Reggio nell'Emilia: i dintorni

In collaborazione con Touring Club

Fin dal XV secolo il vago paesaggio e la vicinanza alla città richiamarono la residenza in villa della corte estense e delle facoltose famiglie reggiane, che privilegiarono la fascia al di qua della prima linea difensiva di età medievale, da Casalgrande alle Quattro Castella. «Le più belle colline d’Italia», come le definirono il Baedeker e Luigi Vittorio Bertarelli, furono cantate da Ludovico Ariosto, che nelle Satire ricorda la sua villeggiatura sulle pendici di Montegaio. L’itinerario (a sviluppo circolare) segue dapprima la direttrice della valle della Secchia, fino al nucleo storico di Scandiano, volge quindi a ponente fin quasi a San Polo per la strada pedemontana – che vi si è delineata sicuramente in età protostorica – e rientra lungo il solco del torrente Enza, attraverso Montecchio. L’interesse è principalmente paesistico, ma alcuni nuclei storici fra cui Scandiano arricchiscono la visita di attrattive monumentali.
  • Lunghezza
    64,8 km
  • Convento dei Padri Cappuccini Scandiano (RE)

    Nella moderna periferia nord-orientale, il maestoso complesso seicentesco del convento dei Cappuccini, fondato su di un terreno leggermente rilevato donato dal marchese Thiene. Nella chiesa, con facciata del 1902, alla parete destra si conserva un grande dipinto di Stefano da Carpi, raffigurante l'Esaltazione dei Santi francescani; all’altare maggiore, un tabernacolo ligneo di fra’ Fedele da Scandiano.

  • Piazza Lazzaro Spallanzani Scandiano (RE)

    Piazza porticata dedicata, con la statua al centro (opera di Guglielmo Fornaciari, 1888), all’illustre naturalista scandianese (1729-99).

  • S. Giuseppe Scandiano (RE)

    Chiesa con settecentesca facciata, contenente nella cappella a sinistra alcuni lavori d’intaglio di qualche interesse: un venerato Crocifisso, un tabernacolo di scuola dei Ceccati e una cantoria barocca.

  • S. Maria Scandiano (RE)

    Parrocchiale con campanile quattrocentesco a bifore e, nell’interno, in cui sono sepolti alcuni membri della famiglia Boiardo, un dipinto con S. Caterina d’Alessandria di Bartolomeo Passarotti e un gruppo ligneo policromo della Madonna del Rosario (secolo XVI); in un andito presso la porticina del lato destro, cenotafio di Lazzaro Spallanzani.

  • Rocca dei Boiardo Scandiano (RE)

    Eretta nel 1262, rimaneggiata dai Boiardo e dai Thiene, che la riadattarono a residenza signorile su progetto di G. B. Aleotti detto l’Argenta. L’ingresso è caratterizzato da un’elegante torre massiccia, con merlatura ghibellina, un tempo munita di ponte levatoio. All’interno, Giulio Boiardo fece dipingere verso il 1540 da Niccolò dell’Abate scene ispirate all’Eneide e altri affreschi, tolti nel 1772 e trasportati a Modena dove in gran parte si trovano nella Galleria Estense; vi permangono, invece, stucchi tardo-seicenteschi di Antonio Traeri e affreschi del primo Settecento che decorano alcune sale dell’appartamento Estense: sala dei Gigli con vedute di Scandiano; sala del Camino in stile rococò; sala del Drappo così detta dal drappo che avvolge la volta; sala dell’Alcova con scene di battaglia; sala delle Aquile, ricavata nella torre, con busti di personaggi della dinastia d’Este. La Rocca, di proprietà demaniale, è data in concessione d’uso al Comune, che la utilizza per esposizioni temporanee. Alla destra della rocca, in fondo alla via Magati si innalza la torre dell’Orologio, eretta nel XVI secolo dove già esisteva una porta del primitivo circuito del castello. Sottopassata la torre e percorsa la via Garibaldi, si raggiunge il maestoso fronte meridionale della rocca, di impronta tipicamente baroccheggiante, connesso a un torrione merlato; l’insieme, di notevole eleganza compositiva, è la parte meglio conservata dell’intero complesso.

  • Casa natale di Lazzaro Spallanzani Scandiano (RE)

    Nel centro storico, nei pressi della Rocca, una raffinata palazzina settecentesca è la casa natale di Lazzaro Spallanzani.

  • Chiesa della Natività di Maria Albinea (RE)

    Settecentesca chie­sa in incantevole posizione elevata, ricordata come pievana nel 980; all’interno, una copia del 1638 della cosiddetta Madonna di Albinea di Correggio (l’originale è disperso), e un dittico a tempera della fine del secolo XV, raffigurante la Madonna col Bambino e S. Lucia.

  • Castello Albinea (RE)

    Castello con il suo parco, di proprietà privata, appartenuto dal 1070 al vescovo di Reggio, passò ai Fogliani che ne ristrutturarono l’impianto difensivo, e dal XV secolo ai Manfredi che ne conservarono il possesso fino al secolo XVIII; nel Cinquecento fu rinforzato da una struttura a baluardi e nell’Ottocento venne ricostruita la torre d’ingresso con il ponte levatoio.

  • Villa ducale di Rivalta Reggio nell'Emilia (RE)

    Un imponente disorganico insieme di fabbricati è quanto resta della Villa ducale o Estense, detta «il Palazzone di Rivalta». Costruita per il principe ereditario Francesco d’Este a partire dal 1723, probabilmente da Giovan Maria Ferraroni, e ripresa dal 1730 sotto la direzione di Francesco e G.B. Bolognini con la collaborazione di Lodovico, era un tempo una splendida ‘delizia’ ispirata alla reggia di Versailles. In gran parte demolita nel 1807, ne restano intatte solo l’ala meridionale, la chiesetta, oggi adibita a uso agricolo, la corte rurale e la cinta muraria bastionata.

  • Castello di Bianello Quattro Castella (RE)

    Una delle proprietà allodiali di Matilde di Canossa che vi soggiornò più volte, e ai cui discendenti rimase fino al 1742; venne riformato tra il Seicento e il Settecento e adattato a residenza signorile, pur mantenendo aspetto severo e compatto, impostato su una struttura poligonale chiusa e bastionata, con mastio del secolo XIII.

  • Rocca Montecchio Emilia (RE)

    Unica ancora leggibile delle opere fortificate di Montecchio, si fa risalire a Matilde di Canossa, ma nell’assetto odierno risale al XIII secolo; delle due torri, merlate alla ghibellina e munite di caditoie, la più alta, il mastio, reca un orologio più tardo; a sinistra, due epigrafi dedicatorie romane del I secolo d. Cristo.

  • Museo del Parmigiano Reggiano-Civiltà contadina e artigiana della Val d'Enza Montecchio Emilia (RE)

    Allestito in una tipica casa contadina del Settecento, il museo raccoglie attrezzature da lavoro e testimonianze della vita rurale, con particolare attenzione alla produzione del Parmigiano-Reggiano. Nei pressi è possibile visitare due caselli storici per la lavorazione del formaggio, uno al fuoco vivo di legna e l’altro a vapore; completano la rassegna la scuola dell’intaglio del legno e la collezione di mezzi di trasporto intagliati.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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