Sulle tracce di Tonino Guerra

Le fontane di Tonino Guerra, un poetico museo diffuso.

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Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore di fama internazionale, nato a Santarcangelo, ha lasciato le sue tracce in diverse città della Romagna.

In questo itinerario vi proponiamo di visitare, attraverso il “filo rosso” delle fontane a lui collegate, un poetico museo diffuso, che parte da Riccione e arriva a Santarcangelo, Sant’Agata Feltria, per raggiungere poi Sogliano al Rubicone e Cervia.

La valle del Marecchia, è un fazzoletto di terra da cui Tonino ha tratto ispirazione e dato vita al suo universo letterario e poetico. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a Pennabilli, un borgo di tremila abitanti immerso tra boschi e colline.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa, piazzale Roma, Riccione Riccione

    Riccione, la cosiddetta perla verde dell’Adriatico, ogni anno viene scelta da migliaia di visitatori che arrivano qui per le vacanze, i congressi, lo sport, lo shopping o gli eventi proposti in ogni stagione.

    Il cuore pulsante della città è Viale Ceccarini, il salotto buono, che, come ogni salotto che si rispetti, accoglie i suoi ospiti con eleganza. Sul viale pedonale si affacciano infatti boutiques prestigiose e caffè alla moda, meta privilegiata della passeggiata. 
    Già dal pomeriggio i bar sono frequentati per il rito dell’aperitivo. Chi vuole conoscere le tendenze dell’estate, non può che immergersi nel mondo trendy che va dalla ferrovia a piazzale Roma.

    Gli amanti della brezza marina possono gustare il piacere di una passeggiata anche sul lungomare pedonale, fino a piazzale Roma dove domina la fontana "il bosco della pioggia....le gocce d'acqua che bagnano i pensieri", sullo sfondo del mare, con cui sembra avere un dialogo attraverso i colori e i suoni.
    Ideata dal poeta e realizzata nell'agosto del 2000, è nata come un richiamo alla pioggia e al fresco che porta con sé. 

    Sei colonne di vetro stratificato che hanno le colorazioni del vetro naturale: un verde scuro che durante il giorno, prendendo la luce del sole, si colora di tutte le sfumature del verde. I mosaici sono opera di mosaicisti di Ravenna e le reti da pesca che vanno a completare la fontana, da cui gocciola la pioggia, sono state lavorate manualmente.

  • Seconda tappa, Sant'Agata Feltria Sant'Agata Feltria

    Da Riccione a Sant’Agata Feltria il percorso dura circa 1h e mezza: arrivati a Rimini, si deve imboccare la Strada provinciale Marecchiese, con conduce attraverso la Val Marecchia.

    Questa lunga vallata è segnata dal corso del Marecchia, fiume che nasce in Toscana, dal Monte Zucca, nel complesso dell’Alpe della Luna, e sfocia a Rimini, caratterizzando un paesaggio attraente e armonico nei suoi contrasti.

    Verdi colline e campagne ben coltivate si alternano a inattesi speroni di roccia calcarea sui quali la Signoria dei Malatesta ha edificato torri e fortezze a controllo del territorio: punti, oggi, dai quali si può godere di uno straordinario paesaggio, sia verso il mare che verso i monti. Da qui il passo è breve per giungere nell’Alta Valmarecchia, il cuore antico del Montefeltro: una valle con un ambiente incontaminato, incomparabili paesaggi, imponenti vestigia storiche, prodotti tipici famosi e ricercati in tutto il mondo. 

    Sant’Agata Feltria, con la sua monumentale rocca, chiude la vallata riminese: un borgo rinomato, oltre che per la bellezza paesaggistica, anche per il tartufo bianco pregiato, un’eccellenza che viene festeggiata ad ottobre con una rinomata Fiera Nazionale.

    Nata da un’idea del poeta, La fontana della chiocciola, posta nel centro del paese, è un poetico richiamo alla lentezza e alle necessità dell’anima. Composta da oltre 300.000 tessere di mosaico policrome e dorate, è stata realizzata dall'artista ravennate Marco Bravura, si adagia lungo la scalinata che unisce la parte alta del borgo a piazza Martiri d'Ungheria, su cui si affacciano i saloni delle scuderie, proprio dietro quello splendido gioiello che è il seicentesco Teatro Mariani. 

  • Terza tappa, Sogliano al Rubicone Sogliano al Rubicone

    Ci spostiamo ora verso Sogliano al Rubicone percorrendo i 32,5 km lungo la SP11.

    A 380 metri sul livello del mare, con le sue numerose piccole frazioni che furono castelli in età medievale, questo borgo presenta una grande varietà di paesaggi: luoghi accoglienti e a volte inaccessibili, che permettono a chi ama il trekking di scoprire paesaggi rocciosi, scavati da torrenti di incomparabile bellezza. 

    La Fontana delle Farfalle  è in piazza Matteotti. Inaugurata nel 2003, è oggi uno dei simboli di Sogliano. Vuole rappresentare un grido contro l’orrore della guerra e un canto alla vita. In una vasca circolare di marmo nero, una splendida farfalla spicca il volo da un tappeto di mosaico multicolore nei toni del rosso, dell’arancio e del giallo-oro: “sopra un tappeto, arrivato in Romagna dal deserto africano, alcune farfalle vogliono staccarsi e prendere il volo”, ecco come la descrive Tonino Guerra.

  • Quarta tappa, Santarcangelo di Romagna Santarcangelo di Romagna

    Santarcangelo di Romagna è una delle città slow, la rete internazionale delle città del “buon vivere”. Qui l’arte, la cultura, la storia e le tradizioni sono di casa: lo si respira nelle sue piazze, nei suoi suggestivi angoli e nelle molteplici manifestazioni che scandiscono le stagioni, divenute anche attrazioni turistiche. 

    Il suo centro storico, dove si legge un’attenzione speciale alla difesa dei segni del passato, è più che mai vivo grazie ai numerosi ristoranti e osterie. Pur essendo una città di oltre 20mila abitanti, restituisce un’atmosfera di paese, dove tutto è a misura di incontro, di ospitalità e ovunque si avverte una forte identità culturale.

    Santarcangelo ha dato i natali al poeta e sceneggiatore Tonino Guerra e un ampio e ricco percorso ne testimonia la vita e il genio artistico. 

    In Piazza Ganganelli, dove ha abitato, è andato a scuola e ha giocato da bambino, si trova la Fontana della Pigna, il primo incontro con le sue poesie concrete, cioè le installazioni nate dalle sue idee, dai suoi pensieri e disegni.

    La fontana del Prato Sommerso, situata nel parco Campo della Fiera, accanto alla fontana i Fiori di Pietra, regala frescura d’acqua con incanto poetico. 
    Il Prato Sommerso è composto da uno specchio d'acqua a forma curvilinea con al centro un tappeto di spruzzi dove sono posizionate quattro sculture in vetro opera dell'artista Fausto Baldessarini; i Fiori di Pietra sono invece sette steli in pietra dalle quali scende l'acqua dilavandone la superficie. Sullo sfondo, le mura e l’imponente Rocca Malatestiana. 

    La Fontana delle farfalle si trova invece in piazzetta Pedretti accanto al museo "Nel Mondo di Tonino Guerra" (via della Costa, 15): una riproduzione fedele all’originale di quella che si trova in piazza Matteotti a Sogliano al Rubicone. Dalle farfalle impresse nel mosaico, che scintilla di bagliori sulle tonalità dominanti di rosso, arancio e giallo-oro, una farfalla più grande spicca il volo e diventa un altorilievo. 

    Perché le farfalle? Alla bellezza della farfalla, simbolo di libertà e messaggere di bellezza, Tonino ha dedicato una poesia che suggeriamo di leggere per capirne meglio lo spirito e l’umorismo. 

    Santarcangelo ospita anche un museo dedicato al Maestro. Il Museo permanente “Nel mondo di Tonino Guerra”, ideato e realizzato dal figlio Andrea. Accoglie in esposizione oltre 60 realizzazioni tra quadri, sculture, ceramiche, arazzi e tele stampate, a testimoniare la sua ricca e feconda attività.

  • Quinta tappa, Cesenatico Cesenatico

    Dopo aver girovagato tra valli e colline, torniamo al mare e raggiungiamo Cesenatico. Qui si respira ancora l’atmosfera di un antico borgo peschereccio. Da non perdere il porto canale disegnato da Leonardo da Vinci, il suo pittoresco centro storico e la spiaggia accogliente in tutte le stagioni.

    Nel tratto dei Giardini a Mare si trova la Cattedrale delle Foglie realizzata dallo scultore del ferro Aurelio Brunelli e rappresenta un omaggio alla natura e al sapiente lavoro dell’uomo per coltivarla e preservarla. A fianco sono state messe vecchie piante da frutto della Romagna.
    Il nome sottolinea il carattere quasi religioso del rapporto dell’uomo con la terra e con le piante, necessarie per il nutrimento del corpo, ma anche dell’anima.
    Tonino la descrive così: “una Cattedrale che deve essere come un mazzo di foglie, non devono essere sparse, perché vivere è un respiro che sta chiuso anche in una foglia”.

  • Sesta tappa, Cervia Cervia

    Cervia è un borgo di pescatori dove due culture si incontrano: quella salinara e quella marinara. Ha un’anima vivace e ospitale, chilometri di spiagge bianche e pulite, e una pineta profumata che, con la sua fitta rete di sentieri, consente passeggiate rilassanti in un ambiente incontaminato.

    Nelle antiche saline, che ancora producono il sale “dolce” di Cervia, oggi presidio Slow Food, con gli strumenti della tradizione, è tuttora possibile ammirare fenicotteri e aironi. Una suggestiva distesa di acqua e sale che vi suggeriamo di visitare all’ora del tramonto, quando si tinge delle mille sfumature del rosso e del rosa.

    La fontana di Tonino Guerra a Cervia è stata collocata nel luogo simbolo della cittadina: la piazza antistante gli antichi Magazzini del Sale, con la Torre di San Michele e l'asta del Porto Canale. 

    Si chiama il tappeto sospeso, ed è stata realizzata dall'artista ravennate Marco Bravura, col quale ha collaborato la figlia Dusciana, anche lei artista del mosaico, a evocare la cultura bizantina della Ravenna Imperiale. 
    Migliaia le tessere musive, tutte tagliate a mano, che sembrano una nuvola di vapore, un tappeto magicamente sospeso a mezz'aria.

    Sopra, due cumuli di sale simboleggiano l'identità e la storia della città del sale: un patrimonio naturale e di tradizioni che non vuole essere disperso e il volo del tappeto che simboleggia la volontà della città verso la crescita e l'evoluzione di nuove rotte. 

    Il poeta ha pensato "ad una fontana, formata da una larga pozza irregolare, colma di una quarantina di centimetri d'acqua, sulla quale c'è un tappeto di mosaico sospeso su diversi getti d'acqua, a formare qualcosa di simile alle nuvole. Il tappeto trasporta alcuni cumuli di sale e un ciuffo di canne: stanno a significare che il mondo della civiltà salinara coi suoi odori e la sua poesia, i vecchi ricordi delle spiagge di una volta con le dune e gli uccelli sui canneti, stanno volando via da noi, fissandosi però, con malinconia, nella vostra memoria"

    Cosa mangiare lungo questo percorso?
    Senz’altro grigliate di pesce al mare, sardoncini con piadina, radicchio e cipolla. Tartufo bianco a Sant’Agata Feltria. A Sogliano sulla tavola non deve mancare il Formaggio di Fossa DOP, stagionato appunto in antiche fosse da grano di origine malatestiana. Santarcangelo offre piatti caserecci e sfoglia fatta a mano, ma sono soprattutto le tagliatelle ad essere particolarmente rinomate. 

Ultimo aggiornamento 17/12/2020

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Redazione DT Romagna

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