I manufatti in legno

L’arte di modellare il legno in Emilia Romagna

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In Emilia Romagna la lavorazione del legno avviene per tradizione in alcune località specifiche, divise fra la provincia di Piacenza, Reggio Emilia e Modena.

Grazzano Visconti è una località conosciuta nel campo dell’artigianato per la lavorazione del ferro, già dalla seconda metà dell’Ottocento. In parallelo però gli artigiani del borgo piacentino si specializzano anche nella lavorazione del legno, dando vita a uno stile caratteristico nella produzione di manufatti lignei definito proprio stile Grazzano. Quest’arte esplode a inizio Novecento grazie alla rinascita del borgo ad opera del conte Giuseppe Visconti di Modrone, e rimane attiva fino ai giorni nostri. Fra i suoi tratti distintivi ci sono le forme di ispirazione quattrocentesca e il bassorilievo con intagli fitti e profondi, applicati a librerie, consolle, cornici e altro ancora.

A Rolo, in provincia di Reggio Emilia, gli artigiani del legno sono invece abili maestri nella produzione di mobili intarsiati, detti Rolini. Si tratta di tavoli da salotto, mobili, sedie e oggettistica ideati tutt’oggi nelle botteghe cittadine, che tramandano un’arte nata in questi luoghi nel XVIII secolo, e mantenuta viva grazie anche alle ricerche e ai corsi tenuti dal Museo della Tarsia.

Infine Modena, la città che deve buona parte della sua fama alla produzione di prelibatezze come l’Aceto Balsamico. Proprio ai fini della maturazione e dell’invecchiamento di questo nettare è destinata la produzione di botti in legno, che avviene in particolare nel paese di San Prospero sulla Secchia. Di grandezza decrescente per ogni batteria, le botti sono solitamente fabbricate con legni diversi provenienti dalla zona di Modena, quali quercia, gelso, castagno, ginepro, ciliegio. Sta poi nell’abilità dei bottai produrre una botte con la giusta stagionatura e l’adeguato livello di porosità: dalla qualità del risultato dipenderà infatti il gusto e il colore dell’aceto stesso.

Ultimo aggiornamento 14/07/2020
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