La Romagna custodisce una dimensione meno evidente ma profondamente autentica: quella della spiritualità. Non solo luoghi di culto, ma spazi in cui arte, natura e silenzio si intrecciano, offrendo occasioni di riflessione e contemplazione.
Dai mosaici di Ravenna agli eremi nascosti tra le colline, fino alle abbazie immerse nel paesaggio del Delta del Po, questo itinerario di 48 ore attraversa territori diversi accomunati da una forte identità spirituale.
Un viaggio da vivere con lentezza, dove ogni tappa invita a fermarsi, osservare e ascoltare e diventa un’esperienza personale.
Info utili
Per il pernottamento, se ci si vuole spostare da Ravenna ed avvicinarsi alla tappa del giorno successivo, consigliamo Faenza, ottima via di mezzo tra città e tranquillità o Castrocaro Terme dove è possibile trovare anche strutture immerse nel verde e anche terme
Consiglio
Questo itinerario è ideale per chi cerca un’esperienza lenta e contemplativa: per approfondire, si può proseguire con l’itinerario “Pievi e monasteri in Romagna”
Il nostro viaggio inizia dal cuore del Delta del Po. A pochi chilometri dal Comune di Codigoro appare in tutta la sua magnificenza l’Abbazia di Pomposa.
La sua origine risale ai secoli VI-VII, quando sorse un insediamento benedettino su quella che era l'Insula Pomposia, un'isola boscosa circondata da due rami del fiume e protetta dal mare.
L’abbazia conserva
Completano il complesso:
Curiosità
Le note musicali nacquero proprio a Pomposa: il monaco Guido da Pomposa (992 ca -1050 ca), detto d'Arezzo infatti è considerato l'inventore del sistema moderno del rigo. Nato presso l’Abbazia di Pomposa, iniziò qui gli studi divenendo un teorico musicale fra i più importanti del suo periodo.
Da sapere
La posizione non lontano dalle valli, in alcuni giorni il complesso si cela dietro ad una fitta nebbia, in un’atmosfera surreale e ancora di più contemplativa. Un luogo raccolto, dove arte e spiritualità si incontrano, invitando a una pausa di osservazione e silenzio.
Imboccata la statale Romea l’itinerario prosegue verso Ravenna, simbolo della spiritualità bizantina.
La Basilica di Sant’Apollinare in Classe conserva ancora oggi la struttura originaria ed è famosa per gli splendidi mosaici policromi del catino absidale e per gli antichi sarcofagi marmorei degli arcivescovi lungo le navate laterali. Particolarmente suggestiva è la raffigurazione di Sant’Apollinare a braccia alzate in preghiera, circondato dai dodici agnelli bianchi che simboleggiano gli apostoli, immersi in un paesaggio verdeggiante ricco di significati simbolici. Il Santo immerso in un paesaggio simbolico, la croce gemmata al centro e gli elementi figurativi della natura e degli animali non sono solo decorazioni, ma strumenti per trasmettere una spiritualità intensa, invitando il visitatore a riflettere e a lasciare che lo spazio agisca sul suo sguardo e sul suo spirito.
Davvero un potente linguaggio simbolico, dove la fede non è narrata con parole ma attraverso la luce e i colori dei mosaici.
Da sapere
La chiesa, con il suo caratteristico campanile cilindrico è uno degli 8 monumenti di Ravenna dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996
Curiosità
Alcune delle pareti di questa splendida basilica sono oggi spoglie, perché Sant’Apollinare subì diverse spoliazioni nel corso dei secoli, specialmente da Pandolfo Sigismondo Malatesta, che nel 1449 portò via i marmi che rivestivano le pareti delle navate per utilizzarli nella costruzione del Tempio malatestiano di San Francesco a Rimini. La luce e i mosaici creano un’atmosfera contemplativa, dove arte e spiritualità dialogano.
Il secondo giorno l’itinerario si sposta verso l’entroterra collinare forlivese, raggiungendo l’Eremo di Montepaolo di Dovadola, dove la spiritualità assume una dimensione più intima e legata alla natura.
Oggi questo luogo è accessibile a piedi lungo il suggestivo “Sentiero della Speranza”: immerso nel bosco prepara il visitatore a un’esperienza lenta, in cui ogni passo diventa parte del viaggio interiore.
Da sapere
L’eremo, legato alla figura di Sant’Antonio di Padova, mostra ambienti sobri e essenziali, dove la semplicità dello spazio e il silenzio della natura circostante aiutano a staccare dalla frenesia quotidiana.
Da non perdere
I punti panoramici lungo il percorso invitano a fermarsi e osservare il paesaggio, trasformando la visita in un momento di quiete e riflessione.
Da gustare
In caso di visita ad ottobre non può mancare la degustazione del pregiato tartufo bianco - pregiatissimo Tuber magnatum Pico in occasione della Sagra che si tiene a Dovadola da oltre 50 anni. Perché non si vive di sola spiritualità.
Proseguendo, il percorso conduce a Sarsina, sede della Basilica di San Vicinio, uno dei centri di devozione più importanti della Romagna. La basilica, situata nella piazza principale del borgo, fu costruita intorno all’anno Mille e custodisce le reliquie del santo patrono, venerato per le sue doti taumaturgiche.
Oltre all’aspetto devozionale, la basilica offre la possibilità di ammirare gli elementi architettonici medievali, con un interno sobrio ma maestoso, in cui le luci filtrano dalle finestre creando un’atmosfera raccolta e contemplativa.
Da sapere
Proprio da Sarsina prende il via uno dei 21 cammini storici e spirituali regionali: il Cammino di San Vicinio. Con oltre 14 tappe, tra varianti e percorsi di collegamento, il cammino attraversa la valle del Savio su entrambe le sponde, fino a raggiungere luoghi di grande spiritualità come Eremo di Camaldoli e Santuario della Verna.
Curiosità
Ogni anno numerosi pellegrini si recano qui attratti dalla fama della sua “catena”, un oggetto sacro che, secondo la tradizione, San Vicinio utilizzava per proteggere e guarire. L’imposizione della catena sul collo dei fedeli è accompagnata da una preghiera che invoca benedizione per anima e corpo, rendendo l’esperienza della visita profondamente personale e spirituale.
Evento
In caso di visita in primavera, in occasione della Sagra della Pagnotta Pasquale sarete accolti dal profumo inconfondibile di questo simbolo della tradizione quaresimale e pasquale. Un dolce semplice e autentico, che racconta tutta la genuinità della cucina contadina locale.
Un luogo di devozione ancora vivo, dove tradizione e spiritualità si intrecciano in un’esperienza autentica.