La Romagna dello Spungone

Alla scoperta del patrimonio naturalistico delle colline romagnole

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Lo Spungone, dal dialettale spugnò o spungò per il suo aspetto “spugnoso”, è un particolare tipo di roccia arenaria calcarea che forma le colline romagnole da Bertinoro fino a Castrocaro Terme, passando da Meldola e Predappio
3 milioni di anni fa questa dorsale rocciosa era una splendida barriera corallina; oggi è un patrimonio naturalistico, con scorci paesaggistici di grande fascino che custodiscono un'importante varietà biologica e numerose sorgenti termali, oltre che un territorio eccellente per la produzione agricola, vitivinicola e olearia.
Per scoprirlo ecco un itinerario pensato per essere percorso in bicicletta, ma che può essere fatto anche a piedi.

  • Durata
    48 ore
  • Interessi
    Sport
  • Target
    Tutti
  • Bertinoro Bertinoro

    Balcone della Romagna: così è chiamato Bertinoro, per via della piazza che si trova nella parte alta della cittadina, da cui si gode di un ampio panorama che abbraccia le colline fino al mare. In cima al borgo svetta la Rocca millenaria, nella quale soggiornò l’imperatore Federico Barbarossa e che dal XVI secolo al 1970 fu sede vescovile. Da qui parte la prima tappa dell’itinerario, dedicata alla scoperta delle generose campagne a ridosso del borgo. Le stradine sono sinuose e l'ambiente è campestre, un susseguirsi di vigneti, olivi e frutteti: il perfetto scenario per un giro in bicicletta.

  • Fratta Terme Fratta Terme

    Il percorso prosegue poi nella località di Fratta Terme, a pochi km da Bertinoro. Dopo aver imboccato Via Banchetti, proseguendo su Via Rio Rose e poi Via Ausa, si trova lo storico stabilimento termale, recentemente ristrutturato, e il parco delle antiche fonti romane. Un punto di sosta o di vacanza perfetto per chi ama lunghe passeggiate e le proprietà benefiche delle acque curative.
    Prima di proseguire per le altre tappe, è suggerita una deviazione su Via Loreta fino a giungere alla pieve longobarda di San Donato in Polenta, visitata da Dante e celebrata da Carducci.

  • Meldola Meldola

    Seguendo Via Fratta e, successivamente, Strada della Magnalova si arriva a Meldola. All’ingresso del centro urbano ci si ritrova davanti ad uno dei gioielli della cittadina: il ponte dei Veneziani, così chiamato per essere stato costruito nel 1508, durante la dominazione dei Veneziani, per permettere il deflusso delle acque dal vicino canale Doria. A cinque minuti di bicicletta si raggiunge facilmente Piazza Orsini, orlata dal Loggiato Aldobrandini, dalla quale ha inizio un percorso a metà tra vallata e crinale. La valle è quella del fiume Bidente, che vicino alle sue rive ha visto passare viaggiatori e pellegrini di ogni tempo, diretti dal nord Italia verso la Toscana e Roma. Per gli amanti della natura, proseguendo per Via Collefiorito è consigliata una sosta per ammirare la Riserva Naturale di Scardavilla, un bosco di 30 ettari, gioiello di biodiversità, oggetto degli studi del naturalista Pietro Zangheri. Il territorio fu abitato dai monaci camaldolesi, come testimonia il bellissimo monastero, visibile ancora oggi.

  • Rocca delle Caminate Meldola

    Proseguiamo quindi la traversata sul selvaggio crinale che conduce alla Rocca delle Caminate, la cui posizione strategica al confine tra Meldola e Predappio domina gran parte del territorio romagnolo, dalla costa agli Appennini. Di probabili origini romane, fu dimora estiva di Mussolini che la dotò di un grande faro di intensità di 8000 candele, visibile fino a 60 km di distanza. A conclusione della prima giornata di esplorazione delle colline romagnole è possibile prenotare una visita esclusiva della Rocca, accompagnati da guide locali, per poi completare la serata degustando un bicchiere di Sangiovese ed una selezione di formaggi e salumi locali.

  • Predappio Predappio

    Il secondo giorno comincia con una salita decisa sul crinale di Rocca delle Caminate, che si snoda tra grandi panorami fino a Predappio Alta, lungo l’omonima Via. Questo borgo medioevale immerso tra i vigneti ospita un’importante enoteca costruita all’interno di un’antichissima cantina. Non a caso tra ottobre e novembre si svolgono qui diverse feste, sagre e celebrazioni a tema enogastronomico. Da questo punto di osservazione si coglie tutta la bellezza della Valle del Montone, naturale collegamento verso la Toscana e storico territorio di transito verso Roma. Imboccata Via Marsigliano e poi Via Sadurano si incontra anche un tratto del Sentiero degli Alpini, ideale per chi preferisce scoprire il paesaggio a piedi; chi invece vuole continuare il percorso in bicicletta può dirigersi con facilità verso Sadurano, posta anch’essa sulle cime di un monte.

  • Castrocaro Terme Castrocaro Terme

    La seconda giornata di percorso prosegue alla scoperta di Sadurano e del comune di cui fa parte, Castrocaro Terme. Il suo nome cambiò diverse volte nel corso della storia e si pensa derivi da Saturno, a cui sembra fosse stato innalzato un tempio, divenuto ora Chiesa di Santa Maria in Sadurano. Inoltre la ricchezza di questo territorio è racchiusa anche nel famoso centro termale di origini etrusche, la cui storia è testimoniata a partire dall’epoca romana quando le fonti venivano utilizzate non solo con valenza curativa ma anche socio-culturale. Oggi gli amanti della storia e dell’arte, possono ammirare un repertorio di costruzioni e testimonianze dell'architettura del Razionalismo, che ha portato in auge Castrocaro anche all’estero. 

  • Terra del Sole Terra del Sole

    L’ultima tappa alla scoperta dello Spungone termina con un tratto sinuoso nella prima collina forlivese, che da Castrocaro Terme si svolge inizialmente lungo il percorso ciclopedonale del fiume Montone. Oltrepassato lo storico borgo di Terra del Sole, baluardo del Granducato di Toscana in Romagna, la strada inizia a salire, fino a condurre alla panoramica Rocca di Monte Poggiolo.
    Di qui in poi un susseguirsi di saliscendi non troppo impegnativi regaleranno ampie visioni della vallata del Rabbi, con suggestive aree di calanchi. Lungo il percorso, in località Rio Cozzi, un imponente affioramento roccioso (utilizzato anche come palestra di arrampicata) evidenzia una vasta area di Spungone, forse la più spettacolare dell’intera catena.

Ultimo aggiornamento 28/10/2021

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Redazione Turismo forlivese

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