strada Gonzaga si erge la statua di Ferrante I Gonzaga, opera di Leone Leoni (1564), rivolta verso il Palazzo ducale. Nel lato settentrionale della piazza prospetta la Cattedrale.

  • Quadreria della Biblioteca Maldotti Guastalla (RE)

    Al primo piano del Palazzo Ducale è sistemata la Quadreria della Biblioteca Maldotti, che consta di 50 opere frutto di collezionismo privato; di particolare pregio, Arria e Peto di Luca Ferrari, Lot e gli angeli di Marcantonio Franceschini, S. Caterina d’Alessandria di Giuseppe Bazzani, una Madonna col Bambino a fondo oro del XIV secolo, un acquerello di Francesco Hayez, un piccolo olio su cartone di Giuseppe de Nittis, alcune fra le tele più significative del guastallese Antonio Gualdi, un Ritratto di Mazzacurati.

  • Asilo d’infanzia Iride Guastalla (RE)

    Progetto di Mario Cucinella realizzato dopo il terremoto del 2012, che interpreta le esigenze della moderna pedagogia. È composto dalla moltiplicazione di 50 portali in legno lamellare intervallati da ampie vetrate. L’effetto dell’interno è simile a una grande pancia, che ricorda quella della balena di Pinocchio (il complesso è noto anche come La Balena).

  • Oratorio di S. Giorgio Guastalla (RE)

    Pregevole esempio di architettura romanica attribuibile al XII secolo (ma menzionato nel donativo di Ludovico II dell’864), più volte restaurato; all’esterno è notevole l’abside centrale; nell’interno, a tre navate absidate ripartite da basse colonne in cotto, sono stati ricollocati resti di affreschi.

  • S. Giorgio Luzzara (RE)

    Parrocchiale del 1657, sorta su una precedente romanica (parte absidale esterna a fornici), a sua volta ricostruzione di una dell’VIII secolo (nel coro, Madonna col Bambino e i Ss. Giorgio e Girolamo di Bernardino Luini, 1521).

  • Palazzo della Macina Luzzara (RE)

    Cinquecentesco palazzo con facciata adorna di uno stemma gonzaghesco in terracotta invetriata e, nell’interno, capitelli marmorei cinquecenteschi.

  • Centro Culturale Zavattini Luzzara (RE)

    Un ex convento agostiniano è la sede del Museo nazionale delle Arti naïves, nato da un’idea di Cesare Zavattini; espone documentazione sulla vita e opere di autori naif italiani e stranieri.

  • Azienda agricola Riviera Novellara (RE)

    L'Azienda agricola Riviera ebbe origine in seguito alle bonificazioni intraprese dai Gonzaga tra il XV e il XVI secolo; i primi edifici della tenuta datano all’inizio del Seicento, la ristrutturazione dell’azienda e la costruzione degli ultimi fabbricati all’Ottocento, per opera della famiglia Spalletti. Ai lati del lungo viale d’accesso si distribuisce un vero e proprio campionario di tipologie rurali; sul fondo, la corte padronale, un tempo cinta da parco, con il palazzo, l’oratorio e vasti fabbricati colonici.

  • Palazzo Greppi Gualtieri (RE)

    Realizzato con la probabile consultazione di Giuseppe Piermarini e, più certamente, di Andrea Tarabusi (1770-74); già centro di moderne sperimentazioni agrarie, è oggi di proprietà comunale e utilizzato come centro polifunzionale.

  • Torre di Sesso Reggio nell'Emilia (RE)

    La slanciata torre (1740) precede l'abitato insieme alla parrocchiale dedicata a S. Maria Assunta; entrambe furono iniziate da G.M. Ferraroni e compiute da Andrea Tarabusi, completandosi con un arco d'ingresso che, in un assetto viabilistico diverso, ne sottolineava scenograficamente la prospettiva.

  • Stazione AV Mediopadana Reggio nell'Emilia (RE)

    Avveniristico progetto di Santiago Calatrava (2013), realizzato sulla linea ferroviaria Milano-Bologna, a compimento della riorganizzazione dell’area settentrionale della città. Consiste nella ritmica successione di 25 portali in acciaio, sfalsati tra loro, che si traduce in una successione di candide onde in movimento. La realizzazione era stata preceduta nel 2007 dal vicino sistema dei tre ponti a vela uno dei quali scavalca l’autostrada A1, altro complesso visionario in acciaio dipinto di bianco, con spalle di appoggio in cemento armato, campate che superano i 200 metri e un’altezza di 70.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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