Tra Modena e Bologna si conserva un patrimonio poco noto ma ricco di fascino: mercati, canali, opifici e infrastrutture idrauliche che raccontano come acqua, lavoro e ingegno abbiano modellato il territorio.
Questo itinerario di due giorni attraversa luoghi in cui la produzione e l’innovazione si intrecciano con il paesaggio, offrendo una chiave di lettura originale per scoprire città e campagne.
Dalle architetture mercantili di Modena alle aree produttive di Bologna, fino ai canali e agli impianti idraulici della pianura e dell’Appennino, il percorso segue un filo conduttore preciso: l’acqua come motore dello sviluppo economico.
Un itinerario adatto a chi ama la storia, l’architettura e i paesaggi culturali, ma anche a chi desidera esplorare luoghi meno conosciuti e osservare il territorio con uno sguardo diverso.
Consiglio
Per ragioni logistiche, è consigliabile pernottare a Modena al termine della prima giornata, così da visitare con calma le tappe cittadine e muoversi il giorno successivo senza fretta verso Bologna. In alternativa, ci si può già avvicinare e scegliere un pernottamento a Bologna per ottimizzare gli spostamenti del secondo giorno.
Il nostro itinerario parte da Modena, nel cuore della città, con il Foro Boario, edificato nel 1834 per volontà di Francesco IV d’Este.
L’imponente facciata neoclassica, con l’atrio centrale a tre arcate e le ali porticate simmetriche, racconta l’attenzione alla monumentalità anche negli edifici destinati al commercio.
Da sapere
Nato come mercato bovino e magazzino agricolo, rappresentò per decenni il fulcro degli scambi legati all’economia rurale modenese. Dopo essere stato caserma e aver conosciuto diversi usi pubblici, oggi ospita il Dipartimento di Economia “Marco Biagi” e spazi espositivi: l’edificio è visitabile negli orari di apertura delle strutture presenti, mentre gli ambienti interni sono accessibili in occasione di eventi e mostre.
Proseguiamo verso il Mercato Ortofrutticolo, progettato a partire dal 1917 per potenziare la vendita all’ingrosso di frutta e verdura.
L’impianto a corte, con magazzini perimetrali e tettoie in cemento armato, riflette l’evoluzione delle tecniche costruttive e della logistica commerciale del primo Novecento. Qui si svolgevano le contrattazioni, la pesa delle merci e le operazioni di carico e scarico, in un sistema organizzato e moderno per l’epoca.
Oggi il complesso è dichiarato di interesse culturale.
Spostiamoci ora al Parco della Creatività - ex AMCM, a pochi passi da Piazza Grande e affacciato sui viali di cintura.
Oggi, grazie a un importante intervento di rifunzionalizzazione restituisce alla cittadinanza uno dei più significativi esempi di archeologia industriale cittadina: l’ex AMCM ospita infatti il Laboratorio Aperto di Modena, hub di ricerca, innovazione e sperimentazione per cultura, spettacolo e creatività, mentre gli edifici recuperati, con le loro strutture in mattoni, le ampie capriate e le volumetrie tipiche della produzione industriale d’inizio Novecento, raccontano la storia della città produttiva.
Da sapere
All’inizio del Novecento l’area ospitava il comparto AMCM, sede delle Aziende Elettriche Municipalizzate, che gestiva la rete elettrica e tramviaria della città, inclusa la linea dell’ex filovia, fondamentale per collegare i nuovi quartieri e sostenere l’espansione urbana.
Lasciamo quindi la città per raggiungere la Torre dell'Acquedotto di Formigine, simbolo dell’ingegneria civile e dell’archeologia industriale locale. La torre, alta 36 metri, è servita da una scala a pioli che corre lungo il tubo principale dell’acqua potabile e da una elegante scala ellittica esterna.
Entrando dal cancello, si può immaginare il curatissimo giardino che un tempo la circondava, contornato da una siepe tricolore. Alla destra dell’ingresso si trova l’enorme vasca della fontana principale, un tempo capace di zampilli altissimi, mentre lungo il fronte passeggiata si allineavano due file di fontane che conducevano allo stabile della camera del montacarichi, utilizzato per scendere nella sala delle pompe sottostante.
Curiosità
Dopo i bombardamenti del 1945, i pochi vani della torre furono trasformati in abitazioni provvisorie per i custodi, testimoniando il ruolo strategico e sociale dell’edificio nella vita della comunità.
Info utili
Oggi la torre è visibile dall’esterno, mentre eventuali aperture straordinarie permettono di apprezzare dal vivo questa icona dell’archeologia industriale modenese.
La seconda giornata del nostro itinerario parte nel cuore di Bologna, tra i canali storici e gli edifici della Manifattura delle Arti.
Questa sorge nell’area cittadina Porto, chiamata così perché antico punto d'accesso al Porto Naviglio, lo scalo bolognese per il traffico fluviale sul canale Navile.
Un tempo fulcro della produzione cittadina, questa zona conserva testimonianze di mulini, setifici e opifici che sfruttavano la forza dell’acqua.
L’area occupata dalla Manifattura delle Arti è di oltre 100mila mq, è oggi sede
Da non perdere
Nei pressi suggeriamo una visita anche all’Opificio delle Acque, un centro documentale che custodisce strumenti, macchinari e documenti sul sistema idraulico bolognese, dove comprendiamo come l’acqua abbia alimentato l’economia della città per secoli.
Dirigendoci ora verso Imola, scopriamo il Canale dei Molini e i mulini storici lungo le sue sponde. Questo sistema idraulico medievale, uno dei più importanti dell’area, alimentava le macine che trasformavano il grano e supportava altre attività produttive dell’area.
Lungo il canale osserviamo resti di edifici e infrastrutture che raccontano la gestione dell’acqua come motore economico prima dell’industrializzazione moderna. Il percorso è accessibile liberamente, con passeggiate pedonali o ciclabili da vari punti della città, come viale Saffi, via degli Sminatori, via Santa Lucia e via degli Orti, e ci offre l’occasione di coniugare archeologia industriale e paesaggio urbano.
Consiglio
In viale Saffi, nell’area verde rinominata "Le Lavandaie" adiacente al parcheggio della Bocciofila di Imola, ci possiamo fermare ad osservare a strutture dell’ex lavatoio, recentemente riqualificato, per approfondire la storia del luogo.
Info utili
Da Bologna raggiungiamo facilmente Imola in circa 30 minuti di treno regionale o 40 minuti in auto, e l’estate o l’autunno rappresentano le stagioni migliori per ammirare il canale e le sue sponde nel pieno della loro vitalità.
Proseguiamo verso la pianura incontrando i Musei dell'acqua della Bonifica Renana.
Le casse di espansione e gli impianti idrovori storici testimoniano la trasformazione di un territorio un tempo paludoso e il relativo paesaggio in un’area agricola produttiva e sono presenti a:
Qui l’acqua non è più solo energia, ma un elemento da governare: le architetture industriali, spesso imponenti e realizzate in stile Liberty, conservano pompe e macchinari storici che ci raccontano l’evoluzione della gestione idraulica e la sicurezza del territorio.
Info utili
Da Bologna raggiungiamo questa tappa in circa 30–40 minuti di auto, e la primavera e l’estate ci offrono condizioni ideali per passeggiare tra i canali e godere del paesaggio agricolo in piena attività.
Verifica gli orari e le modalità di visita sul sito ufficiale perché per alcuni di questi luoghi può essere necessario prenotazione con anticipo la tua visita.
La visita alle strutture può essere integrata con percorsi ciclabili o pedonali lungo i canali.
Concludiamo il nostro itinerario salendo verso l’Appennino, dove i mulini storici raccontano la vita delle comunità montane.
Il Mulino Cati, situato in località Ponte di Verzuno a Camugnano, risalente al Settecento, conserva ancora macine e strutture idrauliche originali, simbolo di come l’acqua sia stata sfruttata per alimentare la produzione locale.
Spesso tappa di passeggiate o escursioni nei boschi circostanti, che offrono scorci spettacolari soprattutto in autunno, quando il foliage rende il paesaggio ancora più suggestivo.
Questa tappa finale ci mostra come l’acqua abbia rappresentato per secoli un motore produttivo, modellando l’economia e l’architettura della città e del territorio metropolitano.
Curiosità
Nella struttura sono presenti:
Info utili
Da Bologna raggiungiamo il Mulino Cati in circa un’ora e quindici minuti di auto.